Come riconoscere la disgrafia fuori e dentro la scuola

Quali sono i segni evidenti della disgrafia? E come possiamo intervenire per aiutare il bambino?

bambino fa i compiti

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    Avere difficoltà a rispettare gli spazi o la punteggiatura, essere lenti a scrivere, disegnare caratteri di grandezze diverse… Non si tratta di pigrizia o di disinteresse per lo studio, ma probabilmente sono i sintomi evidenti della disgrafia, un disturbo dell’apprendimento che si sviluppa in età prescolare. Le difficoltà affrontate da chi soffre di questa problematica sono numerose, dovute soprattutto alla poca conoscenza nei confronti del disturbo. Per tanti educatori e genitori è facile affermare che un bambino non abbia voglia di studiare, quando invece possono esserci difficoltà diverse da affrontare. Cosa si può fare, allora?

    Cercare di riconoscere la disgrafia è un primo passo importante per aiutare i bambini ad affrontare il disturbo nel migliore dei modi, diminuendo il loro disagio e facendo informazione.

    Che cos’è la disgrafia?

    La disgrafia fa parte dei DSA, ovvero dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, una branca di disturbi al cui interno sono presenti anche la dislessia e la discalculia. Riguarda soprattutto la scrittura compromessa di parole e numeri, unita a una difficoltà nella gestione degli spazi, della punteggiatura e di una scrittura poco chiara e leggibile. Fa riferimento soltanto al controllo degli aspetti grafici della scrittura manuale, collegandosi a una scarsa coordinazione motorio-esecutiva della prestazione e non, come molti pensano, agli errori ortografici.

    Per anni si è pensato che una scorretta calligrafia fosse dovuta alla pigrizia e alle scarse capacità di apprendimento del bambino. Tanti studenti faticano a far apparire la scrittura in modo omogeneo su una riga e spesso non riescono a ricordare quello che deve essere riportato per scritto. Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali-5 (DSM-5) viene utilizzato però un altro termine per descrivere la disgrafia: perdita di espressione scritta. Questo perché coloro che ne soffrono faticano molto in questo compito a livello motorio e cognitivo. Se ci sono delle avvisaglie nel bambino, è bene eseguire subito una diagnosi accurata che possa confermare o meno la presenza di questo disturbo, così da evitare eventuali disagi nello studente. Soprattutto perché, secondo il rapporto del 2020 del Ministero dell’Istruzione, gli alunni disgrafici sono pari all’1,2% del totale dei frequentanti nella scuola primaria e all’1,4% nella scuola secondaria. Questi dati sottolineano l’importanza di una presa di coscienza da parte dei genitori e degli insegnanti, così da non ridurre i bambini a frasi come “Non ha voglia di studiare” o “Non si impegna abbastanza”: forse, dietro, c’è un motivo diverso e più importante a cui prestare attenzione.

    Quali sono le cause della disgrafia?

    Quando si parla del processo di scrittura, le componenti che entrano in gioco sono diverse, tra cui la coordinazione occhio-mano, la rapidità motoria e le abilità motorie. Ecco, queste caratteristiche in un bambino che soffre di disgrafia sono compromesse. Quali sono i motivi?

    In realtà, le cause della disgrafia non sono ancora state individuate con precisione, ma potrebbero essere legate a un deficit nella memoria di lavoro, ovvero un processo di codifica per immagazzinare nuove parole scritte. Nel disgrafico questo meccanismo non funziona correttamente, motivo per cui si verifica una seria difficoltà nel ricordare come scrivere una lettera o una parola

    I bambini con disgrafia non hanno un disturbo dello sviluppo motorio, ma possono avere difficoltà a coordinare i movimenti delle dita che portano ad avere una buona grafia.

    Come riconoscere la disgrafia

    I primi segni di disgrafia appaiono durante i primi anni di scuola elementare, ma i segnali diventano evidenti alle medie o alle superiori. In particolare, presentano le seguenti difficoltà durante il percorso scolastico:

    • difficoltà nei dettati e nei compiti scritti
    • difficoltà nel copiare alla lavagna
    • mancato rispetto delle righe e dei margini
    • lettere e parole disallineate
    • lettere di dimensioni diverse
    • eccessiva pressione sul foglio
    • spaziatura diversa tra una parole e l’altra
    • sovrapposizione tra le lettere
    • ricalco della scrittura
    • impugnatura scorretta della penna
    • lentezza nello scrivere.

    Una diagnosi fatta al momento giusto può aiutare questi bambini ad affrontare al meglio il percorso scolastico.

    Riconoscere la disgrafia spetta a psicologi specializzati in Neuropsichiatria Infantile, motivo per cui il parere del pediatra non è sufficiente. Infatti la disgrafia è un disturbo del neurosviluppo e come tale deve essere trattato da figure competenti in un centro autorizzato, così da fornire una certificazione DSA che abbia validità a fini scolastici e non. La valutazione della disgrafia viene di solito fatta alla fine della seconda elementare, così da evitare una diagnosi troppo prematura. Ad eccezione degli altri DSA, il disturbo del tratto grafico può essere valutato prima nel caso di eventualità particolarmente gravi. Vengono eseguiti una serie di test di valutazione nel bambino, tra cui prove di scrittura e di copiatura di un testo, l’osservazione della postura e l’impugnatura della penna assunte dal paziente mentre scrive, l’osservazione del livello di stanchezza del paziente, l’osservazione della velocità di scrittura e la risposta emotiva e sociale che il bambino ha nei confronti della sua difficoltà.

    Come intervenire per migliorare la disgrafia

    La disgrafia non è una malattia, ma un disturbo permanente. Ad oggi, le persone con disgrafia possono contare su un programma di supporto che permette loro di potenziare le capacità di scrittura e di recuperare i cosiddetti automatismi di base. Questo trattamento può includere esercizi motori per rafforzare il tono muscolare, migliorare la destrezza e la coordinazione occhio-mano; al loro interno vengono inseriti anche esercizi di controllo della scrittura o di memoria. Viene spesso consigliato l’uso di un computer o di app specializzate piuttosto che della carta, poiché gli strumenti elettronici facilitano notevolmente l’esecuzione dei compiti in classe e la raccolta degli appunti durante le lezioni. Esistono anche dei quaderni speciali con spazi di scrittura delimitati da righe colorate, così da facilitare l’organizzazione spaziale di un testo scritto. A scuola il carico di lavoro viene modificato, permettendo di poter scrivere testi brevi e rispondere a meno domande durante le esercitazioni. Inoltre in Italia, l’utilizzo di strumenti di supporto per le persone con disgrafia è previsto anche per legge. Oltre ai vari esercizi, è spesso consigliato affiancare l’aiuto di uno psicoterapeuta per migliorare il benessere del bambino.

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