Morbo di Crohn: quando l’infiammazione intestinale diventa cronica

La malattia di Crohn ha cause sconosciute, ma ha sintomi dolorosi e molto fastidiosi: ecco di cosa stiamo parlando.

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    Il morbo di Crohn o malattia di Crohn (conosciuta anche come MdC) deve il suo nome da Burrill Bernard Crohn, il medico americano che, insieme a due collaboratori, esplicò durante una conferenza a New Orleans i vari sintomi e le cause di una malattia chiamata “ileite segmentaria”, chiamata poi ileite terminale. Questa malattia riguardava, appunto, il tubo digerente e fino a quel momento era poco conosciuta. Successivamente, a causa dei numerosi casi, è stata rinominata con il nome dell’omonimo medico statunitense che la scoprì.

    Cos’è il morbo di Crohn?

    È una malattia infiammatoria cronica dell’intestino (MICI). Può presentarsi in qualsiasi punto dell’apparato digerente, dalla bocca all’ano, anche se più frequentemente colpisce l’ileo terminale, cioè l’ultima parte dell’intestino tenue, e il colon.

    Purtroppo, questa malattia è cronica, ovvero perdura per tutta la vita, ma alcuni accorgimenti che ne prevengono le ricadute e uno stile di vita sano possono ridurre i sintomi nella vita quotidiana delle persone che ne soffrono.

    Sintomi

    Diarrea e dolore addominale sono i sintomi più comuni. La diarrea, cronica, può sfociare in dissenteria quando diventa emorragica; oltre a essere doloroso, questo sintomo causato dalla malattia di Crohn è anche psicologicamente e socialmente problematico in quanto porta chi ne soffre alla costante ricerca di un bagno vicino e disponibile.

    I dolori addominali sono tendenzialmente acuti, sotto forma di crampi, ed è causato dall’infiammazione stessa, che porta a un rigonfiamento delle pareti intestinali.

    Oltre a questi più tipici, ci sono anche altri sintomi che possono palesarsi in caso di morbo di Crohn:

    • Nausea e vomito
    • Flatulenza
    • Febbre 
    • Affaticamento, stanchezza e sensazione di pienezza nell’addome
    • Riduzione dell’appetito e conseguente perdita di peso
    • Eventuali aritmie, anemie
    • Problemi all’apparato respiratorio
    • Capogiri, vertigini, mal di testa
    • Problematiche legate alla bocca e alla gola (poca salivazione, voce rauca)

    Non vi è, quindi, un sintomo ben riconoscibile e identificabile per il morbo di Crohn, ecco perché purtroppo passa del tempo prima che sia riconosciuta e diagnosticata, per procedere con il giusto trattamento farmacologico.

    Cause

    Le cause del morbo di Crohn sono sconosciute.

    Diffuso in tutto il mondo, il morbo di Crohn si riscontra specialmente in occidente, più o meno in egual misura tra maschi e femmine.

    Sembra che i fumatori abbiano più probabilità di sviluppare la malattia di Crohn e alcune ipotesi farebbero presupporre una predisposizione genetica, anche se non vi è una prova scientifica, quindi ad oggi rimane un argomento incerto.

    Cure

    Essendo una malattia cronica, non esistono cure definitive, ma ci sono più trattamenti da approcciare per cercare di ridurre i sintomi e di prevenire l’insorgere di complicazioni.

    Stile di vita sano

    Partendo dalla dieta, chi soffre del morbo di Crohn può optare per un’alimentazione quotidiana con poche fibre, è importante togliere il tabacco dalle proprie abitudini e adottare uno stile di vita sano, con una corretta idratazione, piccoli pasti e frequenti, e una regolare attività fisica.

    Terapia farmacologica

    Esiste poi un trattamento con farmaci in grado di tenere sotto controllo i vari sintomi:

    • Antidiarroici
    • Antinfiammatori
    • Antibiotici
    • Immunosoppressori

    A seconda del tratto interessato, il medico prescrive i farmaci più idonei in grado di gestire le varie infezioni e infiammazioni.

    Trattamento chirurgico

    Altra opzione, in casi di patologia grave, è l’intervento chirurgico; si arriva a questa soluzione nel momento in cui i farmaci non funzionano e la malattia progredisce.

    Prevenzione

    Il morbo di Crohn si può diagnosticare attraverso esami specifici, come quelle del sangue e delle feci, con esami di diagnostica per immagini, gastroscopia e colonscopia. Nonostante non si possa prevenire l’arrivo di questa malattia, si possono però prevenire le complicazioni ad essa legate (occlusioni intestinali, perforazioni intestinali, tumore al colon):

    • Una diagnosi precoce (diarrea continua per settimane, con conseguenti dolori e perdita di peso) può indurre il medico a richiedere esami del sangue e delle feci
    • Analisi continui: il medico può prescrivere analisi del sangue e analisi delle feci 1-2 volte nell’arco dell’anno, così come colonscopie, abbastanza frequentemente, per prevenire complicazioni

    Fonti

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