Lo svezzamento dei gattini: tutti gli step

Così come un neonato, anche i cuccioli di gatto devono abituarsi al passaggio dal latte a cibo solido: modalità e tempistiche ve le diciamo noi

svezzamento gattini

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    Esiste in natura qualcosa di più bello di un cucciolo? Probabilmente no. E in un’ipotetica classifica di quelli più amati ci sarebbe, senza dubbio, il gattino che riesce a raggiungere picchi di tenerezza incredibili. Proprio però come avviene per i cuccioli di umano, anche i cuccioli di gatto hanno bisogno di attenzioni e particolari cure nelle prime settimane di vita perché, anche loro, devono attraversare la cosiddetta fase dello svezzamento (quindi l’allattamento). Questo momento così delicato può svolgersi in due modi: naturalmente, ovvero con la presenza della mamma gatta o “artificialmente”, ovvero con l’intervento dell’uomo perché il gattino è rimasto precocemente orfano. Quanto sia importante l’alimentazione del gatto a ogni età è chiaro, altrimenti ti ritroverai con un gatto obeso, quindi è intuibile quanto sia addirittura fondamentale nelle prime settimane di vita.
    E come comportarsi quindi se dovesse capitare di dover far crescere un micino così piccolo senza l’aiuto della sua mamma? Ecco qui una breve guida per non farsi trovare impreparati a questa eventualità: un percorso – anticipiamo – abbastanza impegnativo ma che alla fine ripaga con una grande, enorme, soddisfazione.

    Svezzamento: cos’è?

    Sarà forse una banalità, ma partiamo con il dare qualche definizione. La fase dello svezzamento coincide con l’interruzione dell’assunzione di latte, ovvero con il passaggio da un’alimentazione esclusivamente liquida a una solida (con una fase intermedia di semisolida per i micini). Così come lo è per i neonati, anche per i gattini (o comunque per i cuccioli in generale) è un momento estremamente delicato: da una parte l’apparato digerente deve abituarsi a nuovi nutrienti da digerire – inizialmente è preposto solo all’assorbimento del latte materno – dall’altra la suzione cede il passo alla masticazione vera e propria. Lattosio e grasso sono quindi la prima fonte energetica del gattino e forniscono tutti gli anticorpi di cui ha bisogno nei suoi primi quaranta giorni di vita.

    Svezzamento gattini: l’importanza dei tempi

    Nella crescita dei gattini, perché essi diventino gatti adulti sani e forti, è molto importante il rispetto dei tempi. Ogni fase, infatti, ha tempistiche precise. Se vuoi adottare un gattino, diffida da chi ti propone cuccioli troppo piccoli: seppur la tentazione di avere un micino di qualche settimana in giro per casa sia irresistibile, per il suo bene dovrai aspettare almeno il raggiungimento del terzo mese di vita. Un allontanamento precoce dalla mamma può provocare problemi allo sviluppo emotivo e fisico in quanto, la fase dello svezzamento inizia ad un mese di vita del gatto ma il passaggio al cibo solido deve essere graduale fino al compimento, appunto, del terzo mese. È in questo lasso di tempo che, imitando anche quello che vedono fare a mamma gatta, scoprono la ciotola, si leccano, imparano ad usare la lettiera. Dalle quattro settimane di vita in poi, invece, il gattino ha bisogno anche di te. Inizia, infatti, il vero e proprio svezzamento che prevede l’introduzione di cibi solidi. Ovviamente, all’inizio dovrai dargli solo quelli pensati apposta per i cuccioli ed evitare le forzature, qualora il gatto si mostri un po’ restio di fronte alla novità. In quest’eventualità, un trucco potrebbe essere quello di lasciargli il nuovo cibo nella ciotola, accanto a quella della mamma: per emulazione, potrebbe essere tentato di assaggiarlo. E se dovesse rigurgitare, nessuna preoccupazione: è del tutto normale in questa fase dello sviluppo. Il cibo specifico per cuccioli va dato fino al raggiungimento dei 7 mesi: da questo punto in poi, potrà alimentarsi come un gatto adulto.

    Svezzamento gattini: e se la mamma non c’è?

    Nell’ipotesi di trovarsi a tu per tu con gattini di pochissimi giorni di vita – se non addirittura ore – rimasti orfani, il compito che ti spetta non è facile. Si tratta, infatti, di sostituirsi h24 a mamma gatta e di preoccuparsi non solo dell’alimentazione ma della sopravvivenza del gattino a 360°. Vediamo nel dettaglio.

    Come nutrirlo

    I micini devono essere allattati con apposito biberon e specifico latte artificiale in polvere per cuccioli (si acquista in farmacia o nei negozi di animali e la sua preparazione è indicata sulla confezione) ogni due ore, giorno e notte. Evita categoricamente il latte normale: oltre ad essere povero dei principali nutrienti (proteine, grassi e minerali) è potenzialmente dannoso per l’intestino. Dopo 25 giorni di biberon, potrai iniziare a diluire nel latte un po’ di scatoletta per cuccioli mentre dopo un mese sarà pronto per mangiare nella sua ciotola umido morbido (sempre per cuccioli). A quaranta giorni si possono introdurre i croccantini specifici per micini piccoli.

    Come riscaldarlo

    Nutrire il micino, però, non è sufficiente a garantirgli la sopravvivenza (soprattutto a poca distanza dalla nascita): dovrai occuparti anche di tenerlo al caldo e aiutarlo ad espletare le funzioni organiche (compiti a cui, a condizioni normali, provvederebbe mamma gatta). Nelle prime due settimane di vita i micini non riescono a regolare autonomamente la propria temperatura corporea: andranno quindi tenuti al caldo, accanto ad una borsa dell’acqua calda avvolta in un panno. Tenere il giaciglio dei micini lontani da stufe e termosifoni: seccano l’aria e rappresentano un grave pericolo.

    Un aiuto… per l’intestino!

    Forse non tutti sanno che la mamma gatta aiuta il piccolo anche nell’espletamento delle funzioni organiche. E lo fa leccandolo, durante l’allattamento, proprio per stimolare l’intestino. Ogni volta che gli darai da mangiare, dovresti massaggiare la parte bassa dell’addome e sotto la coda con un piccolo batuffolo di cotone inumidito con acqua tiepida per aiutare il cucciolo a fare i suoi bisogni.

    Svezzamento gattini: per riepilogare

    Età 4-5 settimane: dare al gattino cibo umido, mescolato con acqua, per formare una pappetta;

    Età 5-6 settimane: iniziare a dare crocchette, leggermente inumidite con acqua, per imparare gradualmente a masticare;

    Età 7-8 settimane: lo svezzamento è quasi completo, il micio dovrebbe riuscire a mangiare in autonomia il cibo solido.

    Età 12 settimane: il gattino è svezzato. 

    Fonti

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