Smettere di mangiarsi le unghie? Ecco cosa fare

Un’abitudine tanto diffusa quanto dannosa: consigli pratici per dire stop al problema dell’onicofagia

smettere mangiarsi le unghie

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    Alzi la mano chi, in vita sua, non ha mai attraversato la fase – più o meno lunga – di mangiarsi le unghie. Scommettiamo tranquillamente che ben pochi lo faranno. L’onicofagia – nome scientifico di questa insalubre abitudine – è un problema, infatti, diffuso e trasversale che può interessare indistintamente uomini, donne e pure i bambini (ne soffre il 30% tra i 7 e i 10 anni e il 45% tra gli adolescenti).

    Per gli adulti è una mania per cui spesso si prova imbarazzo: le mani, che abitualmente usiamo in pubblico per salutare, porgere, afferrare, sono sempre in bella vista e mostrarle trascurate, con le cuticole gonfie e arrossate e le unghie rosicchiate può essere fonte di vergogna; inoltre, al di là della questione estetica, avere sempre le mani in bocca non è una pratica assolutamente igienica – soprattutto in tempo di Covid – e socialmente accettabile.

    Se tante volte hai provato a smettere di mangiarti le unghie ma la forza di volontà non è stata sufficiente, ecco qua una guida definitiva al problema: consigli pratici per tornare ad avere mani ed unghie sane e curate.

    Le cause dell’onicofagia

    Mangiarsi le unghie è una cattiva abitudine – che solo apparentemente parrebbe innocua – scatenata generalmente da stress, ansia, disturbo ossessivo compulsivo o semplicemente dalla noia. Chi ha questa mania, inconsciamente, scarica il proprio nervosismo e la propria preoccupazione mordendosi – e martirizzando – le unghie per trovare, di conseguenza, un sollievo momentaneo dalla tensione emotiva di cui è vittima.

    Nei casi più gravi, l’onicofago mangiucchia non solo le unghie ma anche pellicine e cuticole circostanti. Qualche esperto, inoltre, fa risalire l’onicofagia ad una vera e propria forma di autolesionismo, espressione cioè di una rabbia repressa che molti soggetti timidi e remissivi esprimono rivolgendola contro se stessi.

    Nel caso dei bambini, infine, tra le possibili cause vi è anche l’imitazione: vedendo genitori o fratelli più grandi rosicchiarsi le unghie, replicano il gesto senza alcuna motivazione psicologica.

    Le conseguenze dell’onicofagia

    Questo disturbo comportamentale ha conseguenze non soltanto di ordine estetico o igienico-sanitario. Sia nei casi lievi che in quelli più gravi, infatti, può verificarsi:

    • dolore e sanguinamento con conseguente insorgenza di infezioni batteriche;
    • problemi gengivali e dentali (usura degli incisivi, comparsa di carie, malocclusione dei denti anteriori);
    •  infezioni alla bocca in quanto mani e unghie non perfettamente igienizzate sono veicoli di microrganismi dannosi per la salute;
    • danni allo stomaco, se vengono ingeriti residui di unghia;
    • deformazione delle dita e alterazione della normale crescita delle unghie.

    Smettere di mangiarsi le unghie: consigli

    L’onicofagia, abbiamo detto, ha spesso origine da disturbi psicologici più o meno profondi. In quanto il mangiarsi le unghie è, quindi, un segnale di malessere è consigliabile affidarsi ad un professionista che, con percorsi mirati, può aiutare a risolvere il problema alla radice, eliminando cioè quegli stati di ansia e nervosismo che si manifestano appunto con la voglia di portare la mano alla bocca.

    Esistono però alcuni pratici consigli da seguire se l’onicofagia deriva da stati temporanei, magari, solo quando si è particolarmente sotto stress.

     

    Smalti particolari

    Tra i rimedi farmacologici più comuni, si trovano smalti trasparenti da applicare sulle unghie, acquistabili in farmacia, a base di sostanze molto amare che conferiscono un sapore sgradevole, nutrendo al contempo l’unghia nel profondo.

     

    Bendaggi sulle punta delle dita

    Antiestetico – conveniamo – ma molto efficace (vanno bene anche i guanti).

     

    Manicure curata

    Tenere le unghie corte, ben tagliate o ricorrere alla ricostruzione con gel o unghie finte può far desistere dal mettersi le mani in bocca (con una manicure curata o “artificiale” è sicuramente più difficile riuscire a rosicchiarsi le unghie, col tempo quindi il desiderio impellente si attenua).

     

    Chewingum e liquirizia

    Chewingum senza zucchero o bastoncini di liquirizia da masticare ogni qual volta prende la voglia di mettersi le mani in bocca, sono una soluzione efficace da tenere sempre con sé.  

    Smettere di mangiarsi le unghie: rimedi naturali

    I rimedi naturali sono indicati nei casi di onicofagia non patologica e sfruttano le proprietà delle piante (la cosiddetta fitoterapia). Possono venire in aiuto anche l’omeopatia, Fiori di Bach e rimedi fai da te realizzati con quello che si può facilmente reperire in casa.

    Fitoterapia

    Peperoncino, aloe vera, tea tree oil, genziana: sono tutte piante dai molteplici benefici da applicare sulle unghie sotto forma di gel, tintura madre o sostanza pura. Sono accumunate da principi attivi urticanti o amari che fungono da efficace deterrente. In erboristeria, inoltre, ci sono innumerevoli rimedi antistress a base di piante – biancospino, camomilla, melissa, boldo, iperico – che possono agire sul problema di base dell’onicofagia.

    Omeopatia e Fiori di Bach

    Anche i rimedi omeopatici e i Fiori di Bach agiscono allentando le tensioni nervose e lo stress che possono provocare il bisogno impellente di scaricare mangiandosi le unghie. Ignatia, Staphysagria e Agaricus sono indicate in caso di tic nervosi mentre tra i Fiori di Bach i più indicati sono Holly, Cherry Plum, Beech e Sweet Chestnut.

    Rimedi homemade

    Così come le piante, anche i cosiddetti “rimedi della nonna” giocano sul saporaccio di alcuni prodotti presenti in tutte le case. O meglio, cucine. Strofinarsi aglio o cipolla sulle punta delle dita, infatti, è un ottimo deterrente contro il portarsi le unghie in bocca così come immergerle per qualche minuto nel limone, nell’aceto o nel succo di pompelmo (estremamente amaro) aiuterà ad allontanare l’istinto. 

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