Il futuro degli USA è green. Indipendentemente da chi vincerà le elezioni

Il 4 novembre sapremo chi sarà il nuovo Presidente degli Stati Uniti tra Trump e Biden. Ma la via “verde” degli USA è ormai tracciata.

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    Da mesi, in America e nel mondo, il secondo argomento più discusso, dopo il Covid-19, è senza dubbio quello che riguarda la corsa per la conquista della Casa Bianca. La sfida tra il Presidente in carica Donald Trump e il democratico Joe Biden è ormai agli sgoccioli e tra pochi giorni (il 3 Novembre) sapremo chi sarà il 46° presidente degli Stati uniti d’America. Nel momento in cui scrivo, secondo un sondaggio condotto dalla CNN, quest’ultimo ha un vantaggio di 12 punti percentuali, ma la sfida è ancora aperta, soprattutto per il meccanismo dei grandi elettori che caratterizza la corsa alla Casa Bianca (e che, nel 2016, permise la vittoria di Trump, nonostante la sua sfidante Hillary Clinton avesse preso più voti complessivi).

    Certamente nello scontro che deciderà i destini del Paese a stelle e strisce e, di riflesso, del mondo, sarà determinante la gestione dello stato d’emergenza innescato dal Coronavirus da parte dell’attuale Presidente, la cui amministrazione ha finanziato la ricerca con quasi due miliardi di dollari per ricevere, entro dicembre, 100 milioni di dosi di vaccino.

    Comunque vada, però, una buona notizia è certa: il futuro degli Stati Uniti sarà sempre più green.

    Vediamo perché.

    L’accordo dei Governatori sul clima

    Si chiama US Climate Alliance e rappresenta, con la sua coalizione di 25 Governatori, il 55% della popolazione americana e il 60% dell’economia del Paese, come riportato dal documento ufficiale.

    L’impegno da parte dei Governor è quello di ‘portare avanti un’azione per il clima più audace e più ampia con o senza una leadership climatica federale’. Un impegno ‘a ricostruire l’economia in modi che diano priorità al cambiamento climatico, all’equità razziale, alla salute pubblica e alla resilienza’.

    Battaglie che, come sappiamo, sono centrali nelle presidenziali e che verranno portate avanti, indipendentemente da chi vincerà il duello.

    Nel concreto tra gli obiettivi dell’US Climate Alliance c’è quello di far diventare il Michigan a impatto zero entro il 2050, mentre il Colorado ‘continua a compiere passi coraggiosi per ridurre le nostre emissioni, pulire la nostra aria e preservare ciò che tutti conosciamo e amiamo del nostro grande Stato’, come ha sottolineato il Governatore Polis.

    E che vede tra i paladini di questa crociata green anche i sindaci.

    I Sindaci e l’energia elettrica pulita

    468 è il numero di Majors USA che, con l’associazione Climate Majors, ha preso un impegno ben preciso: sostenere gli obiettivi dell’Agenda 2030 sul clima che fra i suoi vari punti programmatici prevede incentivi per l’utilizzo delle energie rinnovabili, l’acquisto di veicoli elettrici e il sostegno all’Electrification Coalition.

    Ma non finisce qua.

    L’Accordo di Parigi e il programma (verde) dei democratici

    Last, but not least la dichiarazione We Are Still In che riunisce più di 3.800 leader di municipi, Parlamenti, consigli di amministrazione e campus universitari statunitensi. Un totale di 155 milioni di americani e il cui obiettivo è quello di stimolare iniziative al fine di continuare a far parte degli Accordi di Parigi sul clima.

    Si tratta di istanze che sono ideologicamente più vicine all’ala democratica che vede nel cambiamento climatico una minaccia non soltanto alla salute ma anche all’economia.

    In ogni caso, la strada verso il green per gli USA è ormai tracciata. Indipendentemente da chi siederà alla Casa Bianca a partire da mercoledì 4 novembre.

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