Il sapore “salato” dell’eccitazione: perché lo sentiamo?

Tra tutte le reazioni che abbiamo quando siamo eccitati, quella di percepire un sapore salato è forse la più curiosa: a cosa è dovuto?

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    Percezione del sapore e adrenalina: il “salato”, quale piacere dei sensi?

    “Poi, con suo gran stupore, sentì […] una sostanza salata dissolversi nella sua bocca: preannunciava il desiderio…” – scriveva Anaïs Nin ne Il delta di venere. 

    Quando siamo eccitati sentiamo un sapore “salato” in bocca. Ci avete mai fatto caso? Questo è il momento di saperne di più su questo aspetto dell’eccitazione! Cominciamo, prima di tutto, con il capire perché questo avviene e cosa potrebbe significare a seconda dei casi.

    1. Che tipo di fenomeno è?
    2. Psicologia, chimica, fisiologia?
    3. Qual è l’origine?

    Secondo alcuni studi neurologici e psicologico/psicofisiologici, la percezione del sapore/gusto “salato” è associata a quei momenti di:

    • eccitazione
    • sicurezza
    • coraggio
    • paura
    • agitazione
    • stress
    • entusiasmo
    • interesse

    Tutto questo ci riconduce verso un’unica parola: adrenalina.

    Alcune risposte a questo fenomeno: corpo e mente come chimica e fantasia

    L’adrenalina, detta altrimenti epinefrina, è un ormone secreto dalle ghiandole surrenali (mediatore chimico dei vertebrati) e un neurotrasmettitore (è prodotta in alcuni neuroni del sistema nervoso centrale) appartenente a una classe di sostanze chiamate catecolammine. Nell’economia dell’organismo svolge una funzione specifica legata, appunto, a quelle situazioni particolari sopracitate attraverso la sua azione vasocoscrittrice generalizzata sulle arterie (ad eccezione delle coronarie sulle quali agisce con un’azione vasodilatratrice, aumentando il calibro dei vasi sanguigni). Inoltre, entrano in gioco l’intensificarsi della respirazione e l’attivazione delle scorte energetiche.

    In che modo questa mette in condizioni l’organismo di reagire a tutte quelle situazioni esterne (ansia, paura, preoccupazione, curiosità ecc.)? Come e perché, più specificatamente, è legata alla condizione di eccitazione (e, dunque, a quell’insieme di reazioni psicologiche e fisiologiche)?

    La questione è anche psicologica: l’immaginazione, il gioco, il sogno – come ci ricorda molta parte della letteratura erotica – stimolano e modificano l’agire, il reagire, le percezioni, le emozioni, le sensazioni.

    Nel particolare ambito legato sfera sessuale, è nella chimica del corpo la risposta?

    “C’è una tensione di iperattività, di iperespansione, un desiderio di raggiungere ancora quell’alta cima di gioia” – scrive, sempre Nin, nei suoi diari.

    Adrenalina ed eccitazione: una relazione possibile tra “scariche” di piacere e di paura

    Abbiamo detto che in questi casi le pulsazioni del cuore aumentano nella loro forza e nella frequenza contrattile. Così, anche:

    • bronchi
    • pupille
    • vasi sanguigni (dei muscoli appendicolari e del sistema circolatorio coronarico) che tendono sempre più a dilatarsi

    A livello funzionale epatico, invece, viene stimolata dal processo metabolico definito con il termine di “glicogenolisi”.

    In linea alla spinta nella preparazione dell’organismo allo sforzo fisico, i processi digestivi subiscono, sensibilmente, un rallentamento proprio mente i vasi sanguigni cutanei e periferici sono costretti e la pressione arteriosa sistemica aumenta.

    Entro un paio di minuti – durante una situazione stressogena – l’adrenalina viene rilasciata, con estrema rapidità, nel sangue. Questa, invia impulsi ripetuti al nostro corpo per creare una risposta specifica. L’adrenalina innesca, così, la sua risposta/reazione, sia essa stessa lotta o fuga del corpo. Tale reazione provoca la dilatazione dei passaggi d’aria per fornire ai muscoli lo spazio necessario all’ossigeno per riuscire a “combattere”/ “contrastare” il pericolo o per fuggire. I vasi sanguigni, come già accennato, si contraggono per reindirizzare il flusso di sangue verso i principali gruppi muscolari, inclusi il cuore e i polmoni.

    L’influenza che stress e ansia hanno sui nostri sensi sono stati spesso oggetto di studio. Lo ha pubblicato Adacta International scrivendo che “nel 2006 l’Università di Nottingham aveva ipotizzato che la causa delle alterazioni sensoriali nei soggetti affetti da stress o ansia fosse dovuta a due neurotrasmettitori, che in questi soggetti non funzionano correttamente. La cosa curiosa tuttavia è che mentre l’ansia produce una minor percezione del dolce e del salato, lo stress agisce in modo opposto. Questo accade perché – a dispetto di quanto spesso riteniamo – stress e ansia sono due cose diverse: il primo rappresenta una risposta biologica ad un’esperienza (ambientale, psicologica, o fisica) che fa scattare una sorta di allarme rosso sui nostri sensi. La seconda è invece una risposta cognitiva che porta con sé sentimenti di preoccupazione, nervosismo e apprensione”.

    L’adrenalina è altrimenti detta, più comunemente, “ormone della paura”. Le ragioni di tale appellativo risiedono proprio nel fatto che è  legata a tipiche situazioni da “brivido eccitante”. Viene, infatti, rilasciata in tutti quei momenti che comportano rischio e pericolo, provocando emozioni come la paura e lo stress, sia sul piano fisico che su quello emotivo. È pur vero, come spiegato, che questo “mediatore” azionante “scarica elettrica” nelle reazioni del corpo può essere prodotto come conseguenza a situazioni di eccitazione.

    E l’eccitazione, a suo modo, può essere legata a insorgenze, quali:

    • esposizione a luci/led molto intense/i
    • forti rumori/frastuoni
    • dolore fisico
    • ipoglicemia
    • ipotensione

    Per cui, anche durante l’approccio sessuale corpo e mente si abbandonano a plurime esperienze e sensazioni amplificate. Come quando un personaggio del romanzo Chocolates for Breakfast, diceva che “la paura cresceva con l’incontrollabile emergere e moltiplicarsi delle emozioni”. E proseguiva con “reazione”, “eccitazione”: “[…] Aveva sentito la sua sfida e aveva risposto.”

    È stato, per l’appunto, dimostrato più volte – nel campo della ricerca scientifica – che quando siamo eccitati siamo anche più coraggiosi. La capacità del corpo di sentire dolore diminuisce proprio a causa dell’adrenalina, motivo per il quale possiamo continuare a correre o combattere il pericolo anche quando siamo feriti. Lo stesso vale per lo sforzo fisico portato all’estremo/al picco nelle situazioni di intimità erotica. L’adrenalina provoca un notevole aumento della forza e delle prestazioni fisico-mentali, nonché di una maggiore consapevolezza del proprio sé. Dopo che lo stress si è attenuato, l’effetto dell’adrenalina può comunque protrarsi per un’ora. Così, come lo stato di eccitazione e la percezione del “salato” in bocca. La sua funzione consiste, quindi, nel garantire e azionare superiori livelli di energia ai muscoli,  incanalando tutte le risorse verso gli organi e le attività principali (attraverso i medesimi effetti di vasocostrizione e vasodilatazione selettiva e l’inibizione delle funzioni superflue/non essenziali).

    Fonti

    Adacta International

    Affaritaliani.it 

    Greenme 

    Hormone Health 

    Medicina Online

    Moore P., Chocolates for Breakfast, 1956, trad. it. Francesca Mastruzzo, Cioccolata a colazione, Mondadori, Milano, 2014, p. 157.

    Nin A., Delta of Venus, trad. it. Delfina Vezzoli, Il delta di venere, Bompiani, Milano, 2013, p. 88.

    Nin A., INCEST, The unexpurgated Diary of Anaïs Nin 1932-1934, trad. it. Francesco Saba Sardi, Incesto, Bompiani, Milano, 1993, p. 8.

    Science.gov 

    Velvet

    Wikipedia

     

     

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