Il dente scuro: che cosa altera il colore dei denti

Perché a volte i denti tendono a scurirsi? Scopriamo le possibili cause e cosa possiamo fare per salvare il nostro sorriso

Denti bianchi e smaglianti: un sorriso pulito, armonioso e accattivante vale molto di più di un qualsiasi ritocco estetico e ha un enorme potere “antiage”.

Perché un dente diventa nero?

Di seguito un elenco delle cause più frequenti di pigmentazione e discromia dentale.

Pigmentazioni esogene

Si tratta di deposizione e infiltrazione di molecole pigmentate nelle porosità dello smalto e sulla sua superficie. Il fumo, in generale, e numerosi alimenti e bevande veicolano l’apporto di queste molecole. Collutori a base di clorexidina a elevate concentrazioni, usati per periodi prolungati, possono macchiare i denti. Scarse o comunque non accurate manovre di igiene aumentano la facilità e la velocità di accumulo.

Smalti più porosi accumulano più facilmente. Spesso in presenza di affollamenti dentari (denti non perfettamente allineati) si notano maggiori accumuli di pigmenti nelle zone più nascoste e meno detergibili. Sono tipiche le “righe nere” tra un dente e l’altro in chi non ha abitudine a usare regolarmente e correttamente il filo interdentale.

Otturazioni poco rifinite e non lucidate sono più predisposte a macchiarsi. Le pigmentazioni esogene sono generalmente reversibili: nella maggior parte dei casi basta una seduta di igiene professionale. In caso di infiltrazioni più profonde si può intervenire con tecniche di sbiancamento.

Demineralizzazioni dello smalto

La demineralizzazione può essere considerata una fase precoce, iniziale, della carie. Consiste in una perdita di ioni minerali dalla superficie del dente. Può essere reversibile se viene eliminato precocemente il fattore che ne è la causa; spesso però possono residuare macchie bianche o brune sulle zone che avevano subito demineralizzazione. Queste macchie possono essere eliminate attraverso infiltrazione resinosa o piccole otturazioni estetiche.

Carie

Classicamente si pensa alla carie come un puntino nero sulla superficie di un dente. Quel puntino nero, quando presente, spesso, può rappresentare il sito di partenza della carie, che può essersi estesa subdolamente al di sotto dello strato di smalto invadendo la dentina. In questi casi, si possono creare situazioni in cui permane uno sottile strato di smalto sottominato da tessuto cariato. Il tessuto cariato a seconda dei casi può subire variazioni di colore che traspariranno dallo strato di smalto naturalmente opalescente. Un dente cariato potrà presentare una superficie disomogenea sia in termini di colore che di traslucenza. Eliminando la carie e ricostruendo il dente in genere si risolve anche il viraggio di colore.

Calcificazioni e deposito di dentina terziaria

La camera pulpare può andare incontro a variazioni morfologiche in risposta a stimoli lesivi sulla polpa che reagisce producendo dentina terziaria. Questo tessuto rispetto alla dentina originaria, può avere una colorazione più intensa ed una minore opalescenza che possono alterare il colore e la traslucenza dell’intero elemento dentale.

Placca e tartaro: cos’è la placca?

E’ una patina cremosa che si stratifica sui denti ed è costituita da mucoproteine salivari, batteri, metaboliti batterici; classicamente color avorio/crema, può acquisire colorazioni dal bruno al verdastro, all’arancione. Cos’è il tartaro? Evoluzione della placca batterica che, se non asportata, inizia a calcificare per sedimentazione di ioni calcio e fosfato. Il tartaro da un naturale colore crema, può acquisire colorazioni sia per accumulo di pigmenti esogeni, sia per formazione di metaboliti batterici pigmentati. Anche in questi casi, è attraverso un’igiene professionale e la rimozione di placca e calcoli di tartaro, che si risolve questo tipo di pigmentazione.

Otturazioni e materiali di riempimento canalare

Ci sono alcuni materiali, meno usati attualmente, per otturare la corona del dente o il sistema canalare, che col passare del tempo tendono a liberare pigmenti che infiltrando le porosità di smalto e dentina, causando il cambiamento di colore del dente. Classica situazione è l’ingrigimento di un dente in cui è presente da tanti anni una grossa ricostruzione in amalgama d’argento. In questi casi la sostituzione della otturazione con una otturazione in composito può migliorare moltissimo il colore anche se a volte non si riesce ad eliminare completamente quel viraggio verso il grigio. Anche le manovre di sbiancamento, in caso di pigmentazioni di origine non organica, hanno risultati meno predicibili.

Necrosi dentale

Un dente che va in necrosi, perdendo la vitalità, se non trattato rapidamente, tende a scurire virando verso il grigio o il marrone. Il sangue, che si libera nella camera pulpare per rottura dei vasi ematici, diffonde nei tubuli dentinali. I prodotti di degradazione del sangue, come l’emosiderina, l’ematina, l’emina, l’ematoidina, durante l’emolisi rilasciano ferro che reagendo con solfuro di idrogeno prodotto dai batteri, va a formare solfato ferrico di colore scuro. Anche la degradazione delle proteine della polpa produce metaboliti pigmentati. Un trattamento canalare precoce può prevenire il cambiamento di colore del dente. Tecniche di sbiancamento interno, generalmente, danno risultati soddisfacenti.

Pigmentazioni dentali presenti già alla nascita del dente

Possono essere legate a difetti congeniti (fenilchetonuria, iperbilirubinemia, fibrosi cistica, amelogenesi e dentinogenesi imperfetta) o alla assunzione di farmaci (tetracicline e fluoro). Queste anomalie si possono risolvere con interventi conservativi estetici minimamente invasivi in cui è prevista una “ricopertura” del dente con materiali compositi o ceramici.