Ticket sanitario 2020, ecco le nuove regole

Un tema sempre discusso e spesso riadattato quello del ticket sanitario che sin dalla sua introduzione nell’ordinamento italiano, nel 1982, non ha mai mancato di sollevare polemiche e dibattiti.

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    Cos’è il ticket sanitario e come funziona in Italia

    Facciamo prima chiarezza, partendo dalle basi: il ticket sanitario è la prestazione economica che i pazienti corrispondono allo stato per l’assistenza sanitaria che viene loro fornita.

    Sin dalla sua introduzione il modello di ticket sanitario in Italia ha subito diverse modifiche ma non è mai stato abolito. A oggi viene stabilito il base al reddito e affiancato a un sistema di esenzione basato su diversi parametri di giudizio come la fascia d’età e lo stato di salute.

    Fondamentalmente “Chi ha di più paga di più e chi ha di meno paga di meno” queste le parole del ministro della sanità Roberto Speranza in merito al Ddl Sanità 2020, in cui la fondamentale svolta è stata l’abolizione del superticket, una quota aggiuntiva a quella ordinaria che ha sollevato numerose polemiche sin dalla sua entrata in vigore.

    Riforma ticket 2020 in base al reddito, come funziona

    In base a quanto previsto dal Ddl sanità 2020 la riforma della sanità farà in modo di garantire una maggiore equità del sistema sanitario, quindi chi guadagna di più pagherà un ticket più alto rispetto a chi ha un reddito inferiore, sulla base del criterio della progressività.

    Coerentemente all’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute “come un fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

     

    Il costo del ticket verrà calcolato in base al tipo di visita e prestazione medica, al reddito del nucleo familiare, rapportato al numero di componenti del nucleo. È stato inoltre stabilito un tetto massimo oltre il quale non sarà più necessario pagare il ticket.

    Ogni cittadino pagherà quindi un diverso ticket in relazione alla sua fascia di reddito e a esclusione per alcune categorie:

    • ISEE inferiore a 36.000 euro annui
    • Malati cronici o gravi
    • Donne in gravidanza e invalidi 

    Come ottenere l’esenzione dal ticket sanitario   

    L’esenzione dal pagamento del ticket è automatica. Sulla base delle informazioni contenute sulla tessera sanitaria, viene stilato un elenco dei cittadini esonerati dal pagamento, a seconda dei loro dati provenienti  da Inps e agenzia delle entrate.

    Per controllare la propria fascia di riferimento e correggere eventuali errori, è possibile agire seguendo tre diverse strade:

    Accedendo al Sistema della tessera sanitaria (TS) con le proprie credenziali, quindi richiedere la modifica dei dati,

    • Recandosi presso le ASL e aggiornare i propri dati
    • Contattando il proprio medico curante che inserirà gli opportuni codici per l’esenzione dal pagamento del ticket (da utilizzare in caso di ricetta o impegnativa sanitaria a pagamento).

    A tutte quelle categorie di persone che sono esenti dal pagamento del ticket, il sistema TS attribuisce un codice, in modo che la lista degli esonerati sia di facile consultazione:

    • Codice 01: bambini sotto i 6 anni e adulti sopra i 65
    • Codice 02: disoccupati
    • Codice 03: titolari di assegni sociali e pensioni sociali
    • Codice 04: persone con pensione minima e 60 di età, o più

    Esenzione dal pagamento del ticket per fasce di reddito

    Il diritto all’esenzione del ticket sanitario si può verificare presso le ASL di riferimento oppure chiedendo al proprio medico di consultare la lista, stilata sulla base delle informazioni dell’agenzia delle entrate e dell’INPS.

    Per richiedere l’esonero dal ticket è necessario presentare alcuni documenti, come l’autocertificazione, dove si indicano i dati personali, il reddito del nucleo familiare, in riferimento all’anno precedente e la certificazione sulle prestazioni erogate.

    I disoccupati devono invece presentare la loro iscrizione al centro per l’impiego e dichiarare l’impegno a comunicare velocemente la cessazione dello stato di disoccupazione una volta trovato lavoro. Oltre a questo servirà anche una dichiarazione di consapevolezza delle conseguenze penali in caso di false dichiarazioni in merito alla propria occupazione.

    Tutto questo qualora i nomi dei richiedenti esenzione non dovessero comparire automaticamente nella lista della TS. 

    Esenzione dal pagamento del ticket per malattia grave

    Non solo per limiti di età e di reddito, si usufruisce dell’esenzione dal pagamento del ticket anche in caso di patologie croniche o rare riconosciute dal Ministero della salute.  

    Le malattie croniche devono essere accertate e certificate dal medico che deve anche presentare la richiesta di esenzione per le prestazioni ad esse associate. Anche l’Azienda sanitaria locale di residenza dovrà attestare la presenza di una o più malattie incluse nell’elenco, sarà poi l’ASL a rilasciare il codice esenzione da inserire nelle ricette e nelle impegnative.

     Come indicato sul sito del ministero della salute e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le malattie croniche sono “problemi di salute che richiedono un trattamento continuo durante un periodo di tempo da anni a decadi”. Sono diverse le malattie della lista per cui il Servizio Sanitario Nazionale prevede l’esenzione del ticket e anche la gratuità di alcune prestazioni ambulatoriali per il monitoraggio della malattia.

    Esenzione dal pagamento del ticket per invalidità o gravidanza

    Gli invalidi sono l’ultima categoria di persone esenti dal pagamento del ticket sanitario. In questo caso per dimostrare di far parte di tale categoria è necessario possedere e presentare la documentazione che certifica lo stato di invalidità accertato dalla Commissione medica della ASL di residenza del cittadino.

    Anche le donne in gravidanza sono esentate dal pagamento ma solo per le prestazioni sanitarie legate alla gestazione e alla tutela della salute del nascituro.

    Abolizione del superticket

    Ma la vera svolta del Ddl Sanitario 2020 è l’abolizione del tanto discusso superticket.

    La cancellazione avverrà a settembre 2020, come promesso dal ministro Speranza: “Il super ticket è sbagliato, produce disuguaglianze e quindi ci impegniamo a superarlo”.    

    Attualmente l’ammontare del ticket viene valutato a discrezione di ogni regione (fino a un massimo di 10€) e anche in questo caso c’è chi è esonerato in base al reddito o a causa di particolari condizioni fisiche, sociali o patologie. Ma sono comunque 15 milioni gli italiani che non rientrando nelle categorie esentate pagano il superticket, un numero molto elevato, troppo, pertanto si è decisa la sua abolizione.

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