Glovo investe ancora nel pharma: l’home delivery di medicinali funziona

La consegna a domicilio di farmaci da banco è aumentata del 130% e sempre più farmacie si affidano alla piattaforma delivery.

Il tempo in cui le app di food delivery rappresentavano l’ultima spiaggia per gli studenti fuorisede, che non avevano tempo di conciliare la giornata di studio e socialità con il prepararsi i pasti, è passato da molto: adesso queste app sono ormai società “giganti” dell’economia globale, e famiglie di tutti i tipi si affidano alle loro piattaforme. 

Pochissimo tempo fa su Mark Up si leggeva che Glovo, la start-up fondata a Barcellona nel 2014 che ormai opera in oltre 200 città del mondo, rispetto a febbraio 2020 era cresciuta a livello di business del 130% a marzo e del 100% ad aprile, due dati sicuramente influenzati dall’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 – distanziamento sociale, chiusura dei locali e riduzione dei contatti personali hanno spinto tutti ad affidarsi alla consegna a domicilio – ma che si spiegano anche e soprattutto alla luce della strategia vincente che Glovo stessa ha messo in atto negli ultimi anni.

Dark store e Pharma delivery

A fare la differenza sono stati gli investimenti nel pharma. Già nel 2018 Glovo segnalava tra i suoi servizi la consegna a casa di medicinali; un passo ulteriore in questa direzione è stata la collaborazione esclusiva con le farmacie Hippocrates Holding: 30 strutture di vendita per 11 città italiane e costi di servizio al minimo durante il primo mese di lockdown totale.

Un’ampiezza di raggio tale è stata possibile anche grazie agli ultimi fondi raccolti dall’azienda: il fondo Mubadala di Abu Dhabi, Drake Enterprises, Idinvest, Lakestar e altri hanno contribuito sul finire del 2019 allo sforzo innovativo ingegneristico e tecnologico di Glovo. In un primo momento si sono concentrati sul puntare a ridurre il più possibile il tempo di consegna delle merci, ed ecco allora nascere anche a Milano il “dark store” in condivisione con Mulan Group, azienda leader nell’importazione di cibo cinese in Italia, un “supermercato oscuro” dedicato esclusivamente allo shopping online, gestito direttamente dalla piattaforma dell’app, dove tenere sempre pronti tutti i beni più richiesti dagli utenti e di prima necessità. Hanno aperto con i prodotti alimentari, ancora quelli più richiesti tramite app, ma puntare su più “magazzini oscuri” sparsi sul territorio e variamente forniti è certamente il futuro.

Nell’ottica delle farmacia, un sistema del genere apre una serie di nuove strade molto interessanti, come ad esempio la possibilità di raggiungere tramite delivery molti più clienti, sparsi in giro per il territorio, e di instaurare con gli stessi un rapporto di fiducia biunivoco, senza dover spendere per un e-commerce privato. L’accordo fortunato con Hippocrates ha già spinto diverse farmacie indipendenti a instaurare con Glovo un rapporto simile, e secondo quanto afferma Elisa Pagliarani, manager di Glovo Italia, esistono già trattative in corso anche con il mondo della parafarmacia.

Cosa cerca il consumatore

Tutto questo fermento non lascia da parte il consumatore finale, anzi, questo ne è il motore principale. Da tempo è attivo il servizio Glovo Prime: € 5,99 al mese per ricevere ordini illimitati senza alcun costo aggiuntivo sulle consegne a fronte di una spesa minima di € 10 che può comprendere qualsiasi cosa, oltre a promozioni pensate appositamente per questi utenti di prima categoria. Con incentivi del genere non sorprende che sempre più ampie fasce di consumatori scelgano l’home delivery per le transazioni quotidiane: Glovo ha capito che nel 2020 i consumatori, tendenzialmente, cercano comfort e facile reperibilità e sta facendo di tutto perché la sua piattaforma vada sempre più verso, fino forse ad anticipare direttamente, questi bisogni.

Su Foodcommunity è riportato il delivery report di aprile 2020 di Glovo, dove si legge che la consegna a casa dei farmaci da banco da parte dell’azienda è aumentata del 130% rispetto ai primissimi mesi dell’anno. Proviamo ad immaginarci quante persone, anziani soprattutto, si sono rivolte a questo servizio durante il lockdown; ora proviamo a pensare a quanto tempo risparmieremmo (file d’attesa, spostamento in giro per la città ecc.) e quanti possibili contatti contagiosi eviteremmo – il rischio di una nuova ondata di Covid-19 non è ancora scampato d’altronde – se continuassimo a ricevere direttamente a casa i farmaci di cui abbiamo regolarmente bisogno.

L’home delivery dei medicinali è ormai un presente ben consolidato ma in futuro nasceranno nuovi accordi logistici, economici e strutturali che rinnoveranno le carte in tavola, e Glovo sarà probabilmente un leader in questo settore.