Cosa significa amare secondo la psicologia?

Da Ovidio ai giorni nostri. Cos’è l’arte di amare secondo gli studiosi dell’anima

Coppia Innamorata

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    Che coss’è l’amor? Prendendo a prestito il titolo e il testo della canzone di Vinicio Capossela la risposta dovrebbe conoscerla il vento che sferza il suo lamento sulla ghiaia del tramonto, l’amaca gelata che ha perso il suo gazebo o ancora il saluto riverente del peruviano dondolante che china il capo al lustro della settima Polàr.

    Ma mettendo da parte la riflessione cantautoriale del noto musicista sull’argomento, così come tutte le risposte che nel corso dei secoli hanno dato poeti e letterati alla domanda (da Ovidio in poi), cosa significa amare secondo psicologia?

    Cosa significa amare secondo la psicologia?

    Secondo lo psicologo cognitivo Robert Sternberg l’amore è il risultato di un mix composto da intimità, che si traduce in confidenza, decisione-impegno, ovvero la responsabilità nel mantenere fede all’impegno nel corso del tempo, e passione, ossia attrazione fisica e sessuale.

    Allargando il campo della definizione di amore, sempre secondo il dottor Sternberg, esistono sette tipi di amore, frutto dell’insieme di intimità, decisione-impegno e passione:

    • amore-amicizia: ovvero quando sono presenti le componenti dell’intimità e della decisione-impegno, ma quando manca la passione. La coppia funziona ma la parte di attrazione fisica e sessuale resta in secondo piano.
    • amore fatuo: passione e decisione-impegno sono presenti ma senza intimità. È alla base di storie passionali e di possesso che al primo ostacolo rischiano di naufragare.
    • amore perfetto: come dice il nome, meglio di così non si può fare. Passione, intimità e decisione-impegno sono presenti contemporaneamente. Non impossibile da trovare ma molto difficile da mantenere.
    • amore romantico: è il grande amore da film (o da romanzo) in cui convivono intimità e passione ma in cui è assente la parte di decisione-impegno.
    • amore vuoto: senza passione ed intimità resta solo la decisione-impegno. Le due persone stanno insieme esclusivamente per motivi razionali come, ad esempio, la convenienza economica o per i figli.
    • infatuazione: in questo tipo di amore esiste solo la passione e l’altra persona è idealizzata ma non conosciuta intimamente.
    • simpatia: qua è presente l’intimità e niente di più, un’unione priva di passione e impegno reciproco.

    Secondo lo psicologo statunitense Abraham Maslow, poi, esistono due tipologie di amore, quello adolescenziale che serve a colmare i vuoti dell’ego con il risultato di generare dipendenza affettiva e quello maturo che, viceversa, si basa sull’arricchimento e sul completamento reciproco.

    Per lo psicologo Wayne Dyer amare è ‘la capacità e volontà di permettere alle persone a cui vogliamo bene di essere ciò che vogliono essere, senza resistenze o pretesa alcuna che ci diano soddisfazione’ mentre il padre della psicanalisi Sigmund Freud analizzò l’amore per se stessi come l’antagonista dell’amore nei confronti degli altri.

    Per lo psichiatra, psicoanalista, antropologo e filosofo Carl Gustav Jung, invece, l’essere umano è interiormente diviso e l’amore non è altro che un modo per trovare la metà mancante, creando quella relazione che ci permette di conoscere meglio noi, l’altro e il mondo.

    L’arte di amare 

    Per lo psicologo, psicoanalista, filosofo e accademico tedesco Erich Seligmann Fromm, l’amore è un’arte perché ‘se vogliamo sapere come amare, dobbiamo procedere come se volessimo imparare qualsiasi altra arte, come la musica, la pittura oppure la medicina o l’ingegneria’.

    Nel suo libro “L’Arte di Amare” lo psicologo tedesco propone una visione in cui le sensazioni di distacco e di isolamento che si presentano all’interno dell’essere umano non fanno altro che accendere il desiderio di creare relazioni personali.

    All’interno del volume, Fromm propone l’idea di un amore simbiotico, dove però si crea una relazione tossica di dipendenza reciproca, e quello maturo, in cui le due persone che formano la coppia sono comunque in grado di mantenere la propria individualità.

    L’amore è per Fromm un processo attivo che deve guardare a valori come quelli della libertà, della fioritura personale e della responsabilità nei confronti dello stesso atto di amare così come è importante il rispetto dell’alterità che si può adottare esclusivamente nel momento in cui si è raggiunta una piena indipendenza individuale.

    Citando poi la mitologia greca sottolinea quelle che sono le caratteristiche archetipe del vero amore: guerra e bellezza, sacrificio di sé stessi, amore come stampella e rinnovo continuo.

    L’amore vero non è infatti tale se non è litigarello (d’altronde nel mito l’amore è Marte e Venere, guerra e bellezza che si fondono insieme), ‘ogni amore vero e profondo è un sacrificio’ ma prevede anche il sostegno reciproco e deve essere “annaffiato” come una pianta per rinnovarsi e sopravvivere.

    Il fallimento dell’amore arriva quando a mancare è uno sviluppo attivo della propria personalità e quando sono assenti valori come coraggio, fede ed umiltà.

    Bastano venti centesimi di secondo per innamorarsi

    La chimica dell’amore ha dei tempi di reazione rapidissimi e secondo alcuni studi sull’argomento sono sufficienti venti centesimi di secondo per attivare dentro di noi questo nobile sentimento, ogni qualvolta vediamo la persona amata o ci pensiamo.

    Da un punto di vista medico questa reazione avviene attraverso il rilascio della dopamina, ovvero il neurotrasmettitore dell’euforia e del piacere, che è naturalmente maggiore, assieme a quello di noradrenalina, feniletilamina e serotonina, nel periodo del corteggiamento, per poi diminuire sensibilmente nel corso del tempo fino a trasformarsi in un sentimento di accettazione reciproca delle differenze (nella migliore delle ipotesi!).

    Vorrei che fosse amore, amore quello vero

    Oltre a definire cos’è l’amore, la psicologia si è anche interrogata su quali sono i segnali che fanno capire quando non ci si trova davanti a un vero e proprio amore.

    Mancanza di rispetto, profonda sofferenza e violenza sono alcuni degli aspetti che non hanno niente a che vedere con l’amore e che si caratterizzano con una tipologia di comunicazione escludente e con la svalutazione della persona per mezzo di disprezzo e critiche.

    L’amore è dunque, secondo la psicologia, un viaggio in cui scoprire se stessi e gli altri, un modo per conoscere e conoscersi, mantenendosi in equilibrio, senza far mancare il rispetto reciproco necessario.

    Consapevolezza, coraggio, cura e saggezza sono alla base dell’arte di amare, il cui frutto, l’amore appunto, può così crescere in un campo fatto di libertà condivisa.

    Fonti

    Robert J. Sternberg

    Simply Psychology

    Dr Wayne W. Dyer

    Carl Jung Depth Psychology 

    SITN Science in the news 

    Fromm, E. S. (2016), L’arte di amare. Segrate: Mondadori

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