Ben venga il Dottor Google, se usato con parsimonia

L'informazione su salute e benessere nell'era del digital: il ruolo del Dottor Google.

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    Alzi la mano chi non ha mai avuto bisogno del Dottor Google, il medico più celebre al mondo.
    Virtuale, quindi “immaterico” e invisibile, ma onnipresente e pure adeguatamente economico. Bastano pochi clic su mouse o sulla tastiera del computer e in una manciata di secondi molti dei dubbi, che spesso attanagliano la mente e rendono le nottate insonni, possono essere sciolti. Quantomeno, approfonditi e tematicamente affrontati in tempo reale. Senza il rebus delle file di attesa, senza il dilemma dello specialista giusto da contattare.

    Quasi impossibile, insomma, nel Duemila, non aver cliccato, almeno una volta, anche per sbaglio o pura curiosità, su uno dei siti più usati del pianeta per farsi un’autodiagnosi, chiedere consigli sulla propria salute e avere indicazioni di massima, ma spesso oltremodo dettagliate, su patologie più o meno serie (nella prima ipotesi, deve però rappresentare solo l’inizio di un dubbio e non si può prescindere dal professionista in carne e ossa che dovrà visitare il paziente e fare la diagnosi corretta) ma anche su semplici mal di stomaco, disturbi intestinali, nevralgie, problemi ai denti, pelle arrossata dei neonati, e tutta una serie interminabile di altre potenziali domande. Cercando di collegare, con il fai da te, le proprie sintomatologie alle patologie (fisiche o di origine mentale) indicate sul web (che dovranno, nelle situazioni più delicate, avere (appunto) il beneplacito degli esperti).

    E il Dottor Google, oramai una certezza dell’era moderna, non si fa trovare mai impreparato. Ha risposte per tutto e per tutti, comprese quelle su alcune malattie rare, morbi sconosciuti ai più, effetti placebo di alcuni farmaci… E via dicendo. Pagine su pagine dov’è possibile trovare le informazioni più attinenti alla propria condizione fisica e psichica, con tanto di potenziali cure e tempi di guarigione. Ma anche di eventuali scenari evolutivi di molti disturbi e disfunzioni corporali e intellettive. Solo una indicazione, sicuro, ma un primo step cognitivo per cercare la via della guarigione. Una pseudo infarinatura, caso per caso.

    Certamente un aiuto significante, in una stagione esistenziale in cui la Rete è entrata a prepotenza nelle nostre vite, emarginando la fascia più anziana della popolazione, che per carta di identità non ha troppa familiarità con la tecnologia, ma soddisfacendo la curiosità e le esigenze di immediatezza nel sapere di una generazione più giovane, quotidianamente abituata a “navigare” e famelica di conoscenza. Una generazione di giovanissimi e meno giovani “internettizzati”, che è sempre più informata e che ha bisogno di avere risposte immediate e il più possibile vicine alla realtà. E il Dottor Google, con le sue puntuali pagine dedicate a ogni singolo argomento, riesce ad offrire, ogni volta, un ventaglio di potenziali risposte.

    Ma c’è chi punta il dito e mette in guardia da certe “consulenze online”, soprattutto alcuni medici di famiglia o quei camici bianchi che lavorano ore e ore in corsia o negli ambulatori dedicati e che sono abituati a parlare solo dopo aver “toccato con mano”. E che si sentono lesi da questa competizione impari con il “tuttologo di fama internazionale ma senza laurea”, disdegnandone, pertanto, il servizio offerto. C’è anche chi, con sarcasmo, dice senza mezzi termini che è “meglio non leggere su internet” per non “farsi fuorviare nella diagnosi delle proprie malattie o dei rispettivi disturbi”. E per “non mettersi in testa idee strane”. E magari, questo atteggiamento è spesso veritiero e sensato! Può essere infatti una scelta corretta, in diverse situazioni, non dare adito a proclami generici e generalizzati. Può essere quindi comprensibile il rifiuto dei camici bianchi, ma in linea di massima, soprattutto quando si cercano riposte a patologie non gravi e pericolose per la propria sopravvivenza, è altrettanto utile farsi un’idea di cosa sta succedendo o potrebbe accadere al nostro corpo. Evirando di fasciarsi la testa prima di cadere e dribblando magoni allo stomaco dove non ce n’è bisogno. Tranquillizzandosi, in poche parole, quando così deve andare.
    Personalmente, sono favorevole alla consultazione di internet. 

    Ben venga il Dottor Google, purché usato con un atteggiamento corretto, con intelligenza e con parsimonia.

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