Anna Marchesini malattia: che cos’è l’artrite reumatoide

Anna Marchesini attrice, scrittrice e doppiatrice italiana è stata uno dei personaggi più iconici dello spettacolo, ma è diventata anche il simbolo della lotta contro una malattia che colpisce 400 mila italiani. Cos’è l’artrite reumatoide? Come riconoscerla e curarla?

Chi non ricorda Anna Marchesini? Alcuni personaggi interpretati dall’attrice sono ormai impressi nella nostra storia televisiva e teatrale: dalla sessuologa senza peli sulla lingua Merope Generosa, alla comare Signora Flora, fino alla cameriera dei signori Montagnet, Anna Marchesini si è sempre distinta per il suo humor popolare ma piccato, immergendosi nell’esplorazione di quasi tutte le condizioni umane, trattate però sempre con rispetto ed umana compassione. Sarà stata proprio questa sua particolarità a renderla così famosa, tanto da essere coinvolta in numerose collaborazioni, come ad esempio quella con il Trio Lopez, del quale ha fatto parte dal 1982 al 1995. Quest’anno, 2023, Marchesini avrebbe compiuto 70 anni, ma purtroppo l’artrite reumatoide, di cui l’attrice soffriva da anni, l’ha portata a dirci addio 7 anni fa.

Marchesini ebbe il primo forte attacco di artrite reumatoide durante una tournée, da quel momento è iniziato il suo difficile percorso che l’ha resa simbolo della lotta contro questa malattia.

In Italia l’artrite reumatoide riguarda circa 400 mila italiani. Di cosa si tratta dunque?

Cos’è l’artrite reumatoide?

L’artrite reumatoide è definita come una malattia infiammatoria cronica sistemica che va a colpire le articolazioni del nostro corpo, piccole e grandi. Già Alfred baring Garrod, reumatologo inglese, l’aveva nominata ufficialmente nel 1859, quando se ne sentì parlare per la prima volta. La malattia colpisce la membrana sinoviale (membrana di tessuto connettivo che riveste internamente la capsula articolare e la parte articolare dell’osso) con un processo infiammatorio che può arrivare a distruggere l’articolazione stessa e i tessuti che la circondano, incluso l’osso. Ciò provoca invalidità e deformazioni, in taluni casi a mani e piedi. Essendo poi una malattia sistemica ed autoimmune può coinvolgere anche altri apparati come: polmoni, occhi, cute e vasi sanguigni. Esistono diverse forme di artrite reumatoide, che portano con sé differenti conseguenze sull’organismo:

  • Il morbo di Felty, che porta all’ingrandimento della milza e la riduzione dei globuli bianchi;
  • La sindrome di Caplan, con la formazione di noduli polmonari;
  • Morbo di Still dell’adulto, che causa rush cutanei e febbre elevata; 
  • Artrite reumatoide maligna, la forma più grave, che causa un’infiammazione dei vasi sanguigni e importanti erosioni ossee.

La malattia colpisce soprattutto le donne, in un rapporto 4 a 1, manifestandosi solitamente tra i 35 e 50 anni. Anna Marchesini ne soffriva da molti anni e la sua artrite reumatoide era grave e rara.

Artrite reumatoide: come riconoscere i sintomi?

Una diagnosi precoce, con il riconoscimento dei primi sintomi della malattia, può essere utile per arginare le sue conseguenze e garantire comunque una buona qualità della vita. Come afferma il professore Pierluigi Meroni, direttore del Laboratorio Sperimentale di Ricerche di Immunologia Clinica e Reumatologia di Auxologico:

“È molto difficile che la malattia abbia la meglio sul paziente; in genere una diagnosi precoce, i trattamenti a disposizione e le cure nei centri preposti, permettono un controllo dei sintomi e lo svolgimento di una vita pressoché normale. Sicuramente vanno gestiti anche gli aspetti di co-morbidità derivanti dalla patologia: dalla osteoporosi alle problematiche cardiovascolari, ma tutti i casi possono essere monitorati e tenuti sotto controllo dagli specialisti

Quali sono quindi i primi sintomi dell’artrite reumatoide?

  • Rigidità mattutina, che dura almeno un’ora, con dolore alle articolazioni che perdura durante tutto il risveglio; 
  • Gonfiore;
  • Tumefazione;
  • Febbre e malessere generale; 
  • Astenia;

I sintomi sopraelencati possono manifestarsi in modo differente da persona a persona, comparendo in maniera progressiva e lenta oppure all’improvviso. Solitamente per la diagnosi della malattia il reumatologo prescrive esami clinici di base, come quello per la ricerca del fattore reumatoide, oppure con radiografie (o anche RMN articolari), densitometria (o MOC) per lo studio della densità minerale ossea, risonanze magnetiche ed ecografie e eco-cardiogrammi.

Artrite reumatoide: quali sono le cure disponibili?

Come abbiamo detto l’artrite reumatoide è curabile e, con una diagnosi precoce può essere curata garantendo al paziente un normale stile di vita. Le terapie fino ad ora impiegate per rallentare e contrastare in qualche modo la malattia, alleviare il dolore e rendere migliore la qualità della vita sono: farmacologiche, fisioterapiche e chirurgiche. Il trattamento farmacologico per la cura dell’artrite reumatoide si basa sull’uso di immunosoppressori, come il methotrexate o la leflunomide. Di solito vengono anche prescritti farmaci anti-reumatici, biologici, anti-infiammatori non steroidei e in alcuni casi il cortisone. Per ultimo, ma non meno importante: una dieta ricca di antiossidanti e Omega 3, per rallentare l’invecchiamento delle cellule.

Artrite Reumatoide: quali sono le cause? 

Purtroppo, per quanto riguarda le cause di questa malattia non ci sono ancora certezze. Ma la medicina è riuscita a comprendere il funzionamento e lo sviluppo di essa: la malattia ha origine da un malfunzionamento del sistema immunitario il quale inizierebbe a produrre auto-anticorpi che vanno ad attaccare le parti sane del corpo. Questo “malfunzionamento” va a produrre anche i cosiddetti linfociti T , i principali responsabili delle infiammazioni alla suddetta “membrana sinoviale”.

Alcune delle cause della patologia potrebbero essere invece di origine ambientale: infezioni batteriche o virali. Allo stesso modo esistono anche casi in cui l’artrite reumatoide è stata causata da fattori di tipo ormonale oppure ereditari. Maria Grazia Sabbadini, direttore del Centro Immunoematologico dell’Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele di Milano, è a sostegno della tesi dell’ereditarietà, sostenendo che “L’Artrite reumatoide non ha cause definite, ma una predisposizione genetica”.

Anna Marchesini e l’ultima apparizione a “Che tempo che fa”.

“Ho 60 anni e sono molto malata ma non mollo” Così Anna Marchesini conclude una delle sue ultime apparizioni televisive, quando viene invitata da Fabio Fazio nella sua trasmissione “Che tempo che fa”. La positività di Anna Marchesini e il suo comportamento coraggioso e vitale, si fa esempio virtuoso per tutte le persone affette da malattie reumatiche. Oltre a diventare simbolo della lotta contro la malattia, Anna Marchesini ha portato luce e informazione su quella che è una patologia da non sottovalutare. Per questo, occorre sempre fare attenzione al proprio corpo, considerando importanti anche i piccoli dolori e prestando attenzione a tutti i segnali che ci dà, in tal modo potremo sempre far fronte, in anticipo, ad eventuali malattie, continuando a condurre una vita sana.