Fluorizzazione dell’acqua

Il complotto per controllare le menti

Teori del complotto sulla fluorizzazione dell'acqua

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    “Non sa che la fluorocontaminazione è forse il piano più mostruoso che i comunisti abbiano mai concepito ai nostri danni?!” 

    (‘Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba’, Stanley Kubrick, 1964) 

    Immaginiamoci la società di quasi un secolo fa, all’inizio degli anni cinquanta, quando la Seconda Guerra Mondiale era ancora una ferita fresca e il mondo, diviso in due, tra Ovest ed Est, faceva i conti con quella che la storia e i suoi libri avrebbero definito “guerra fredda”. Una realtà in cui le grandi potenze internazionali (Stati Uniti e Unione Sovietica) cercavano di anticipare le mosse l’una dell’altra e si guardavano in cagnesco con aria sospettosa, pensando sempre al peggio.

    È in questo contesto, in cui si inizia a guardare verso il cielo alla ricerca di altre forme di vita o a come semplicemente riuscire a spedire per primi un uomo sulla Luna, che l’occhio dei teorici del complotto ricade su una pratica, la fluorizzazione dell’acqua, che consta nell’aggiungere o togliere dall’acqua ioni fluoro e che, a detta loro, porterebbe l’organismo a subire danni fisici e mentali, con il risultato di trasformare il libero cittadino in un essere assuefatto e controllato dal potere. 

    FLUORIZZAZIONE AI TEMPI DEI NAZISTI

    La storia dell’uso del fluoruro ha inizio nell’Europa del 1800 e agli inizi del XX secolo c’è la prima importante sperimentazione su migliaia di bambini che porta a dimostrare un’evidente efficacia nella lotta contro le carie di questa sostanza. Ma è con l’avvento del nazismo e con i suoi atroci esperimenti che i complottisti trovano pane per i loro denti, convinti che proprio il fluoruro venisse utilizzato dalla Germania nazista per soggiogare il popolo tedesco alla sua volontà, attraverso la sua somministrazione in dosi infinitesimali ma ripetute, in grado dunque di piegare anche il più resistente degli spiriti. 

    FLUORIZZAZIONE AI TEMPI DEI COMUNISTI

    Nel 1964 il regista Stanley Kubrick firma uno dei suoi tanti capolavori, ‘Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba’. A un certo punto un generale, interpretato dal geniale e multiforme Peter Sellers, decide di lanciare un attacco nucleare agli URSS, mosso dalla motivazione che i russi, cattivi, stanno avvelenando con il fluoro le riserve idriche statunitensi. Un’assurdità che però trovava fondamento nelle convinzioni dell’organizzazione di estrema destra John Birch Society, certa, nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta, che quella della fluorizzazione fosse davvero un complotto comunista ai danni dell’America. 

    Una teoria confermata anche da tale Charles Eliot Perkins che in una lettera estratta da ‘Fluorizzazione e illegalità’, pubblicazione del Comitato per la Salute Mentale e la Sicurezza Pubblica, dice testualmente: “[…] lo stato maggiore tedesco e quello russo si scambiarono idee scientifiche, progetti, personale e gli schemi per il controllo delle masse attraverso l’alterazione delle acque, che furono acquisiti dai comunisti russi perché si abbinavano perfettamente al loro piano per comunistizzare il mondo […]”.

    LA FLUORIZZAZIONE NEGLI STATI UNITI D’AMERICA

    Negli Stati Uniti il fluoro, nel XX secolo, è stato utilizzato dalle industrie per la realizzazione di materiale plastico, per refrigeranti industriali oltre che nel campo della farmaceutica (utilizzato per curare stati d’ansia e di depressione), portando però a proteste di piazza quando sono iniziate a emergere informazioni riguardo alla tossicologia del fluoruri. 

    Arrivando ai giorni nostri uno studio condotto dall’Università del North Carolina e pubblicato sul Journal of Dental Research ha svelato che, tra i bambini e gli adolescenti, quelli che utilizzano acqua potabile fluorurata hanno meno probabilità di contrarre malattie ai denti. Inoltre nelle contee in cui oltre il 75% delle persone aveva la possibilità di accedere alla fluorizzazione dell’acqua, si registra una diminuzione del 30% di casi di carie nella dentizione primaria del 12% nelle dentizioni permanenti. 

    Il dibattito però resta acceso e, in base ai dati raccolti e analizzati dagli scienziati dell’Environmental Working Group,  centomila casi di tumore negli Stati Uniti sarebbero stati causati dall’acqua potabile dei rubinetti con i suoi contaminanti di origine geologica; di cui il fluoro fa parte.

    LA FLUORIZZAZIONE IN ITALIA 

    In Italia si devono alla Clinica Odontoiatrica dell’Università di Pavia e ai dottori Silvio Palazzi e Alessandro Seppilli (dell’Istituto di Igiene dell’Università di Perugia) i primi studi ed esperimenti sull’efficacia del fluoro nel campo della prevenzione alle carie. Ricerche che confermarono il potere antifermentativo e batteriostatico del fluoro quando viene utilizzato direttamente sullo smalto.

    In Italia la pratica della fluorizzazione dell’acqua non c’è e non esistono, almeno per il momento, leggi che la regolamentano, pur essendo l’assunzione di fluoro consigliata dai medici per le persone in età pediatrica. Esiste solamente un d.lgs. del 2 febbraio 2001 che facendo seguito ad una direttiva dell’Unione Europea fissa in 1.5 mg/l la concentrazione massima consentita di fluoro nell’acqua potabile. 

    CONCLUSIONI

    La fluorizzazione delle acque ha, in conclusione, un’utilità che non si limita solamente alla prevenzione delle carie, perdita di denti e più in generale patologie orali ma rappresenta anche un intervento di sanità pubblica per tutte quelle aree del mondo dove le acque potabili sono povere di fluoruri. 

    Alcuni studi medici ci dicono però che al tempo stesso la fluorosi porta anche alcuni danni ai denti, all’apparato scheletrico, accellerando il processo dell’invecchiamento per via dell’aumento delle presenza nel cervello dei radicali liberi, consigliando quindi di utilizzare il fluoro (e nelle quantità consentite per legge) piuttosto che nell’acqua. Altre ricerche ci dicono che il fluoro riduce la funzionalità della tiroide, portando a problemi di aumento di peso e depressione ed è stato stabilito dall’Università di Harvard un collegamento tra l’aumento dell’assunzione di fluoro e il tumore alle ossa. 

    Insomma, non avrà solo aspetti positivi ma da lì a dire che fluorizzazione dell’acqua sia un mezzo per assoggettare le menti, ci vuole molta, molta, fantasia

    Fonti

    Focus 

    Flouride History 

    Jstor

    Ncbi

    Nature 

    Epicentro

    Fanpage

    Lifegate

    Dentisti-italia

    Heliyon

    Harvard Public Health

    Roholm, K. (1937), Flourine intoxication: A clinical-hygenic study, with a review of the literature and some experimental investigation, Stati Uniti d’America, H.K. Lewis & co. ltd

    Kubrick, S., Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba, Columbia Pictures, Hawk Films, Stati Uniti D’America, Regno Unito

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