Respectful Parenting: cos’è e come funziona

La genitorialità rispettosa tra fiducia e rispetto nella relazione tra genitori e figli

Genitorialità rispettosa”: così viene tradotto in italiano (in modo strano e un po’ bizzarro) “respectful parenting” cioè un metodo educativo nuovo che prevede alla base della crescita dei figli tre parole fondamentali: rispetto, fiducia e legame tra adulto e bambino.

Ma andiamo con ordine.

Cos’è il Respectful Parenting?

Questo approccio, come citato nel sito Resources for Infant Educarers su cui si basa l’intero metodo, mira a cambiare la propria prospettiva di genitori in cui l’adulto è “onnisciente”. In questo caso, invece, i genitori  crescono i figli con rispetto, ponendo attenzione ai loro sentimenti e ai loro bisogni, con l’obiettivo di renderli sicuri di sé e autonomi. I genitori che scelgono questo approccio decidono di rispettare i propri figli, i loro diritti e collaborano con loro per creare situazioni e momenti che li rendono felici.

Questo metodo educativo è stato creato da Magda Gerber, una educatrice della prima infanzia che ha voluto cambiare il modo di crescere i figli secondo nuovi principi.

Chi è Magda Gerber?

Magda Gerber era un’educatrice della prima infanzia in America. Si è fatta conoscere e si è distinta per aver insegnato a genitori e operatori sanitari come approcciarsi ai bambini interagendo con loro in modo rispettoso, “alla pari”, fin dalla nascita, realizzando il metodo Resources for Infant Educarers o RIE nel 1978. Questa sua passione è nata grazie alla pediatra Emmi Pikler e alle sue innovative teorie sulla cura dei bambini; la Gerber ha portato molte delle tecniche della dottoressa nella sua filosofia, che ha poi denominato “Educaring”. Da questo termine, Magda Garber ha coniato “Educarer”, una parola che si riferisce a un genitore (o tutor) sottolineando la bidirezionalità nel prendersi cura e nell’educare il bambino.

Cosa fa il genitore?

Vi starete chiedendo: ma il genitore cosa fa? Qual è il suo ruolo? Diventa un osservatore. Quindi deve sì essere presente, vigile, ma non deve necessariamente intervenire nelle attività del figlio, rispettando le sue decisioni e le sue emozioni. Ecco qualche esempio: se decide di giocare con un gioco, il genitore non interverrà per fargli cambiare gioco; se il bambino non vuole abbracciare un amico o un parente, semplicemente non lo fa, e il genitore non spronerà il bambino a farlo; se il bambino non vuole andare in un determinato luogo, il genitore asseconda questo suo desiderio, fino all’ipotetico cambio d’idea del bambino.

Inoltre, nei momenti di cura personale del bambino si può instaurare un rapporto di intimità, interazione e cooperazione, dialogando con il bambino durante il cambio del pannolino o del bagnetto, facendogli assumere un ruolo sempre più attivo. Il genitore-osservatore, poi, farà sì che il proprio figlio abbia quello che il respectful parenting chiamano “gioco ininterrotto”, cioè non interromperanno mai l’attività che sta facendo il bambino per proporne di nuove. Il bambino è capace di giocare da solo e questo approccio incentiva il bambino a scegliere il gioco che vuole e giocarci per tutto il tempo che desidera, automotivandosi, senza l’interazione del genitore, che avrà tempo da dedicare ad altro, come ad esempio, alle faccende domestiche.

Quali sono i principi fondamentali di questo metodo educativo?

Il respectful parenting si basa sull’instaurare una relazione con i figli che alla base ha l’uguaglianza tra le parti: quindi non più il genitore che “decide” per i più piccoli, ma una relazione basata sul rispetto e la fiducia che si guadagna attraverso un dialogo e uno scambio di informazioni e richieste. La genitorialità rispettosa, a differenza di quella autoritaria, vede i bambini come persone e li trattano come tali; loro sono in grado e all’altezza, fin da subito, di esprimere esigenze e bisogni, e questo metodo insegna al bambino a prendere da subito decisioni autonome e decidere i comportamenti da adottare.

I principi fondamentali del Respectful Parenting

Ecco alcuni principi fondamentali individuati da Silvia D’Amico, una mamma palerminata trapiantata in America. Nel suo podcast e nel suo blog Mamma Superhero parla del Respectful Parenting e di come questa filosofia ha cambiato la sua maternità e la vita in famiglia. Ha individuato questi 7 principi, che sono i punti cardine di questo metodo educativo:

  • Fiducia
    Fin da piccolo, il rapporto che si crea tra genitore e figlio si permea sulla fiducia: il bambino impara ciò che desidera imparare, esprime le proprie emozioni, fa ciò che desidera fare in un determinato momento e il genitore rispetta i sentimenti e gli stati d’animo del bambino
  • Ambiente
    L’ambiente intorno al bambino dev’essere sicuro e stimolante, in grado di permettergli di sviluppare capacità creative e motorie in totale sicurezza (la stessa che vuole avere un genitore)
  • Il gioco ininterrotto
    Ne abbiamo parlato già in precedenza: il bambino è in grado di giocare da solo, senza l’intervento dei genitori o di altri adulti
  • Libertà
    Grazie a un ambiente sicuro, il bambino viene lasciato libero di esplorare, in modo creativo e motorio (con i limiti predisposti dall’adulto, per la sicurezza del bambino e di persone e cose)
  • Cura di sé
    Nei momenti di cura del bambino (il bagnetto, ad esempio) l’adulto coinvolge il bambino attivamente, fin da subito
  • Genitore osservatore
    Il genitore osserva, imparando a conoscere il figlio e a prevenirne i bisogni
  • I limiti
    Il genitore stabilisce i limiti da far rispettare al bambino

3 benefici del Respectful Parenting

Secondo questo metodo, l’obiettivo è lo sviluppo di un “bambino autentico”. Come si arriva a questo risultato? Attraverso la fiducia: dare fiducia al bambino, alle sue scelte e alle sue possibilità fa sì che le sue attività risultino utili alla sua crescita. Con questo approccio educativo, si può arrivare a:

  • Genitori felici
    ScienceDaily ha portato avanti una ricerca su quei genitori che scelgono il respectful parenting dando la priorità al benessere dei figli prima di tutto. Questo studio ha rivelato che questi genitori risultano essere più felici
  • Crescere bambini che saranno adolescenti responsabili
    Una educazione basata sul rispetto reciproco fa crescere adolescenti più responsabili e meno influenzabili, come dimostrano alcuni studi
  • Autostima
    Sembra che questo metodo migliori l’autostima nei figli, con il conseguente miglioramento a scuola, nelle relazioni e nelle performance quotidiane

Attachment Parenting: educazione ad alto contatto

In contrasto con il Respectful Parenting si colloca l’educazione ad alto contatto. Questa scelta educativa asseconda le esigenze e i bisogni dei figli in quanto esigenze naturali (come lo stare in braccio, dormire con i genitori, ecc.) e non generando così “cattive abitudini” o “viziandoli”, ma solo riconoscendo le esigenze del bambino per poi soddisfarle.

Questo metodo educativo viene riconosciuto nel secondo dopoguerra da John Bowlby: lo psicologo britannico suggerisce l’importanza per un figlio di crescere a stretto contatto con i genitori in tutte le attività quotidiane che, in modo tempestivo, risolvono e rispondono alle esigenze fisiologiche del bambino. Imparando a fidarsi delle proprie capacità comunicative e conoscendo ciò che questo porta diventerà un giovane indipendente e sicuro di sé. Come ogni metodo, anche questo crea polemiche, soprattutto online, rispetto ad approcci basati più sulle regole.

Pro e contro del Respectful Parenting

Quali sono i pro e i contro di questa filosofia di crescita?

Pro

  • Bambino più autonomo, con maggior fiducia in se stesso e più autostima
  • Relazione intima con il bambino, che affronta emozioni e attitudini senza il timore del genitore, condividendo con lui i propri stati d’animo
  • Genitore presente, ma non opprimente

Contro

  • Non è facile da applicare perché anticonvenzionale e non tradizionale (è un approccio lento nel tempo e diverso da quello della maggior parte delle persone che possono non condividere o non comprendere questa filosofia di educazione e interagire con il bambino in modo diverso da come lo fa un genitore che applica il Respectful Parenting)