L’insulino resistenza: cos’è e cosa fare

Quando cellule e insulina smettono di parlarsi: capiamo cosa succede e cosa fare

L’insulino – resistenza è una condizione che determina una scarsa o assente sensibilità delle cellule nei confronti dell’insulina, con conseguente raggiungimento del quadro clinico del diabete di tipo 2, una patologia che affligge circa 3 milioni di persone in Italia.

Vediamo di approfondire insieme l’argomento.

Che cos’è l’Insulina: funzioni e meccanismo di azione

L’insulina è un ormone proteico prodotto dal pancreas che ha lo scopo di regolare i livelli di glucosio all’interno del sangue e il suo metabolismo all’interno di tutti i tessuti del nostro organismo.

Gli alimenti che assumiamo normalmente con la nostra dieta hanno un diverso bilanciamento di nutrienti a seconda della loro origine biologica (se sono di provenienza vegetale, animale, se sono prodotti lavorati …); durante un pasto gli alimenti passano nell’apparato digerente e vengono scomposti nelle loro componenti di base: le proteine vengono divise in aminoacidi e i carboidrati in zuccheri.

Nella parete dell’intestino tenue, questi mattoncini molecolari vengono immessi nel torrente sanguigno per essere resi disponibili a tutte le cellule del corpo: il glucosio è il principale nutrimento per le cellule che lo devono prendere e metabolizzarlo in energia, da poter usare al momento opportuno per espletare tutte le funzioni cellulari.

Il rilascio di zuccheri all’interno del sangue fa aumentare il parametro della Glicemia, che è appunto la misura della concentrazione del glucosio nel sangue: l’evoluzione ha selezionato un ormone che permettesse di collegare l’aumento di glicemia, e quindi una momentanea disponibilità di glucosio, con i meccanismi di internalizzazione e metabolismo del glucosio nelle cellule dei principali tessuti del corpo. Questo ormone è l’Insulina.

L’aumento di Glicemia viene percepito per primo dalle cellule del pancreas, che, sentendo l’aumento di concentrazione del glucosio, innescano una risposta interna che porta alla liberazione dell’insulina nel torrente circolatorio: l’ormone rilasciato nel sangue viaggia in tutto il corpo e raggiunge tutti i tessuti, in ognuno dei quali trova cellule che espongono sulla loro membrana un recettore specifico.

L’insulina si lega al recettore e lo cambia di conformazione: questo cambiamento conformazionale si riflette sulla porzione interna del recettore che diventa capace di comunicare a tutto il macchinario enzimatico della cellula che c’è tanta disponibilità di glucosio e quindi è necessario darsi da fare per internalizzarlo e procedere al suo metabolismo per estrapolarne energia.

Le cellule del tessuto, a questo punto, sulla base dei segnali ricevuti dal recettore dell’insulina, espongono sulla superficie una proteina trasportatrice che cattura il glucosio all’interno della cellula per avviarlo al suo metabolismo.

Con questo tipo di segnalazione l’insulina fa due cose:

  •         Permette alle cellule di prendere il glucosio e quindi di avviare la produzione energetica
  •         Riduce il livello della Glicemia, altrimenti tossica: le cellule diventano “avide” di glucosio e quindi lo prendono diminuendo il quantitativo di glucosio nel sangue

L’insulino -resistenza: cos’è e come si origina

L’insulino resistenza è una condizione in cui le cellule diventano insensibili alla presenza dell’insulina a causa di un difetto nell’interazione tra insulina e il suo recettore, questo difetto può essere dato da vari fattori:

  •         Fattori genetici: una mutazione a livello del gene che codifica il recettore per l’insulina; in questo caso abbiamo la produzione di un recettore aberrante, con una forma che non è riconosciuta bene dall’ormone e di conseguenza l’impossibilità che si inneschi l’internalizzazione del glucosio.
  •         Fattori farmacologici: l’uso prolungato di corticosteroidi può dare resistenza all’insulina
  •         Fattori ormonali: quando l’organismo è in salute, molti ormoni (cortisolo, adrenalina, glucagone e glucocorticoidi) contrastano l’attività dell’insulina, impedendo che essa funzioni troppo e quindi determini un eccessivo assorbimento di glucosio da parte delle cellule. Quando l’attività di questi ormoni anti-insulinici è troppo elevata si può instaurare resistenza all’insulina

Lo squilibrio di un ormone può generare o essere la conseguenza di altri scompensi endocrini, poiché le segnalazioni ormonali sono spesso in comunicazione l’una con l’altra; pertanto l’insorgenza della resistenza all’insulina è stata correlata ad altre patologie o condizioni cliniche, soprattutto quando le cause sono di tipo ormonale o farmacologico:

L’assenza di una risposta cellulare all’insulina determina una persistenza della glicemia nel sangue, che qualora superi i livelli fisiologici (110 mg/dl) può diventare pericolosa: il glucosio ematico può reagire con le proteine generando delle proteine modificate che possono precipitare nei tessuti e risvegliare l’attività del sistema immunitario che, nell’intento di andare a spazzare via questi profili molecolari modificati dal glucosio, va a danneggiare i tessuti.

La mancanza di risposta nei confronti della segnalazione dell’insulina è simile alla condizione in cui l’ormone non viene prodotto, per questo motivo l’insulino resistenza risulta l’anticamera e la causa di un quadro clinico diabetico, nella fattispecie del Diabete Mellito di tipo 2 che si differenzia da quello di tipo 1 proprio sulla base delle cause: il diabete di tipo 1 è generato da un’incapacità del pancreas di produrre insulina, quello di tipo 2 trova la sua causa proprio nell’insulino resistenza.

Sintomi dell’Insulino Resistenza

I sintomi dell’insulina resistenza sono i seguenti, spesso presagio della conclamazione del diabete di tipo 2:

  •         Sensazione di stanchezza, spossatezza generale soprattutto dopo i pasti
  •         Frequente bisogno di urinare, anche nelle ore notturne
  •         Sete inusuale
  •         Perdita di peso improvvisa
  •         Visione offuscata
  •         Deficit di attenzione

Cosa fare se si sviluppa Insulino resistenza

A differenza del diabete di tipo 1 in cui si può avere una completa risoluzione del quadro grazie alla classica somministrazione di insulina esogena sottocute, in questo caso è necessario utilizzare delle strategie diverse.

Sicuramente quello che deve essere fatto, è un attento e sano stile di vita, eliminando completamente alcol e tabacco e concentrandosi sulla pianificazione di una dieta precisa e bilanciata e una quotidiana attività fisica.

Per rapportarsi nel modo giusto nei confronti del cibo, e capire quali alimenti sono giusti e quali no è necessario prendere confidenza con l’indice glicemico: l’indice glicemico è una misura di quanto un alimento riesca a mobilitare insulina, e ovviamente gli alimenti ad alto contenuto di carboidrati sono quelli che ce hanno un indice glicemico più elevato. Un individuo con insulino resistenza deve prediligere alimenti con basso indice glicemico, ossia i cibi più poveri di carboidrati che non innalzano troppo la glicemia.

Alimenti con basso indice glicemico sono:

  •         Ceci
  •         Nocciole
  •         Riso Integrale
  •         Yogurt magro
  •         Latte scremato
  •         Cereali
  •         Uova
  •         In generale, tutti i cibi altamente proteici (uova, carne bianca, legumi …)

Per quanto riguarda i trattamenti farmacologici, i medicinali d’elezione per la cura dell’insulino resistenza e per il diabete di tipo 2 sono le Sulfaniluree.

Queste molecole vanno ad agire direttamente sulle cellule pancreatiche, andando a stimolare una produzione più massiva di insulina, in modo da aumentare la concentrazione di questa nel sangue in modo da permettere una più probabile interazione con i recettori.

Le sulfaniluree vengono assunte 30 minuti prima del pasto in modo da mimare il normale rilascio fisiologico di insulina in risposta all’assunzione di cibo.