Calazio all’occhio: con quali farmaci si cura?

Infiammazione delle palpebre che avviene senza particolare preavviso e può essere curata anche senza il ricorso all’operazione chirurgica

calazio all'occhio

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    Spunta all’improvviso, preceduto solo da un un indefinito fastidio alle palpebre dell’occhio: si tratta del calazio, nome tecnico dell’infiammazione che colpisce le ghiandole di Meibomio (cognome del medico che per primo le individuò) situate proprio all’interno delle palpebre. In altre parole, il calazio è un’infiammazione delle ghiandole lacrimali dalle fattezze simili ma non identiche a quelle del cugino orzaiolo. Si tratta di un problema piuttosto comune tra uomini e donne della fascia di età adulta, tra i 30 e i 50 anni, e non c’è distinzione tra palpebra superiore o inferiore: il calazio può svilupparsi in entrambe perché dipende, in buona sostanza, da quanto i canali dei dotti lacrimali sono ostruiti.

    Le cause del calazio

    Perché le ghiandole lacrimali si ostruiscono? Con il tempo, gli studiosi hanno individuato una serie di motivi, di varia natura, alla base di questo cortocircuito fisiologico. Innanzi tutto, il problema può essere ormonale: ognuno ha un sebo (secrezione corporea) diverso in base alla quantità di lipidi e altre sostanze più o meno dense prodotte dall’organismo, e se il sebo risulta essere troppo denso ecco che i dotti lacrimali corrono il rischio di essere otturati da quest’altro liquido corporeo. Spesso, infatti, chi già soffre di eczemi cutaneo o forme di dermatite rosacea è soggetto anche alla comparsa di calazi. Altre volte l’otturazione può essere causata da un forte squilibrio alimentare o da una scarsa igiene di occhio e palpebre. Ancora, un fattore precursore e scatenante del calazio può essere la blefarite, un’infiammazione che colpisce le stesse palpebre palpebre.

    Che cos’è un calazio?

    In termini pratici, la comparsa di un calazio inizia con il rigonfiamento della ghiandola: la palpebra si arrossa e notiamo una parte che si gonfia piano piano, accumulando liquido fino a quando si forma un accumulo sottocutaneo, duro ed elastico allo stesso tempo. Quando l’infiammazione si stabilizza, sulla palpebra dell’occhio si è innestato una specie di granulo, una cisti più o meno grande, dove sono accumulati lipidi ed enzimi batterici. Può succedere, alcune volte, che si formi più di un calazio se l’infiammazione interessa più ghiandole lacrimali limitrofe. Bisogna dire che spesso il calazio guarisce spontaneamente nel giro di un mese o poco più perché i liquidi che hanno causato l’ostruzione ghiandolare si riassorbono o vengono espulsi dall’occhio. In questo caso, però, c’è il rischio di recidiva, ovvero che l’infiammazione si ripresenti dopo alcune settimane: soprattutto se la causa del problema è di natura ormonale, quindi congenita, il calazio si presenta a intervalli intermittenti e può diventare un fastidio, estetico oltre che fisico, davvero importante per la persona che ne soffre.

    Calazio: rimedi farmacologici e non

    La soluzione più drastica per curare il calazio, qualora questo non passi spontaneamente, è sicuramente l’operazione chirurgica con la quale si rimuove la piccola cisti: si tratta di un’operazione semplice, breve, che prevede giusto un’anestesia locale dell’occhio interessato in modo da non provare dolore o fastidio mentre il chirurgo raschia via il grumo in eccesso.

    Come cura intermediaria, invece, rimane valido il ricorso ai farmaci:

    • corticosteroidi, o farmaci antinfiammatori, somministrati in forma sia di collirio, di crema oftalmica specifica per l’area dell’occhio e di unguento. Tra i più comuni si annoverano cloramfenicolo, idrocortisone, netilmicina e il triamcinolone;
    • antibiotici, per alleviare il calazio qualora sia causato da infezioni pre-esistenti come la blefarite. Tra le alternative più utilizzate ricordiamo cloramfenicolo, ofloxacina, tetraciclina e tobramicina.

    Infine, possiamo affermare che in caso di calazio un buon, vecchio e sano impacco di acqua calda non guasta mai. Se fatto con regolarità, infatti, un impacco caldo aiuta il riassorbimento dei liquidi e la distensione della cute: si tratta di un semplice procedimento che può essere adottato anche in assenza del calazio, semplicemente per tenere le palpebre rilassate e pulite il più possibile in modo da prevenire infiammazioni o infezioni.

    Fonti

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