Colin Farrell e gli attacchi di panico

Durante le riprese del suo ultimo film è stato colpito da questo diffuso disturbo. Vediamo di cosa si tratta e come poterlo affrontare.

personaggi famosi con attacchi di panico

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    Il mondo è pieno di personaggi dello spettacolo e dello sport che, nel corso della loro esistenza, hanno dovuto fare i conti con malattie che però, nonostante tutto, non gli hanno impedito di raggiungere risultati straordinari nei propri campi.

    Malattie che possono comparire in maniera improvvisa ed inaspettata come è successo all’attore Colin Farrell, interprete irlandese “esploso” tra il grande pubblico con blockbuster quali ‘Alexander’ di Oliver Stone e ‘Miami Vice’ di Michael Mann ma anche grazie a piccoli cult come ‘Tigerland’ e ‘In linea con l’assassino’ di Joel Schumacher.

    Il protagonista della seconda stagione di ‘True Detective’, apparso irriconoscibile nei panni del Pinguino nell’ultima trasposizione di ‘Batman’ con protagonista Robert Pattinson, ha infatti recentemente raccontato di aver sofferto di attacchi di panico sul set del film ‘Thirteen Lives’, ultima fatica registica di Ron Howard, che racconta il disperato tentativo (storia vera) di salvare la vita di dodici ragazzini, di una squadra di calcio thailandese, e il loro allenatore che andarono a nuotare nella grotta di Tham Luang, dove furono sorpresi da una tempesta che li intrappolò in una camera rocciosa in profondità.

    “È stato terrificante”

    Come raccontato dall’attore a Entertainment Tonight (parole poi riportate in Italia da il Corriere della Sera) si è trattato di un’esperienza ‘terrificante in una parola. Terrificante’, certamente in parte provocata dalla bravura degli scenografi, in grado di creare un set ‘davvero impressionante’.

    Tutto è iniziato quando i tecnici hanno iniziato a riempire d’acqua le ‘circa quattro o cinque diverse grotte basate sulla topografia delle grotte di Tham Luang in Thailandia’. ‘Essere in acqua e poter vedere la superficie sopra è una cosa, ma quando non riesci a farlo, hai un soffitto sopra la testa e non c’è aria, la tua mente va in tilt. Ho avuto degli attacchi di panico sott’acqua ed è stata un’esperienza nuova per me!’

    Cos’è un attacco di panico?

    Il disturbo da attacchi panico, noto in inglese come PA/Ss o PD/s (panic attack/s o panic disorder) è strettamente legato ai disturbi di ansia.

    Si tratta infatti di un forte stato d’ansia a cui si accompagnano altri sintomi, sia di natura psicologica che fisica, di durata mediamente breve (circa 30 minuti) ma appunto molto intenso.

    Un disturbo molto diffuso, al punto che la Repubblica, nel 2013, riportava come fossero circa dieci milioni gli italiani ad aver ‘vissuto almeno una volta l’esperienza di un attacco di panico. Un evento isolato per molti, che si trasforma però in una malattia in un caso su due, mentre oltre due milioni di persone hanno sviluppato un vero e proprio disturbo di panico con atti ripetuti, ansia e fobie’.

    ‘I sintomi’, spiegava nell’articolo il professor Giampaolo Perna, allora primario di Neuroscienze Cliniche di Villa San Benedetto Menna, ‘sono principalmente fisici con una preminenza della tachicardia, sensazione di mancanza d’aria e sbandamento o capogiri. Ci possono essere anche tremori, sudorazione, vampate di caldo e formicolii che si accompagnano a una forte sensazione di ansia e paura. La comparsa dei sintomi è improvvisa, inattesa e talvolta esplosiva ma la fase acuta dura pochi minuti’.

    Quali sono le cause di un attacco di panico?

    Le ragioni che portano agli attacchi panico non sono ancora totalmente chiare, sebbene almeno da un punto di vista psicologico sia abbastanza consolidata l’idea che alla base di questo disturbo ci siano agenti stressanti che vanno dall’interruzione di una relazione importante fino ad arrivare ad importanti traumi psicologici (ad esempio quelli provocati da una violenza sessuale).

    Nonostante, come detto, non siano ben definite le cause che portano agli attacchi di panico, l’uso di cannabinoidi, di corticosteroidi così come la sindrome di astinenza da alcol e farmaci sono altri fattori che possono portare a soffrire di questo disturbo d’ansia.

    Come trattare gli attacchi di panico

    Secondo le linee guide, riguardo alla terapia da utilizzare per il trattamento degli attacchi panico, il primo step è quello di affidarsi alla psicoterapia, soprattutto se si tratta di disturbi moderati o nel caso ci si trovi di fronte a pazienti particolarmente giovani, affidandosi solo in seconda battuta alla farmacoterapia con l’utilizzo di psicofarmaci.

    In base ad alcuni studi, la cosiddetta psicoterapia cognitivo comportamentale, unita alla positive self-talk, risulta particolarmente efficace nel trattamento del disturbo, a cui si affianca anche la terapia di esposizione, in cui il paziente viene messo faccia a faccia con le proprie paure.

    Secondo quanto dichiarato dal dott. Gianluigi Mansi, Responsabile dell’Unità Operativa di Riabilitazione Psichiatrica degli Istituti Clinici Zucchi di Carate Brianza e dell’Ambulatorio di psicologia clinica e psichiatrica di Zucchi Wellness Clinic, ‘la terapia deve essere di tipo psicologico e farmacologica con antidepressivi e ansiolitici. Questi ultimi non curano il disturbo, ma hanno la funzione di prevenzione degli attacchi. La terapia psicologica è quella cognitiva comportamentale che può essere individuale o di gruppo che è in grado di bloccare l’insorgenza degli attacchi e ridurre l’ansia anticipatoria’.

    ‘Un’altra metodologia molto utilizzata negli ultimi anni’, sottolinea Mansi, ‘è la mindfulness, una pratica che si concentra sulla consapevolezza del presente. Questi approcci psicologici insegnano al soggetto a non aver paura degli attacchi di panico, a pensare che in futuro potranno essere superati, che si può quindi guarire totalmente’ e, infine, ‘a capirne anche i motivi per cui si sono presentati’.

    Raccontando dell’attacco di panico, anche al The Hollywood Reporter, Farrell non ha mancato però di sottolineare come ‘non dovrei mai perdere di vista la posizione fortunata in cui mi trovo per poter vivere raccontando storie, che è essenzialmente quello che faccio. Sai, è così. Mi guadagno da vivere raccontando storie e porto i personaggi in vita. Imparo un po’ di me stesso ma non è questo il motivo per cui lo faccio, ovviamente. È un lavoro incredibile, davvero e un’esperienza che posso condividere con altre persone’.

    Una consapevolezza che è anche, come detto, una delle parole chiave per affrontare questo nemico della psiche chiamato attacco di panico.

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