Safeword: come utilizzare la “parola di sicurezza” nel sesso

In cosa consiste e come si usa nella sessualità e nel BDSM la parola di sicurezza? Perché è importante deciderla prima di iniziare?

Safeword nel sesso

Sommario
    Tempo di lettura Tempo di lettura terminato
    0
    Time

    Sperimentare durante i rapporti sessuali è bellissimo: scoprire nuovi giochi, abbattere nuovi limiti, divertirsi in pratiche più trasgressive, tutto ciò che viene fatto nel rispetto di se stessi e del partner diventa qualcosa di meraviglioso da provare insieme. Ma quando si parla di pratiche sessuali più estreme, basate sul dolore, la sottomissione e il predominare (BDSM), allora diventa fondamentale decidere e rispettare delle regole, ancor prima che il gioco inizi; una di queste è la safeword, la parola di sicurezza da dire quanto il gioco non ci piace più e vogliamo interromperlo.

    In cosa consiste la safeword

    Decidere insieme al partner di sperimentare giochi sessuali tendenzialmente fuori dall’ordinario è qualcosa di assolutamente normale e coinvolgente: può andare dal semplice ammanettare i polsi del partner o utilizzare dei sex toys, fino a giochi più estremi (come il pissing, il contatto con l’urina del partner, l’asfissia erotica o lo spanking, la sculacciata “punitiva”). Indipendentemente da quale attività si decida di sperimentare, le persone coinvolte devono conoscersi molto bene, soprattutto a livello emotivo e mentale, ma devono avere anche una forte intesa fisica e sessuale; inoltre, per avvicinarsi a questi giochi è fondamentale una grande consapevolezza di se stessi e avere una forte intesa con il partner, intesa che non dovrà mai mancare durante tutto il rapporto, così come la comunicazione.

    Scegliere, prima di iniziare a “giocare”, la parola di sicurezza permette di sperimentare nuove pratiche con la certezza che i propri limiti fisici e morali siano salvaguardati dal partner. Tendenzialmente la safeword viene pronunciata dalla persona “sottomessa”, che interpreta il ruolo  di “dominato”; tuttavia, anche il partner che domina può sentirsi a disagio e decidere di interrompere il gioco, quindi avere concordato una parola di sicurezza e dirla fa capire immediatamente al partner il raggiungimento del limite e il “dovere” di interrompere tutto immediatamente.

    Quando usare la “parola di sicurezza”

    La “safeword” ha una duplice utilità: una, la principale, riguarda la sicurezza della parte emotiva e fisica della persona, che permetterà di approcciarsi a qualsiasi pratica si desidera in tranquillità, sapendo che il rispetto e il limite sarà sempre garantito. L’altra, invece, è legata a un aspetto più di divertimento e di gioco.

    • Sicurezza: scegliere una safeword significa vivere il gioco sessuale in modo più tranquillo, sereno, certi che, non appena raggiunto il limite tanto da utilizzare la parola concordata, ci si ferma e si riprende da mondi più conosciuti.
    • Divertimento: una volta stabilita la safeword, il dominatore/la dominatrice può decidere di spingere il gioco fino al limite, con l’intento di portare il sottomesso/la sottomessa proprio a dire la parola di sicurezza.

    Si utilizza la safeword quando non ci va più di continuare le pratiche che stiamo portando avanti. E non è sufficiente dire “no”, “basta”, “mi fai male”, ad esempio, perché questi termini potrebbero non solo essere parte del gioco, ma, addirittura, eccitare il partner e incrementare ritmo e intensità. Ecco che la safeword diventa fondamentale quando si decide di praticare attività legate al mondo del BDSM.

    Cos’è il BDSM?

    Il BDSM è una sigla che racchiude diverse attività sessuali legate alla sottomissione/dominanza, sadismo e masochismo. Chi si avvicina a questo mondo deve avere una buona conoscenza di se stesso/a e del partner, dei propri limiti e delle regole non scritte che permettono di praticare il BDSM in modo sano e sicuro, ma soprattutto consensuale. Quindi non ci può essere poca comunicazione tra i partner, prima, durante e dopo il gioco e il rapporto sessuale. Ci si può avvicinare a questo mondo in modo graduale, legando i polsi con una sciarpa di seta o delle manette, per poi addentrarsi in giochi più estremi, se si desidera, parlando, sperimentando e rispettando la fantasia e i limiti propri e dell’altra persona coinvolta.

    Diverso il discorso con la parafilia, che, a differenza di un gioco sessuale (più o meno estremo) come il BDSM, riguarda aspetti e comportamenti sessuali atipici, vissuti con disagio, fino ad arrivare a essere pericolosi per se stessi e per gli altri.

    Le safeword più usate (secondo il web)

    Le persone coinvolte nei giochi e nei rapporti sessuali estremi scelgono di comune accordo una parola (o un gruppo di parole) che indicherà quando interrompere immediatamente le pratiche sessuali che si stanno portando avanti. Non ci sono delle regole, basta che sia una parola decisa e condivisa insieme.
    Ma, se siete curiosi di sapere quali sono le safewords più utilizzate, ecco cosa ci dice il web a riguardo:

    • Banana
    • Ananas
    • Arancia
    • Pesca
    • Mela
    • Vaniglia
    • Unicorno

    A queste, vanno aggiunti anche i colori. Spesso vengono utilizzati quelli del semaforo, in cui la parola “giallo” significa che dobbiamo rallentare un po’, mentre “rosso” che siamo arrivati al limite e si deve interrompere immediatamente ciò che stiamo facendo. Quindi i colori e la frutta sono le parole più utilizzate, un po’ per il loro utilizzo nel linguaggio comune, in parte per la loro immediatezza simbolica ma, ovviamente, potete sbizzarrirvi a cercarne di altre e a crearne di nuove, tutte vostre. Potete spaziare da cibi a indumenti, insomma, date libero sfogo alla creatività: anche questa ricerca può far parte di un simpatico ed erotico “gioco” e incrementare, così, il divertimento e il vostro affiatamento. E voi, avete già una parola di sicurezza che utilizzate nei giochi sessuali?

    Fonti

    BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo, Castelvecchi, 2004

    Lascia il tuo commento

    Non verrà mostrata nei commenti
    A Good Magazine - Newsletter
    è il contenuto che ti fa bene! Resta aggiornato sulle malattie digitali

    Ho letto e accetto le condizioni di privacy