Aborto farmacologico, svolta in Toscana. La pillola abortiva arriva in ambulatorio

È la prima regione italiana in cui sarà consentito. Una procedura che permetterà di accedere all’interruzione di gravidanza senza dover ricorrere al ricovero ospedaliero. Un altro tassello che si inserisce nel mosaico dei diritti a cui si può accedere grazie alle opportunità offerte dalla scienza.

Pillola aborto in ambulatorio in Toscana

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    Un passo avanti per il riconoscimento dei diritti delle donne che amplia le possibilità di accesso a una pratica già difficile di per sé come l’interruzione di gravidanza. La Toscana diventerà la prima regione in Italia in cui la pillola RU486 potrà essere somministrata anche al di fuori dell’ambito ospedaliero, in ambulatori preposti. 

    Lunedì 29 giugno la giunta regionale approverà un protocollo per garantire l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica come prestazione ambulatoriale.

    La svolta

    La delibera a riferimento al parere del Consiglio sanitario regionale che nel 2014, che aveva specificato che la pillola poteva “essere erogata anche negli ambulatori funzionalmente collegati agli ospedali, così come recita la legge 194” (la legge del 22 maggio 1978 che ha depenalizzato e disciplinato le modalità di accesso all’aborto). Una scelta che arriva dalla stessa regione che ordinò per prima la pillola abortiva facendola arrivare dall’estero e proporla come alternativa al certamente più invasivo e debilitante aborto chirurgico.

    Una nuova conquista, dunque, che va incontro a tutte le donne che devono confrontarsi con una scelta di per sé già difficile per cui la scienza ha fornito un’alternativa valida e sicura all’aborto chirurgico.

    Come si applicherà l’interruzione di gravidanza in Toscana 

    Ci sarà una tariffa ambulatoriale da dover sostenere, dovranno essere implementate le informazioni e i riferimenti relativi al percorso di interruzione volontaria di gravidanza e dovrà essere garantita la privacy per tutto il percorso che si svolgerà in adeguati setting di accoglienza negli ambulatori preposti.

    La pillola RU486

    La RU486 è un antiprogestinico utilizzato come farmaco ( in associazione con una prostaglandina) per indurre l’interruzione della gravidanza farmacologica. La RU486 è stata introdotta in Italia dopo una lunga battaglia solo nel dicembre 2009, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’autorizzazione all’immissione in commercio. In Italia e in Francia il farmaco è commercializzato con il nome Mifegyne e negli Stati Uniti col nome di Mifeprex.

    La pillola RU486 ha introdotto un’importantissima novità per le donne ai primi mesi di gravidanza, che possono scegliere tra l’aborto chirurgico e quello farmacologico. Al momento la pillola abortiva può essere somministrata solo in ambito ospedaliero e con obbligo di ricovero, dal momento dell’assunzione del farmaco fino alla certezza dell’avvenuta interruzione della gravidanza. La Toscana sarà la prima Regione in cui sarà possibile assumere la RU486 al di fuori dell’ambito ospedaliero.

    Come funziona l’aborto farmacologico

    In genere l’aborto farmacologico viene praticato in ospedale con modalità di ricovero in day hospital. Il farmaco viene consegnato alle donne che intendono interrompere la gravidanza entro il 49esimo giorno di assenza di ciclo. Dopodiché, se non si verificano particolari condizioni, vengono dimesse e invitate a tornare in ospedale per assumere un altro medicinale.  Si tratta di un’opzione non chirurgica per le donne che intendono interrompere la gravidanza entro la settima settimana. Insieme al mifepristone (molecola della RU486) è necessario assumere anche la prostaglandina. Rispetto ai metodi tradizionali, l’aborto con la Ru486 non richiede né anestesia né l’intervento chirurgico e, se assunta correttamente, funziona nel 95% dei casi. 

    L’aborto farmacologico in Italia

    Oggi solo in cinque regioni d’Italia (Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Lazio e Puglia) si può praticare l’aborto in day hospital. In tutto il resto del paese sono obbligatori i tre giorni di ricovero e in Sicilia la pillola RU486 non è ancora arrivata.

    Naturalmente è molto importante conoscere i metodi anticoncezionali e scegliere il più adatto alle proprie esigenze.

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    Fonti

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