Come avviene il concepimento?

Cosa succede nel nostro corpo durante il concepimento? Cosa lo rende possibile?

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    Quando la coppia si sente pronta per avere un figlio, un rapporto sessuale può portare al concepimento e sappiamo bene cosa comporta: gravidanza, nove mesi di attesa, ansie, aspettative e infine la nascita del bambino. Ma proviamo a tornare un attimo indietro. Come inizia questo lungo e travagliato processo? Come avviene il concepimento?

    Ci sono delle tappe intermedie e dei passaggi molto importanti che avvengono nel nostro corpo durante il concepimento, ma soprattutto esiste un momento preciso in cui questo diventa possibile. Vediamo cosa succede.

    Quando avviene il concepimento

    Esatto, c’è un momento ben preciso che segna l’avvio del concepimento. Il ciclo della fertilità coincide quasi sempre con il ciclo mestruale, sebbene sia soggetto a numerose variazioni ogni mese. Di norma la fecondazione avviene quando le ovaie rilasciano la cellula uovo e questo avviene di solito il quattordicesimo giorno del nostro ciclo. Il momento dell’ovulazione è anche il momento in cui una donna può rischiare di restare incinta. La cellula uovo sopravvive in un arco di 24 ore e se durante questo tempo incontra uno spermatozoo, allora avviene la fecondazione. Se questo non accade, l’ovulo viene espulso con le normali mestruazioni.

    Ma ogni donna è diversa e i cicli mestruali possono variare da un mese all’altro, così come il periodo della fecondazione. Per questo è molto difficile calcolare con precisione quando una donna è fertile. Le app per il ciclo mestruale sono molto utili a tracciare in modo più o meno preciso il periodo dell’ovulazione così da sapere quando è il momento giusto per un concepimento.

    Ma attenzione: non è detto che un rapporto sessuale avvenuto nei “giorni X” porti alla gravidanza. Basti pensare che una coppia ha circa il 20% di possibilità di far accadere la fecondazione. Quando ci sono altri tipi di problematiche, molte coppie fanno affidamento alla fecondazione assistita.

    La fecondazione: un manuale pronto all’uso

    Chiariamo subito un fatto: per fecondare l’ovulo, deve esserci stato un rapporto sessuale completo. Ma vediamo più da vicino i veri protagonisti di questo evento.

    Gli spermatozoi

    Durante l’eiaculazione maschile, gli spermatozoi vengono rilasciati all’interno della vagina con un unico obiettivo: raggiungere la cellula uovo e fecondarla. Un compito semplice, no? Non esattamente. È qui che arriva il lavoro più complesso.

    Lo spermatozoo è una cellula gametica maschile dalle dimensioni microscopiche, composta dalla testa e dalla coda, che permette a questa cellula di risalire il collo dell’utero e le tube di Falloppio per raggiungere l’ovulo. Durante questa traversata se ne possono contare da 20 a 200 milioni. Ma non è un viaggio semplice: spesso la maggior parte dei gameti maschili muore prima ancora di raggiungere la meta, intrappolati nel muco cervicale. Se riescono a risalire le tube e a incontrare nel loro percorso l’ovulo, allora può avvenire la fecondazione.

    La cellula uovo

    Gli ovuli sono i gameti del corpo femminile contenuti all’interno delle ovaie e rilasciati una volta al mese durante il periodo dell’ovulazione. Mentre iniziano la loro discesa fuori dal collo uterino, c’è la possibilità che incontrino gli spermatozoi e vengano fecondati. Ma anche in questo caso non è semplice come appare. La cellula uovo è infatti protetta da uno strato di cellule chiamato corona radiata, che impedisce agli spermatozoi di entrare. Se i gameti maschili riescono a superare questo primo ostacolo, ecco che si annida una barriera più forte: la zona pellucida. Per poterla attraversare gli spermatozoi devono rilasciare dei potenti enzimi situati nella loro testa, permettendo loro di scavarsi un varco per la fecondazione dell’ovulo.

    Lo zigote

    Se tutto è andato per il meglio, allora si forma una nuova cellula, lo zigote, composto da 46 cromosomi. Questa cellula si avvicina lentamente all’utero e lì vi rimane per circa nove mesi, durante i quali si sviluppa e si divide per dare origine al bambino.

    E dopo la fecondazione?

    Ad avvenuta fecondazione, lo zigote comincia a moltiplicarsi e si sposta verso l’utero dopo un viaggio di circa tre giorni. A quel punto si impianta nella parete uterina e comincia a trarre nutrimento direttamente dall’utero, almeno finché non si formerà la placenta. Nelle fasi successive di sviluppo embrionale, ci sarà una differenziazione dei vari tipi di tessuto, che daranno origine ai diversi organi del futuro bambino.

    Quali sono i momenti più adatti per il concepimento?

    Pochi ma buoni. Ebbene sì, i giorni per concepire sono esattamente sei: il giorno dell’ovulazione e i cinque giorni che la precedono. Ma come abbiamo già detto, è molto difficile stabilire con esattezza quali sono perché dipende dal ciclo e per ogni donna il corpo funziona in modo diverso.

    L’ovulazione avviene all’incirca 14 giorni prima dell’inizio della mestruazione successiva e, se tutto si svolge nel modo adeguato, allora il periodo di fertilità inizierà intorno al decimo giorno. All’interno di questo periodo i giorni più adatti per il concepimento sono quelli tra il dodicesimo e il quattordicesimo giorno. In alcuni casi basta ascoltare spesso il proprio corpo per capire quando si sta avvicinando il periodo dell’ovulazione. Ad esempio, l’aumento del desiderio sessuale, un leggero dolore addominale e la sensibilità al seno sono alcuni dei “campanelli di allarme” che avvertono dell’arrivo del periodo di ovulazione.

    Quando una coppia decide di portare avanti una gravidanza, si tratta di un passo importante che deve tenere conto di entrambe le parti. Può accadere che il concepimento non avvenga immediatamente, ma se una coppia è pronta a compiere questo passo, basta ascoltare soltanto il proprio corpo: sarà lui a fornire tutti i segnali per indicare qual è il momento ideale.

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