Covid-19 ed estate: sarà sicuro andare in spiaggia?

Quali misure sono state prese contro il contagio? Il virus si diffonde facilmente sulla spiaggia? Valutiamo i rischi dell'estate.

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    La stagione estiva è alle porte e gli italiani cominciano a sentire la chiamata del mare e delle spiagge della penisola, ma il 2020 non si presenta come un anno qualunque. Oltre alla vita privata delle persone, anche i vari settori economici sono stati colpiti e stravolti a causa del Covid-19 e dalla relativa quarantena.

    Tra tutti, il turismo sembra essere uno dei settori che maggiormente potrebbe risentire della situazione, anche se la riapertura della stagione balneare (quest’anno con misure di sicurezza straordinarie) fa sperare addetti ai lavori e vacanzieri.

    L’Italia, con i suoi 3.346 km di spiagge e le sue 5.539 acque di balneazione, è l’unico paese europeo a non porre limiti sulle spiagge in concessione e rimane una tra le mete maggiormente ambite sia dai turisti autoctoni che stranieri.

    Fortunatamente, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nei primi di Maggio, ha parlato chiaro: “In estate si potrà andare in vacanza e al mare”, anche se andranno attuate delle misure precise e la cautela dovrà rimanere sempre altissima. Vediamo quali sono le indicazioni da seguire e scopriamo se il rischio continua a essere elevato.

    Riapertura delle spiagge

    Con la Conferenza delle Regioni del 25 Maggio sono state aggiornate e integrate le linee guida delle attività produttive per riaprire in sicurezza. La strategia di gestione del rischio va a valutare e regolare vari punti, sia per i litorali che per le acque interne, ovvero:

    • Le strutture di stabilimenti balneari e i servizi collegati;
    • Le spiagge libere;
    • Il sistema integrato delle infrastrutture collegate con le mete di balneazione.

    Per poter ripartire gli stabilimenti balneari dovranno fornire a tutti i clienti ogni tipo di informazione sulle misure di prevenzione, comprensibili anche per i visitatori di un’altra nazionalità. Per fare ciò, il personale dovrà essere adeguatamente preparato secondo le disposizioni nazionali e della regione di competenza.

    Il rilevamento della temperatura corporea impedirà l’accesso allo stabilimento in caso di temperatura superiore ai 37,5 °C e dovranno essere disposti in più punti dell’impianto prodotti igienizzanti per clienti e personale della struttura. Sarà necessario privilegiare l’accesso agli stabilimenti tramite prenotazione, conservando l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.

    La cassa potrà essere dotata di barriere fisiche, come pannelli in plexiglas, oppure il personale dovrà indossare la mascherina e avere a disposizione soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani. Le modalità di pagamento elettroniche, anche in fase di prenotazione, saranno sicuramente da privilegiare in ogni caso, al fine di limitare scambi di denaro contante (caro a molti, ma notoriamente non molto igienico).

    Distanze da rispettare

    Questa estate, una partita importante la giocheranno le distanze di sicurezza, ma ancor di più il rispetto delle stesse. Per quanto riguarda le spiagge libere, un ruolo fondamentale sarà quello degli avventori, i quali dovranno essere estremamente rispettosi delle norme di sicurezza e del prossimo (magari questo aspetto cerchiamo di conservarlo anche per i tempi che verranno). Non è da escludere la presenza di un addetto alla sorveglianza anche nelle spiagge libere, al fine di vigilare sull’adozione della distanza di sicurezza di 1 metro e sugli interventi di pulizia e disinfezione di eventuali servizi presenti.

    Riguardo agli stabilimenti balneari, questi ultimi si impegneranno a riorganizzare gli spazi, al fine di mantenere almeno un metro di distanza tra i vari utenti ed evitare assembramenti, specialmente nelle ore più calde. A tal proposito verranno ampliate le zone d’ombra (naturalmente dove possibile).

    Ogni ombrellone avrà a disposizione una superficie di almeno 10 metri quadrati e le attrezzature da spiaggia, come lettini e sdraio, se fuori dall’area dell’ombrellone dovranno avere una distanza di almeno 1,5 metri tra loro.

    Ombrelloni, sdraio, lettini e ogni altra attrezzatura da spiaggia verrà disinfettata ad ogni cambio di nucleo familiare o di persona, ma in qualsiasi caso a fine giornata. I vari servizi, come aree comuni, spogliatoi e servizi igienici riceveranno pulizie frequenti e obbligatoriamente dopo la chiusura degli impianti. 

    Attività in spiaggia

    La vita da spiaggia non è fatta solamente di tintarella e nuotate più o meno a largo, ma anche di giochi e attività ludico-sportive. Purtroppo per quest’anno non saranno permessi sport o giochi di gruppo che possano provocare assembramenti.

    Ma arrivano anche delle buone notizie, infatti tutto ciò che è individuale e fatto nel rispetto delle regole sarà attuabile. Ecco un breve elenco di attività permesse:

    • Racchettoni;
    • Bocce;
    • Nuoto;
    • Surf;
    • Kitesurf;
    • Windsurf;

    Questi sono solo degli esempi, ipoteticamente le attività fattibili potrebbero essere anche molte di più, l’importante è che sia rispettata la distanza interpersonale e le accortezze igieniche. 

    Esistono rischi seri? Il Covid-19 si trasmette in mare?

    Il rischio di un nuovo aumento della curva dei contagi esiste? Inutile raccontarsi favole, il rischio c’è, c’è sempre stato e purtroppo continuerà a esserci. Ci viene ripetuto quotidianamente e gli organi competenti effettuano un monitoraggio giornaliero della situazione proprio per poter intervenire in caso di necessità.

    Lo stesso Presidente Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa del 26 Aprile riguardante la Fase 2, ha dichiarato che in caso di crescita della curva dei contagi oltre i parametri si potrebbe incorrere in nuove chiusure.

    La buona notizia è che l’acqua marina sembrerebbe non essere un veicolo di contagio, o almeno questo è quanto risulta da un’indagine dei ricercatori dell’Ifremer dopo l’analisi di 4 campioni di acqua provenienti da 3 coste differenti. Il risultato è netto: “Nessuno dei campioni di acqua di mare ha mostrato tracce di SARS-CoV-2”. Del cauto ottimismo è concesso, ma comunque rimane sconsigliabile abbassare la guardia. 

    Il buon senso ci salverà?

    Non è un mistero, alla fine sappiamo tutti la risposta. Molto sarà deciso dall’approccio che la collettività sceglierà di attuare in questa nuova fase del post-lockdown: dall’utilizzo da parte di tutti dei dpi e dal rispetto delle distanze di sicurezza, sia in acqua che fuori. 

    Sappiamo che tutto è pronto per accogliere vacanzieri e amanti delle gite fuori porta, sappiamo che le regole ci sono e che gli organi competenti vigilano sulla situazione per noi. Sappiamo che un sacco di lavoratori si stanno impegnando per offrirci giornate serene e sicure e sappiamo anche che il nostro sistema sanitario ha lavorato durissimo e continua a farlo, ma soprattutto sappiamo che niente è da dare per scontato. Godiamoci questa estate e facciamolo nella maniera corretta, ci conviene. 

    Fonti

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