Muffe domestiche: cause, rimedi e rischi per la salute

Un problema comune a molti, dalle conseguenze dannose per la salute: è possibile prevenire le muffe domestiche? E cosa fare se si presentano in casa?

Muffe domestiche come combatterle

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    Si insinuano nelle nostre abitazioni mettendo a repentaglio la nostra salute. Sono le muffe e in questo articolo vi spieghiamo come nascono, come si riconoscono, quali sono le (riconosciute) conseguenze sul nostro fisico e come è possibile prevenire la loro comparsa o, nel caso, eliminarle.

    Ma prima di tutto partiamo rispondendo alla prima e fondamentale domanda: cos’è una muffa?

    Che cos’è la muffa e come nasce?

    Quando parliamo di muffa ci riferiamo a vari “funghi” microscopici che crescono in maniera esponenziale all’interno di ambienti umidi. Nemici che proliferano alla velocità della luce formando sulla superficie uno strato filamentoso e peloso. Organismi resistenti che volano letteralmente ovunque, persino nello spazio e che invadono le nostre campagne e le nostre città, soprattutto in estate e in autunno quando trovano un clima a loro favorevole. 

    Le superfici umide, come già detto, sono il loro terreno preferito per moltiplicarsi e basta aprire la finestra di casa per far depositare le muffe all’interno dell’abitazione. Tetti difettosi, crepe nel muro o semplicemente una tubatura rotta permettono all’umidità di infiltrarsi, favorendo in questo modo l’arrivo di questi ospiti indesiderati. Si formano così le cosiddette muffe domestiche. Che non sono di un solo tipo. 

    Muffe fantastiche e come riconoscerle

    Do you know your enemy? Per poter combattere il proprio nemico bisogna saperlo riconoscere. Le muffe (domestiche) sono tante, milioni di milioni. 

    Ecco la lista in rigoroso ordine alfabetico delle principali tipologie di muffe e le loro caratteristiche:

    • Aspergillus. La riconoscete per il colore che varia tra il verde scuro e il nero ed è anche quella più comune
    • Cladosporium. È friabile e porosa e il suo colore è fra il nero e il marrone. Si deposita soprattutto su carta, cartone, legno e cotone quando sono in fase di deperimento. È conosciuta anche con il nome di “muffa nera”
    • Penicillium. Il colore in questo caso passa dal grigio al verde e la trovate sul cibo avariato o in posti in cui il livello di umidità è particolarmente elevato
    • Phoma. I suoi posti preferiti sono il bagno e la parte superiore delle finestre. Inconfondibile per il suo intenso colore nero
    • Scopulariopsis. Era la muffa che compariva sulle vecchie carte da parati, quelle che contenevano pigmenti di arsenico. Le nuove carte per decorare casa sono ormai prive di questa sostanza, non permettendo la comparsa di questa tipologia. 
    • Stachybotrys. Caratterizzata da un colore tra  il marrone e il nero è particolarmente tossica. Si deposita sui muri, sui soffitti e sui materiali a base di cellulosa

    Indipendentemente dalla muffa con cui abbiate a che fare, avrete capito, non fanno esattamente bene alla salute. Vendiamo quali sono le principali conseguenze sul nostro benessere fisico. 

    Muffe domestiche: conseguenze sulla salute

    Sebbene sia difficile circoscrivere tutti i casi di allergie provocate dalle muffe (essendo molte e con caratteristiche diverse), è appurato che il problema è localizzato nel punto del corpo con cui la muffa entra in contatto e le parti più colpite sono le mucose, per via della mancanza di uno strato protettivo.

    I sintomi possono andare da un semplice prurito o dermatite fino a un restringimento delle vie respiratorie, con la conseguenza di provocare delle crisi asmatiche; irritazione degli occhi, del naso e della gola sono invece il risultato della permanenza in appartamenti umidi. L’odore sgradevole, tipico della muffa, può invece portare al manifestarsi di nausea, mal di testa, stanchezza e insonnia.

    Ma non finisce qui. Il ceppo dell’Aspergillus, tra i più pericolosi, può provocare:

    • Aspergillosi broncopolmonare allergica. Malattia polmonare che, se non trattata, rischia di portare a gravi conseguenze sul sistema respiratorio, mettendo a repentaglio la vita soprattutto dei malati cronici di asma
    • Aspergilloma. È il proliferare all’interno delle cavità paranasali e dei polmoni di Aspergillus, nelle persone affette da enfisema o tubercolosi. L’agglomerarsi di aspergilloma compromette il tessuto sano, provocando emorragie polmonari

    La presenza di muffe all’interno delle abitazioni è largamente diffusa e in base a una ricerca condotta da Allan Lieberman del Center for Occupational and Environmental Health del South Carolina (USA), la percentuale più alta di casi di persone colpite dalle muffe denunciava dolori muscolari o articolari. Infine, pazienti immunodepressi, malati di cancro o che hanno subito un trapianto sono soggetti a rischi, potenzialmente letali. Con le muffe, insomma, non si scherza. 

    Come poter mantenere quindi i nostri ambienti in sicurezza, insieme alla nostra salute? Ecco quali indicazioni seguire.

    Regole per prevenire le muffe

    Come recita il detto, prevenire è meglio che curare. È quello che pensa l’Organizzazione Mondiale della Sanità e anche il nostro Ministero della Salute che ha redatto una lista di regole per ridurre l’esposizione alle muffe:

    • assicurarsi che i muri esterni, le fondamenta, i sottotetti e l’attico siano isolati e ben ventilati (fondamentali i cappotti termici)
    • cercare di mantenere all’interno dell’abitazione un’umidità inferiore al 50% (numerosi i dispositivi domotici che se ne occupano automaticamente)
    • assicurarsi che non via sia terra o altro materiale che possa drenare l’umidità a diretto contatto con i muri della casa
    • non usare tappeti o moquette in zone con alta umidità come bagno, cucina, lavanderia
    • non lasciare i vestiti stesi ad asciugare per molto tempo in ambienti chiusi e poco ventilati
    • cercare di eliminare fenomeni di condensa che spesso sono causa di umidità; in presenza di condense è consigliabile aerare frequentemente l’ambiente oppure utilizzare specifiche vernici anticondensa
    • eliminare (e prevenire) le macchie di muffa con tinture speciali antimuffa a base di acqua
    • assicurare la corretta manutenzione di umidificatori e condizionatori e del sistema di ventilazione meccanica, in particolare delle bocchette esterne e dei filtri
    • pulire regolarmente le guarnizioni dei frigoriferi; vuotare e pulire frequentemente le vaschette dell’acqua nei frigoriferi autosbrinanti
    • lavare regolarmente le tende della doccia, il lavandino, la vasca e le pareti di bagno e cucina con candeggina
    • limitare il numero delle piante ornamentali (le muffe possono essere aerodisperse quando le piante sono reinvasate, spostate o annaffiate, e comunque aumentano l’umidità ambientale)
    • i depuratori di aria muniti di filtri adeguati possono essere efficaci nel rimuovere le spore fungine

    Ma se proprio non è stato possibile seguire queste regole e ci si trova a fare i conti con questi ospiti? 

    Rimuovere le muffe

    La rimozione delle muffe non è sempre una procedura semplice e nei casi più difficili è opportuno avvalersi di un esperto. Per prima cosa però bisogna:

    • identificare e ridurre la fonte di umidità
    • valutare se è possibile rimuovere la muffa da soli o se è meglio avvalersi di un professionista 

    Se la muffa è provocata dalla “condensa” (e non da acque reflue o altri tipi di acque) e la zona interessata è inferiore a 1 metro quadrato, possono essere seguite le Linee guida internazionali dell’EPA (Ente protezione ambientale americano). 

    Una lista di buone pratiche che è consigliato seguire può essere in ogni caso la seguente:

    • dotarsi di dispositivi di sicurezza. Se il lavoro di asportazione viene effettuato autonomamente servono per non respirare le spore ed evitare che si diffondano nell’ambiente
    • indossare mascherina protettiva, occhiali e guanti. Proteggono il naso, gli occhi e le mani. Indossare preferibilmente dei guanti di gomma lunghi. 
    • utilizzare sacchi di plastica per eliminare (o portare via) tende, vestiti ammuffiti, tappeti, moquette e stracci
    • aprire le finestre, chiudendo la relativa porta della stanza per evitare che le spore si possano diffondere nel resto dell’abitazione
    • preparare un secchio d’acqua con del detergente. Serve per il lavaggio a mano dei capi di abbigliamento e degli stracci da eliminare dopo averli utilizzati
    • passare con straccio e sapone sull’area interessata dalla presenza della muffa, utilizzando in seguito un panno asciutto per la rimozione dell’umidità
    • Eliminare ogni traccia di umidità dalle superfici e con aspirapolvere dotato di filtro HEPA (High Efficiency Particulate Air) rimuovere le spore in eccesso

    Anche la legge si è occupata della questione e, a partire dalla fine degli anni ‘90 del secolo scorso, sono numerose le sentenze inerenti i problemi di insalubrità legate alla presenza di umidità e muffe

    Insomma si tratta di nemici fastidiosi, invadenti e pericolosi. Da non sottovalutare assolutamente e da combattere, in sicurezza, affidandosi se necessario a dei professionisti.

     

    Fonti

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