Combattere i tumori con la radioterapia con elettroni

Arriva da Ginevra il trattamento di radioterapia contro i tumori. Alla base di tale studio c’è la tecnologia Flash.

nuova radioterapia con elettroni

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    Una nuova speranza per combattere i tumori è stata siglata da un accordo tra il Cern (Organizzazione Europea per la ricerca nucleare) insieme al Centro Ospedaliero Universitario del Vaud di Losanna e alla società tecnologica Theryq.

    Lo studio

    Il programma è stato finanziato con 25,8 milioni di franchi svizzeri e prevede la realizzazione di un dispositivo di radioterapia Flash che utilizza elettroni ad alta energia (Vhee) per trattare i tumori che risultano essere resistenti ai trattamenti convenzionali con una riduzione degli effetti collaterali

    Gli elettroni della radioterapia convenzionale, infatti, rilasciano la propria energia anche dopo la massa tumorale, danneggiando in questa maniera i tessuti sani e provocando effetti collaterali.

    Tecnologia Flash

    La tecnologia Flash prevede un’irradiazione rapida che permette di risparmiare i tessuti sani attaccando esclusivamente la massa tumorale. 

    “Flash” si riferisce, per l’appunto, alla velocità attraverso la quale la tecnologia rilascia la radiazione nei tessuti. Si tratta di pochi millisecondi, tempo prezioso che permette di risparmiare i tessuti sani, agendo contro il tumore. Questo permetterebbe di poter aumentare la dosi terapeutiche, quindi di trattare con efficacia tumori ad oggi con prognosi nefasta.

    Perché la radioterapia?

    La radioterapia, insieme alla chemioterapia, è una delle principali forme di trattamento contro il cancro. Più della metà dei pazienti affetti da tumore viene sottoposta almeno a un ciclo di radioterapia, proseguendo poi con altre terapie come la chemio. Attualmente, però, un terzo dei tumori risulta essere resistente alla radioterapia convenzionale, comportando gravi danni per i tessuti sani.

    Da qui nasce la necessità di trovare una soluzione efficace.

    Il dispositivo

    Il dispositivo in questione conta di essere operativo entro due anni, in modo da iniziare i primi studi clinici nel 2025. Utilizzerà fasci di elettroni da 100 a 200 megaelettronvolt (MeV) consentendo di trattare tutti i tipi di tumori fino a una profondità di 20 cm, riducendo il tempo di esposizione e, allo stesso tempo, il danneggiamento dei tessuti sani. 

    Dunque, non ci resta che aspettare il 2025 e incrociare le dita, nella speranza che questa tecnologia possa avere un risvolto positivo in campo oncologico. 

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