Zucchero e bambini: come comportarsi?

L’abuso di zuccheri nella dieta di un bambino può comportare seri problemi. Tutti gli zuccheri, quindi, fanno male? Non proprio: vediamo perché

effetti dello zucchero sui bambini

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    Ai dolci si sa, è difficile resistere. Ed è difficile farlo a qualunque età. Il rapporto con lo zucchero, però, va tenuto continuamente sotto controllo e deve essere in qualche modo “educato” già in tenera età perché il rischio di obesità o sovrappeso infantile è, purtroppo, quanto mai un problema attuale.

    Secondo l’ultima rilevazione dell’Istituto Superiore della Sanità (contenuta nell’indagine “Okkio alla Salute”, ovvero il sistema di sorveglianza nazionale coordinato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e Promozione della Salute (CNaPPS) dell’ISS) proprio l’Italia è tra i Paesi europei con una più massiccia presenza di bambini in età scolare in sovrappeso (20,4%), obesi (9,4%), e gravemente obesi (2,4%).

    Stile di vita, alimentazione scorretta e sedentarietà sono i principali fattori che incidono sui problemi di peso dei bambini: dall’indagine, tra le altre cose, è infatti emerso che su 50mila bambini intervistati, uno su 4 beve quotidianamente bevande zuccherate/gassate e quasi la metà mangia snack dolci più di 3 giorni a settimana. Lo zucchero – o, per meglio dire, l’abuso di zucchero – è il nemico numero uno per la salute. Ecco perché è importante imparare, fin da piccoli, a gestire la sua presenza nella dieta quotidiana.

    Zucchero: impariamo a conoscerlo

    Comunemente lo chiamiamo zucchero, scientificamente è il saccarosio, ovvero quello che insieme a glucosio, fruttosio, maltosio, lattosio e galattosio forma la squadra degli zuccheri semplici composti da disaccaridi (diversi dagli zuccheri complessi che contengono amidi, i comunemente detti carboidrati, per intendersi). C’è assoluta unanimità nel mondo scientifico nel limitare il consumo quotidiano di zuccheri semplici che non deve superare la quota calorica del 5-10% del totale giornaliero. 

    Dove troviamo il saccarosio? La lista è assai lunga: caramelle, gelati, miele, yogurt per citarne alcuni. C’è poi tutto il comparto dell’industria alimentare che piazza lo zucchero (sotto forma di sciroppo di glucosio/fruttosio) praticamente ovunque: cereali della prima colazione, bevande in lattina, passata di pomodoro, insaccati, succhi di frutta. È innegabile, lo zucchero è buono ma il prezzo che si paga per cotanta bontà è alto: gli zuccheri semplici vengono assorbiti più velocemente, causano quindi picchi glicemici (gli innalzamenti repentini della glicemia) e il loro effetto saziante è molto basso (si digeriscono in fretta).

    Gli effetti dello zucchero sui bambini

    Chiariamo: non sarà certo una caramella o un succo di frutta a minare la salute dei nostri ragazzi bensì un consumo costante e frequente di cibi contenenti zucchero.

    Quali sono i rischi di un abuso di zuccheri per un bambino?

    • Obesità (che può poi permanere anche in età adulta) perché lo zucchero non smaltito si trasforma in grasso adiposo che, se associato a sedentarietà (l’altro grande nemico della salute di grandi e piccini), non sarà eliminato;
    • Diabete e malattie cardiovascolari (anche in tenera età);
    • Danni ai denti (leggasi formazione di carie), ossa e fegato (i ricercatori dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma hanno studiato che l’abuso di fruttosio ha, sulle cellule del fegato dei più piccoli, gli stessi effetti nocivi dell’alcol);
    • Maggiore iperattività;
    • Dipendenza dal punto di vista fisiologico (tanto zucchero richiede altrettanta insulina per venire smaltito e questa, poiché abbassa in maniera brusca la glicemia, richiede al nostro cervello ulteriore cibo) che da quello psicologico, poiché abituiamo i piccoli a vedere nei dolci una ricompensa (se si comportati bene, hanno svolto una mansione, per un buon voto a scuola).

    Si può dare lo zucchero ai neonati?

    Hai presente il rimedio della nonna del miele o dello zucchero sul ciuccio per far addormentare più facilmente il piccolo? Ecco: depennato e inserito tra le pratiche da evitare accuratamente. È cosa nota, infatti, che fino ai sei mesi di vita al bambino non debbano essere proposti altri alimenti all’infuori del latte materno (o in formula) perché esso già contiene tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno, tra cui anche il giusto apporto di zucchero. Il bambino non ancora svezzato non conosce i sapori: quello che a te può non piacere perché non zuccherato è solo una questione di abitudine e non è detto che il bambino sviluppi il tuo stesso gusto (anzi, proprio perché abituato solo al latte, lui prediligerà sapori naturali). Ecco perché è inutile, oltre che dannoso per la salute, introdurre nella sua alimentazione – durante lo svezzamento e oltre – cibi dolcificati. Abituarlo da piccolo al sapore dolce significherà dargli una consuetudine sbagliata che si porterà dietro anche da grande.

    Quale zucchero dare ai bambini?

    Tutti gli zuccheri semplici sono uguali? Assolutamente no. Non a caso, i nutrizionisti consigliano un ampio consumo giornaliero di frutta, perché, insieme allo zucchero in essa naturalmente contenuto, apporta vitamine, minerali e fibre. Se è vero che i dolcificanti non andrebbero mai utilizzati con i bambini, per raggiungere quel 10% delle fonti energetiche della giornata raccomandate occorre inserire nella loro dieta latte, yogurt, marmellata (senza zuccheri aggiunti), spremuta d’arancia, da consumare a colazione in abbinamento a carboidrati complessi (pane, cereali, biscotti) che contribuiscono al senso di sazietà. Un’altra piccola dose di zuccheri può essere prevista per lo spuntino di metà mattina o per la merenda del pomeriggio: via libera a frutta, a torte fatte in casa (nel corso della preparazione, riduci le dosi consigliate di zucchero) e a un quadretto di cioccolata (meglio se fondente).

    Rischio obesità: gli alimenti da evitare

    Abbiamo detto che un abuso di zuccheri ha, tra gli altri rischi, quello di aumentare la predisposizione del bambino al sovrappeso e all’obesità. L’iperalimentazione non è un problema da sottovalutare anche perché non riguarda solo il presente ma rappresenta un pericolo per il futuro: un bambino obeso probabilmente resterà in sovrappeso anche in età adulta. Con tutto quello che ne consegue: steatosi non alcolica, ipertensione, intolleranza al glucosio, colesterolo alto, problemi respiratori e (nelle bambine) ovaio policistico. Senza contare tutte le possibili problematiche legate alla sfera psicologica: disturbi alimentari, depressione, distorsione dell’immagine corporea.

    Al fine di evitare, quindi, di intraprendere strade veramente pericolose, i genitori devono educare i propri bambini – fin da piccoli – a una corretta alimentazione, iniziando dal moderare il consumo di:

    • Bevande zuccherate (compresi i succhi di frutta);
    • Dolci in generale (torte, gelati, caramelle, gelatine…);
    • Prodotti da forno che contengono la dicitura “grassi vegetali”;
    • Cibi da fast-food, piatti già pronti, prodotti industriali confezionati;
    • Burro, lardo, strutto e panna
    • Insaccati grassi (salame, salsiccia, mortadella)
    • Maionese e altre salse elaborate
    • Patatine, pop-corn, salatini, noccioline
    • Sale
    • Oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi

    I bambini piccoli, in tema di alimentazione (ma non solo) sono come fogli bianchi: è compito del genitore dare il buon esempio. Soprattutto quando si parla di salvaguardare la loro salute.

    Fonti

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