Come riconoscere e curare l’artrosi della colonna vertebrale nei cani

Una malattia degenerativa che colpisce soprattutto i cani anziani e diventa pericolosa se non trattata accuratamente

artrosi cane

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    Partiamo dalla definizione: quando l’artrosi, una patologia che colpisce le articolazioni del corpo, si concentra sulla colonna vertebrale, prende il nome di spondiloartrosi. Purtroppo, come molti che hanno cani sanno, la spondiloartrosi non risparmia i nostri amici a quattro zampe e anzi, se si presenta in forme gravi, può condurre a gravi debilitazioni per l’animale. Esiste, infatti, la cosiddetta spondilosi deformante, una versione della spondiloartrosi che può addirittura provocare malformazioni permanenti nei cani. Si tratta di una malattia degenerativa che però, come vediamo di seguito, è possibile gestire e trattare nel migliore dei modi.

    Spondiloartrosi, sintomi e come riconoscerla

    L’artrosi della colonna vertebrale è una malattia degenerativa che colpisce i cani, caratterizzata in buona sostanza da un’usura precoce dei dischi e delle giunture della colonna. Non si tratta per forza del risultato di un’infiammazione, anche se spesso altre malattie infiammatorie “minori” come l’osteoartrite, se non trattate, possono avere come risultato la spondiloartrosi. La versione definita deformante di questa artrosi è quella per la quale lungo la colonna vertebrale si sviluppano delle escrescenze ossee innaturali, che provocano appunto la deformazione della struttura stessa del corpo del cane.

    In base all’area di colonna vertebrale interessata dall’artrosi, si individuano tre macro-categorie:

    • cervicale, quando la patologia colpisce il collo della colonna;
    • toracica, quando è interessata la regione mediana della colonna;
    • lombare, quando la parte colpita di colonna è quella inferiore;
    • multilivello, se le regioni di colonna vertebrale con artrosi sono più di una.

    La difficoltà maggiore sta nel fatto che molti cani sono asintomatici rispetto all’artrosi della colonna vertebrale, salvo casi in cui usura e deformazione ossea sono talmente pronunciate da schiacciare i nervi vicini o comprimere seriamente il midollo spinale. Ci sono comunque campanelli d’allarme da tenere ben presenti. Se il cane inizia a muoversi in modo strano o appare dolorante in determinate posizioni, se assume una postura eccessivamente rigida oppure, ancora, se ha le zampe posteriori apparentemente deboli potrebbe essere spondiloartrosi.

    Cause di artrosi canina

    Sembra, in base alle informazioni raccolte in campo veterinario finora, che la spondiloartrosi sia legata sia all’invecchiamento del cane sia a una genetica o traumatica instabilità della colonna vertebrale stessa. L’artrosi, come accade per l’essere umano, è in effetti una malattia abbastanza tipica dell’età avanzata: anche nei cani, più questi invecchiano più i tessuti molli responsabili della stabilizzazione dei dischi della colonna vertebrale degenerano e perdono elasticità. Le conseguenze di questa degenerazione naturale portano all’usura tipica dell’artrosi. Un altro motivo potrebbero essere traumi di varia natura, ad esempio se il cane sbatte per qualche motivo, cade da una certa altezza, riceve colpi forti alla schiena: una forte pressione sulle articolazioni vertebrali può essere determinante. Ancora, se il cane soffre una condizione di sovrappeso che provoca un’eccessiva tensione della colonna vertebrale fino alla sua degenerazione. Se volessimo fare un elenco di cause in base alla probabilità, sarebbe il seguente:

    • età, laddove un cane più anziano (ricordiamo che un cane di 8-10 anni è considerato anziano) ha più probabilità di subire traumi e logoramento alla colonna vertebrale rispetto ai cani più giovani;
    • attività quotidiane, specialmente per le razze canine sfruttate dal lavoro o dallo sport umano;
    • taglia del cane, le razze più grandi sembrano statisticamente più predisposte all’artrosi;
    • fattori genetici o riassestamento ormonale dopo la sterilizzazione. 

    Trattamento e prevenzione della spondiloartrosi canina

    Essendo una patologia degenerativa, è praticamente impossibile attivare una cura definitiva contro l’artrosi della colonna vertebrale. Quello che il veterinario può fare è attivare una terapia di contenimento dei sintomi che il cane presenta: farmaci analgesici per alleviare il dolore, farmaci condro-protettori per cani in modo da “nutrire” e rafforzare le articolazioni intervertebrali, riabilitazione fisica se necessaria (fisioterapia, agopuntura ecc.), intervento chirurgico nei casi più estremi, quando bisogna decomprimere manualmente un’area della colonna vertebrale.
    Se queste sono le contromisure possibili una volta diagnosticata la spondiloartrosi – per la diagnosi è sufficiente una visita obiettiva del veterinario corroborata da una radiografia sul cane – non dobbiamo dimenticarci le buone pratiche di prevenzione, che aiutano a ritardare la comparsa dei sintomi. La prima, in tal senso, è la dieta cui sottoponiamo il nostro cane che deve essere bilanciata per evitare l’obesità. Poi ancora l’esercizio fisico: non serve far faticare troppo l’animale o porlo sotto eccessivo sforzo, è sufficiente un po’ di movimento quotidiano che lo tenga in salute unito a una routine di riscaldamento qualora il cane pratichi un qualche tipo di sport professionale. Necessari, inoltre, sono i check-up periodici del veterinario.

    Quanto può vivere un cane con l’artrosi alla colonna vertebrale?

    Impossibile determinarlo, essendo una malattia che colpisce gli animali a età differenti, in modo diverso ogni volta e con effetti differenti in base alla salute del cane. Si può dire che la maggior parte delle volte non c’è da preoccuparsi: se seguiamo i consigli del veterinario e le buone pratiche prima descritte il nostro cane, anche se con qualche acciacco dovuto all’artrosi, può continuare a vivere una vita felice e tranquilla. Il caso peggiore che può presentarsi è, come anticipato, la spondilosi degenerativa: se le radici nervose della colonna vertebrale sono fortemente compresse e il dolore causato all’animale è molto molto forte o, addirittura, subentrano ripercussioni neurologiche e motorie, si può pensare all’eutanasia canina. È una scelta difficilissima e dolorosa per chi ama il proprio cane, ma se è in gioco il benessere di quest’ultimo è un’alternativa da valutare, soprattutto perché sappiamo che più l’età avanza, più i problemi aumentano.

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