Le pillole anti-Covid potranno essere prescritte dal medico di base

La conferma arriva dall’Agenzia Italiana del Farmaco. Le pillole antivirali si potranno trovare in farmacia.

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    All’inizio del mese di febbraio, con il via libera di EMA ed AIFA, era cominciata anche nel nostro Paese la distribuzione dei primi 11.200 trattamenti di Paxlovid, l’antivirale anti-Covid di Pfizer. Una notizia a cui fa seguito ora il via libera che renderà queste pillole, assieme alle Molnupiravir di Msd, disponibili all’interno delle farmacie, dove i cittadini potranno acquistarle dietro la prescrizione del proprio medico di base.

    Nel corso della conferenza stampa, in merito a questa importante novità, il direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), Nicola Magrini, ha voluto ringraziare Federfarma ‘per la disponibilità alla distribuzione degli antivirali contro il Covid’ che ‘saranno quindi in distribuzione per conto terzi in tutte le Regioni’. Un passo in avanti anticipato dalle dichiarazioni del Ministro della Salute Roberto Speranza che nei giorni scorsi, in virtù delle maggiori dosi a disposizione (il contratto prevede che nel corso del 2022 saranno 588.000 i trattamenti Paxlovid distribuiti in Italia), si era posto come obiettivo quello di ‘consentire la prescrizione anche ai medici di medicina generale per favorire un accesso più capillare’.

    Il meccanismo prevede che queste pillole anti-Covid saranno acquistate dalle varie ASL che, a loro volta, le renderanno disponibili nelle farmacie distribuite sul territorio nazionale. A quel punto chi ne avrà necessità, dietro ricetta del proprio medico curante, potrà recarsi direttamente nelle farmacie dove potrà ritirare l’antivirale.

    La risoluzione di un problema

    Prima che si arrivasse a questa semplificazione dei passaggi, per avere accesso a queste pillole anti-Covid era necessario rivolgersi (oltre che al proprio medico di base che aveva il compito di effettuare la segnalazione) anche alla figura della specialista ospedaliero, a cui era affidato il compito di prescriverle, per poi ottenere la terapia indicata dal centro di riferimento.

    Una procedura che ha portato a frenare l’utilizzo di questa soluzione che, però, basa la sua efficacia proprio sul fattore tempo. I soggetti fragili e dunque più a rischio, a cui queste pillole sono rivolte, devono infatti assumerle entro cinque giorni dalla comparsa dei sintomi; poter tagliare i passaggi, rivolgendosi esclusivamente al proprio medico, permette dunque di rendere il tutto estremamente più rapido, garantendo alla persona di poter assumere queste pillole nei tempi giusti.

    Un’arma contro il Covid

    Come sottolineato da esperti quali il virologo Fabrizio Pregliasco e il primario di infettivologia al San Martino di Genova, Matteo Bassetti, già alla notizia del via libera di queste pillole lo scorso febbraio, si tratta di un’arma in grado di aprire nuove prospettive nella lotta contro la variante Omicron e che, come evidenziato dal professor Massimo Clementi, potrà ‘ridurre molto la pressione sui sistemi sanitari’ grazie anche alla sua ‘efficacia documentata’.

    La disponibilità delle pillole Paxlovid di Pfizer e Molnupiravir di Msd all’interno delle farmacie è, infine, in linea con quanto richiesto da Pregliasco che sottolineava la necessità di un’organizzazione distributiva forte.

    Se il 5 febbraio registravamo il primo paziente italiano, un uomo di 54 anni, curato con Paxlovid, in questi giorni va a segno un ulteriore colpo per poter difendere le persone più fragili dalle forme gravi con cui il Covid-19 si può manifestare. 

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