Scuola Senza Zaino: come funziona?

Tutti i pro e i contro della scuola senza zaino

Sta prendendo sempre più piede come nuovo modello educativo, è la scuola Senza Zaino, che ha come obiettivo quello di facilitare l’apprendimento degli alunni in un ambiente di ricerca e condivisione. La scuola Senza Zaino, novità sempre più diffusa nel panorama scolastico in Italia, attinge dal metodo pedagogico montessoriano per poi aggiungere peculiarità e valori propri di questo approccio educativo, in cui unicità e autonomia degli studenti sono alla base delle competenze scolastiche.

Cos’è e come nasce la scuola Senza Zaino?

L’Associazione Senza Zaino viene costituita a Lucca nel maggio del 2012, partendo da alcuni aspetti della pedagogia di Maria Montessori e da John Dewey, filosofo e pedagogista americano secondo il quale il rapporto tra individuo e ambiente (società e altri individui) diventa fondamentale per l’apprendimento: vivere nella collettività permette di apprendere di più che da una sola figura, cioè dall’insegnante.

L’Associazione della scuola Senza Zaino si basa su tre valori principali:

  • Ospitalità
    La classe è organizzata in modo diverso rispetto all’aula tradizionale, in modo tale da eliminare l’approccio frontale e prediligere una sola grande area di lavoro con vari e distinti spazi per ogni tipo di attività.
  • Responsabilità
    Dall’organizzazione dello spazio fisico si lega un altro valore importante di questo modello scolastico: la responsabilità. Attraverso gli strumenti didattici, lo studente acquisisce un senso di responsabilità e autonomia, lasciando agli allievi la scelta di come eseguire un compito.
  • Comunità
    L’organizzazione della classe permette l’incontro e la condivisione degli studenti e dei docenti in un unico spazio: in questo modo si rafforza il concetto in cui l’apprendimento avviene tramite un contesto di comunità, di relazioni.

Questo nuovo modo di vivere la classe e la scuola in generale porta l’individuo e la comunità a un ruolo attivo e primario nel contesto educativo, responsabilizzando lo studente e lasciando libero spazio alla creatività, agli aspetti relazionali, emotivi e cognitivi.

Come funziona la scuola senza zaino?

Nello specifico, la scuola senza zaino si pone come modello per incrementare le scelte individuali e autonome con attività creative grazie a una collettività. Via i compiti a casa (tradizionali, perché le attività con i genitori nel dopo scuola vengono richieste), gli zaini pesanti, i voti e le classi frontali, sì a piccole valigette con pochi strumenti da lasciare a scuola, a valutazioni di incoraggiamento e ad aree lavorative tematiche nel quale i bambini possono spaziare nel corso dell’anno scolastico.

Ovviamente, la prima cosa a cui si pensa parlando di questo modello scolastico è proprio la particolarità dell’assenza dello zaino: vengono distribuite a tutti gli studenti cartelline leggere per dare un senso di appartenenza e togliere il senso di inadeguatezza dovuto allo zaino pesante, con i problemi per la salute che ne deriva.

L’aula nella scuola senza zaino

Partendo dai 3 valori fondamentali su cui si basa la scuola Senza Zaino, anche l’aula viene organizzata in modo tale da incrementare la condivisione, l’autonomia e l’apprendimento. La classe viene privata della cattedra davanti a banchi predisposti in file, ma si organizza la stanza secondo aree di lavoro: postazioni di tavoli in cui più bambini possono sedersi attorno e lavorare, a seconda delle varie attività che hanno scelto di fare, con l’insegnante che passa tra le varie aree, disponibile ad aiutare, ma con una presenza discreta. Poi è prevista una agorà, l’unico posto in cui la maestra si pone davanti ai bambini per parlare di un argomento, leggere una storia o stimolare una riflessione.

Il materiale didattico per la scuola senza zaino

I libri sono presenti, ma in modo ridotto e condiviso tra i bambini; si prediligono strumenti più “tattili”, in grado di stimolare maggiormente la creatività degli studenti durante l’apprendimento. Tablet e app vengono utilizzati, ma senza dimenticare gli utensili.

L’apprendimento nella scuola senza zaino

In un luogo stimolante e non asettico, i bambini vengono spronati a indagare le loro diversità e accettare e rispettare le loro unicità e quelle degli altri, stimolando così un approccio allo studio personale. Senza la presenza di libri e di una classe “frontale”, i bambini decidono a quale area lavoro andare per le loro attività dopo una prova data, come dopo la lettura di un racconto; quindi i bambini possono decidere se affrontare la prova scritta, quella iconica, ovvero disegno, la prova di classificazione o quella orale. Ovviamente tutti i bambini devono svolgere tutte le prove, ma decideranno in totale autonomia e con i propri tempi quando svolgere i vari compiti. Alla fine dei lavori non vengono assegnati i voti, ma incoraggiamenti a migliorare. Infine, tendenzialmente non ci sono compiti per casa tradizionali da svolgere nel pomeriggio o nel weekend, ma attività da svolgere in famiglia.

Pro e contro della scuola senza zaino

Utilizzato sempre di più a livello nazionale come modello educativo, la scuola Senza Zaino ha sicuramente degli aspetti positivi da tenere in considerazione:

  • Evita l’utilizzo dello zaino, non solo garantendo una miglior postura dell’alunno, ma anche evitando di portare gli strumenti di apprendimento da casa a scuola e viceversa, come avviene nei lavori degli adulti, dando un senso di appartenenza alla classe con leggere valigette tutte uguali
  • Dà spazio alla creatività e alle esigenze di ogni individuo, favorendo l’autonomia e la responsabilità degli studenti
  • Vengono utilizzati spazi organizzati in modo diverso e strumenti didattici diversi da quelli tradizionali, più “tattili” per stimolare metodi di insegnamento e apprendimento
  • Diversificando l’insegnamento, ci si basa di più sulle potenzialità e differenze di ognuno
  • Oltre all’autonomia e responsabilità individuale, vengono creati contesti in cui l’ambiente e la comunità hanno un ruolo fondamentale, per poter collaborare insieme e condividere
  • I lavori non vengono valutati sulla base di voti, ma suggerimenti per migliorare
  • I genitori hanno una partecipazione attiva nella didattica dei figli

È vero che alcuni aspetti positivi potrebbero rivelarsi anche aspetti negativi, a seconda delle caratteristiche e dal carattere degli studenti. Ciò che emerge, infatti, è che alcuni studenti avrebbero bisogno di una linea disciplinare marcata, di essere accompagnati e seguiti, per apprendere in modo più proficuo: un metodo educativo come questo non risulterebbe a loro congeniale, influenzando negativamente anche gli altri allievi della classe. Altri hanno bisogno di uno stimolo come il voto per apprendere e migliorarsi, mentre altri potrebbero avere un carattere che sovrasta gli altri, il gruppo, deresponsabilizzando i vari studenti oppure, altri ancora potrebbero non avere una concentrazione tale da apprendere tutto in classe e non avendo un supporto a casa con i compiti potrebbero rimanere indietro. Un altro aspetto negativo che viene attribuito a questo metodo è la poca presenza dell’insegnante, che, senza un’autorità, non sarebbe in grado di guidare la classe verso l’apprendimento di competenze uguale per tutti. Inoltre, non tutte le città e i Paesi hanno una continuità tra i vari gradi delle scuole, quindi questo potrebbe disorientare lo studente che segue per un certo periodo di tempo un modello per poi cambiare e andare al tradizionale.

Come capire se questo metodo è adatto ai propri figli? Sicuramente la cosa importante è ascoltarli: è normale che tutti i modelli non si adattino a individui e caratteri, ma fortunatamente abbiamo la possibilità di scegliere quello che più rende felice il proprio figlio: se è sereno, con un pensiero creativo e di “problem solving” tipici di questo approccio educativo, allora la scelta migliore sarà continuare con questo modello, altrimenti meglio optare per una scelta tradizionale o altri metodi.