Microbiota intestinale e cattiva digestione: ecco cosa c’è da sapere

Dispepsia funzionale e microbiota intestinale? C’è una correlazione. A rivelarlo l’ultimo studio pubblicato a maggio 2020 sulla rivista scientifica Microrganism che spiega l’associazione di causa effetto tra la salute del nostro intestino e la patogenesi che causano la cattiva digestione.

Alterazioni microbiota intestinale

Sommario
    Tempo di lettura Tempo di lettura terminato
    0
    Time

    Dispepsia funzionale e microbiota intestinale? C’è una correlazione! A rivelarlo l’ultimo studio pubblicato a maggio 2020 sulla rivista scientifica Microrganism che spiega l’associazione di causa effetto tra la salute del nostro intestino e la patogenesi della dispepsia funzionale. Nella patogenesi della dispepsia funzionale sono implicati diversi meccanismi fisiopatologici. Il modificarsi quantitativo o qualitativo del microbiota gastroenterico evidenzia la relazione della disbiosi intestinale con la gravità della sintomatologia.

    Perché questa scoperta è così importante?

    Le interazioni tra microbiota e organismo ospite possono portare a un nuovo approccio terapeutico mirato che coinvolga l’impiego integrato di probiotici e prebiotici, efficace nel trattamento dei molteplici aspetti della malattia.

    Andiamo per gradi: che cos’è la dispepsia, meglio nota come cattiva digestione?

    La dispepsia è uno tra i più frequenti disturbi gastrointestinali ed è comunemente descritta come ‘cattiva digestione’. Si tratta di una alterazione delle funzioni digestive a livello dello stomaco che si manifesta solitamente dopo i pasti. È un malessere che testimonia la difficoltà da parte degli organi del sistema digerente a svolgere la loro funzione di scissione e assimilazione del cibo. Può colpire a ogni età e comprende i sintomi dell’indigestione, anche se può presentarsi con sintomi diversi.

    Quali sono i sintomi?

    Dolore, bruciore o fastidio localizzato nella parte superiore dell’addome. È in questo modo che si presenta la dispepsia, non di rado accompagnata da eruttazioni, flatulenze o borborigmi intestinali oppure nausea e vomito. Di solito, la sintomatologia si presenta durante o subito dopo i pasti. Non mancano all’appello, gonfiore intestinale, estrema sazietà (anche in casi in cui non si è mangiato in modo esagerato), stitichezza o diarrea. Anche l’alito cattivo può essere un campanello d’allarme: a produrre cattivo odore il ristagno del cibo nello stomaco che risale attraverso le vie respiratorie. A questi sintomi localizzati nel tratto intestinale se ne possono associare altri più generali come la sonnolenza, il mal di testa, l’irritabilità, il calo dell’attenzione e della concentrazione.

    Quali sono le cause?

    La maggior parte dei casi di dispepsia è legata a un eccesso di secrezione di succhi gastrici o a un ritardo nello svuotamento dello stomaco: l’aumento della secrezione acida può finire per danneggiare la mucosa gastrica e l’esofago. Il malessere può essere connesso anche a cattive abitudini alimentari, come consumare pasti in fretta o masticare poco, a un errato stile di vita che si mantiene nel tempo e allo stress. Cosa accade quando si ingerisce del cibo troppo velocemente senza masticare bene? Nello stomaco e nell’intestino si accumulano grandi quantità di aria (aerofagia) che rendono molto più faticosa la digestione.
    Altri fattori che possono agevolare la comparsa della dispepsia sono: l’abitudine a consumare pasti troppo abbondanti, ricchi di grassi e fritti, il ‘salto del pasto’ con il recupero in abbuffate, il consumo eccessivo di alcol e caffè, la vita sedentaria e il fumo. La nicotina infatti è nemica del buon funzionamento dell’apparato gastrointestinale: una volta entrata nell’organismo, aumenta la produzione di acido nello stomaco e riduce la produzione di prostaglandine (sostanze protettive dello stomaco). All’origine del disturbo può esserci anche l’assunzione prolungata di farmaci, per esempio antidepressivi o un’infezione da Helicobacter pylori, che può determinare la comparsa di gastriti. Allo stesso modo non praticare attività fisica non aiuta il nostro organismo, per questo, anche una camminata dare un contributo importante alla digestione oltre ad apportare altri benefici che raccontiamo nel nostro articolo Una lunga camminata, ecco tutti i benefici.

    Quali sono le buone abitudini da seguire a tavola? Ne parliamo nel nostro articolo Equilibrio in tavola: mangiare bene (e meglio) si può

    “Pronto, dottore…?”: quando contattare il medico

    Di solito il sintomo può scomparire nel giro di qualche giorno, ma se il dolore è particolarmente acuto e persiste per più di dieci giorni, se si osserva una significativa diminuzione dell’appetito e dimagrimento, se si manifesta vomito con tracce di sangue è bene rivolgersi al proprio medico di famiglia: potrebbe essere il campanello d’allarme per un problema più serio.

    Prima di tutto? Prevenzione!

    La dispepsia funzionale si cura principalmente a tavola. È importante assicurarsi una nutrizione sana ed equilibrata e seguire abitudini corrette come masticare lentamente, fare pasti regolari e ridurre stress e ansia. Per non appesantire la digestione è bene evitare piatti troppo elaborati o pesanti. Frutta e verdure aiutano a proteggere la salute dell’apparato digerente.

    Fonti

    Lascia il tuo commento

    Non verrà mostrata nei commenti
    A Good Magazine - Newsletter
    è il contenuto che ti fa bene! Resta aggiornato sulle malattie digitali