Il fluoro fa male?

Da qualche anno vediamo sugli scaffali dei dentifrici senza fluoro. Si dice infatti che sia pericoloso per la salute, che faccia venire gravi malattie a grandi e piccini. Ma è proprio così?

Ragazzo giovane che si lava i denti

Sommario
    Tempo di lettura Tempo di lettura terminato
    0
    Time

    In sintesi

    • il fluoro non fa male, anzi: rinforza lo smalto dei denti e aiuta a prevenire la carie
    • un eccesso di fluoro può causare la fluorosi, un disturbo di lieve entità e senza conseguenze

    Qualche giorno fa ero al supermercato. Per completare la spesa mi mancava solo il dentifricio, e per prenderlo mi ero fermato al reparto cosmetici. I dentifrici erano allineati sullo scaffale. Ce n’erano per tutti i gusti: zenzero, carbone, menta, erbe aromatiche ed erbe medicinali. Siccome sono troppi, ogni volta che devo sceglierne uno entro in crisi. Da tirchio quale sono finisco sempre per prendere quello che costa meno, e festa finita.

    Ma prima di sceglierlo e andare via, li passo tutti in rassegna. C’erano i soliti dentifrici dalle proprietà miracolose: quelli che sbiancano, quelli che profumano, quelli che levigano. E poi c’erano quelli bio-natural-vegani, quelli senza-: senza parabeni, senza coloranti, senza conservanti. Senza fluoro.

    Quest’ultimo non l’avevo mai visto. Da quando il fluoro è diventato pericoloso? Quando ero bambino facevano le pubblicità in cui i produttori vantavano i loro dentifrici senza fluoro contro la carie.

    Negli ultimi anni però i benefici del fluoro sono stati messi in discussione.  Si è diffusa l’idea che il fluoro sia la causa di una serie di malattie molto gravi e che pertanto è meglio non utilizzarlo. I produttori da parte loro hanno raccolto questa idea e hanno cominciato a produrre dentifrici senza fluoro.

    Ma davvero il fluoro è così pericoloso come dicono? Oppure è una paura senza alcun fondamento scientifico? In questo articolo di Facciamo Chiarenza proviamo a rispondere a questa domanda

    Ma cos’è il fluoro e a cosa serve?

    Il fluoro è un minerale, elemento numero 9 della tavola periodica. In natura è molto diffuso: nei suoi vari composti si trova praticamente ovunque, nel suolo, nelle piante, nell’acqua, nelle rocce.

    Il fluoro si trova anche nel nostro organismo: la saliva ad esempio lo contiene. Ma è nelle ossa e nei denti che il fluoro si concentra maggiormente perché contribuisce alla loro mineralizzazione. Sin dagli anni ’50, numerosi studi hanno dimostrato che il fluoro è un elemento chiave per rendere i denti più resistenti alla carie. Anzi, la carenza di fluoro, insieme alla cattiva igiene orale e a una cattiva alimentazione, è uno dei principali fattori di rischio che possono portare allo sviluppo di disturbi del cavo orale.

    Il nostro corpo però non produce fluoro come fa con altre sostanze. Per questo motivo dobbiamo assumerlo con gli alimenti. Il tè nero, alcuni crostacei, alcuni tipi di vino, le patate e le carote sono alcuni degli alimenti che contengono più fluoro.

    Gli alimenti non sono la nostra unica fonte di fluoro. In Italia l’acqua potabile, sia quella del rubinetto che quella in bottiglia, fornisce una parte sostanziale del nostro fabbisogno.

    Non sempre però la dose di fluoro disponibile nell’ambiente è sufficiente. In alcuni paesi l’acqua non contiene dosi minime di fluoro e quello disponibile tramite gli alimenti e il dentifricio non basta a coprire il fabbisogno di fluoro necessario a prevenire la carie. Nei paesi in cui questo succede le autorità hanno provveduto alla cosiddetta fluorazione delle acque, cioè all’aggiunta di fluoro all’acqua potabile. Negli Stati Uniti è stato stimato che questa pratica ha permesso di ridurre del 25% l’insorgere di carie nei bambini e negli adulti.

    Ma il fluoro fa male oppure no?

    Non tutti però sono d’accordo sugli effetti benefici del fluoro. Secondo alcuni gli effetti benefici del fluoro sono annullati da alcuni disastrosi effetti collaterali. Per questa ragione sono nate in tutto il mondo associazioni per combattere contro l’uso del fluoro. Negli Stati Uniti ad esempio il Fluoride Action Network, è una delle principali associazioni a portare avanti questa battaglia.

    I fautori di questa posizione portano a sostegno delle loro tesi alcuni studi scientifici dai quali emergerebbe che il fluoro ha i seguenti effetti collaterali:

    • provoca danni neurologici irreversibili
    • danneggia la tiroide
    • è cancerogeno in quanto provoca l’osteosarcoma, un raro tumore alle ossa
    • ha effetti dannosi sulla salute riproduttiva dell’essere umano

    Ora, nella ricerca accade spesso che gli scienziati scoprano gli effetti collaterali di una sostanza che invece era creduta sicura. Le certezze di oggi possono essere messe in discussione domani. È così che funziona la scienza.

    Ma non sempre questo è vero: a volte, semplicemente, una conclusione che va contro l’idea dominante è semplicemente sbagliata. Questo può accadere per tante ragioni: lo studio può essere concepito male, i dati possono essere interpretati male o, semplicemente, ci possono essere degli errori nella raccolta dei dati, solo per citare i casi più frequenti e posto che lo scienziato sia in buona fede.

    Per questo prendere uno studio singolo e generalizzarne le conclusioni è sempre rischioso. La letteratura scientifica va sempre analizzata tenendo conto degli altri studi sull’argomento prima di trarre delle conclusioni generali.

    Situazioni di questo genere sono spesso all’origine di fantasiose teorie semi-scientifiche, che cioè si basano su un uso non corretto della ricerca scientifica. Il caso forse più famoso è quello che collega i vaccini all’autismo, regina delle teorie del complotto in medicina. Secondo i no-vax vaccinare i bambini li esporrebbe più al rischio di sviluppare l’autismo di quanto non li protegga effettivamente dalle malattie. A supporto delle loro teorie i no-vax citano alcuni studi secondo i quali ci sarebbe una forte correlazione tra vaccini e autismo.

    Il problema è che 1) non è detto che gli studi citati dai no-vax siano validi, anche se pubblicati su riviste scientifiche e 2) pochi studi che sostengono la correlazione tra vaccini e autismo sono nulla rispetto alla schiacciante maggioranza di studi che non hanno rilevato questo legame

    Con il fluoro è successa qualcosa di simile. Alcuni studi avrebbero evidenziato possibili effetti collaterali. Ma questi studi perdono di  significato alla luce di tutto l’insieme degli studi sul fluoro in cui non sono evidenziati effetti collaterali, che son la stragrande maggioranza. In quasi 70 anni non è stato dimostrato in maniera inequivocabile nessun danno causato dal fluoro mentre sono stati accertati i benefici.

    Occhio a non esagerare, la fluorosi è in agguato

    A dire il vero un problema legato all’assunzione di fluoro esiste ed è la fluorosi, un disturbo che si manifesta con delle chiazze sui denti, colpisce soprattutto i bambini ed è causata da un’eccessiva assunzione di fluoro nei primi 8 anni di vita, il periodo durante il quale si formano i denti. Si tratta però di un problema di lieve entità, un difetto estetico che non influisce in nessun modo sulla funzionalità dei denti.

    Per allontanare il rischio di fluorosi gli specialisti raccomandano di limitare l’utilizzo di dentifricio al fluoro nei bambini sotto i 6 anni perché i bambini di quest’età hanno la tendenza a ingoiare il dentifricio.

    Ma fluorosi a parte il fluoro non fa male. Un ampio numero di studi ha dimostrato in maniera inequivocabile che questo elemento è fondamentale per aiutare denti e ossa a stare sempre forti e in salute. Rinunciare al fluoro sulla base di una lettura incompleta e decontestualizzata della letteratura scientifica è completamente irrazionale e, questo sì, pericoloso per la nostra salute.

    Fonti

    Lascia il tuo commento

    Non verrà mostrata nei commenti
    A Good Magazine - Newsletter
    è il contenuto che ti fa bene! Resta aggiornato sulle malattie digitali

    Ho letto e accetto le condizioni di privacy