Gatto obeso: consigli per farlo dimagrire

Cuscinetti adiposi ai fianchi e difficoltà di movimento? Il tuo gatto potrebbe essere grasso e la sua salute è perciò in pericolo: ecco come correre ai ripari

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    Sono vere e proprie star del web, con pagine Instagram dedicate e video esilaranti su YouTube da milioni di views. Dai: alzi la mano chi non si è mai fatto una grassa – è proprio il caso di dirlo – risata sulle buffe immagini di gatti ciccioni. Tuttavia, se l’obesità nel gatto può sembrare un valore aggiunto in termini di simpatia e coccolosità, è altrettanto vero che così come succede negli esseri umani, anche nei gatti l’obesità è una vera e propria malattia. Tra le più gravi, per altro. Anche solo il 10% in più rispetto al peso ideale, infatti, aumenta il rischio di diabete, dolori alle articolazioni ed altre malattie. È stata anche istituita una giornata mondiale – Pet Obesity Awareness Day (14 ottobre) – per sensibilizzare i proprietari di gatti e cani sull’importanza della prevenzione proprio per evitare problemi di sovrappeso negli animali di casa. Secondo uno studio condotto da Purina, infatti, 1 proprietario su 2 non sa riconoscere i problemi di peso del proprio amico a quattro zampe. Quindi, poiché i gatti non sono ovviamente in grado di seguire autonomamente una dieta corretta, spetterà alla sua famiglia prendere coscienza del problema e provvedere a prevenire (o risolvere, laddove sia già troppo tardi).

    Come si riconosce un gatto obeso?

    Premesso che ogni razza ha un suo peso ideale e che questo può variare in base a diversi fattori (sesso, età e struttura ossea ad esempio), esistono accorgimenti più o meno universali per capire se un micio è grasso. Basta osservarlo. Se il tuo gatto, che per natura dovrebbe essere agile e scattante, ha difficoltà a saltare o a pulirsi con autonomia in ogni parte del corpo potrebbe nascondere problemi di sovrappeso. Se guardando il tuo micio da dietro, mentre cammina, noti cuscinetti adiposi sporgere ai lati della silhouette, quello è un segnale di peso in eccesso. Se, infine, non riesci (più) a vedergli né a toccargli il costato o le ossa dei fianchi, di nuovo, potrebbe essere il segno che ha perso il suo peso ideale. Si parla di obesità felina, quando il peso complessivo del gatto supera all’incirca del 20% il suo peso ideale.

    Gatto obeso: cause e rischi per la salute

    L’obesità felina non è – quasi mai – figlia di disfunzioni (digestiva o tiroidea) ma è dovuta essenzialmente al fatto che il micio, così come succede agli uomini, bruci meno calorie di quanto ne ingerisca attraverso il cibo. Malnutrizione (dieta troppo ricca di nutrienti non correttamente metabolizzabili) ed eccesso di cibo si possono poi accompagnare ad altri fattori quali una dannosa diminuzione del movimento e la castrazione (a una riduzione dello stimolo ormonale dovrebbe seguire un minor apporto calorico). Le conseguenze dell’obesità, abbiamo detto, sono potenzialmente molto gravi. La malattia, infatti, può comportare:

    • Diabete mellito felino;
    • Malattie alle vie urinarie;
    • Artrite e patologie cutanee;
    • Disfunzioni cardiovascolari;
    • Insufficienza renale.

    Come far perdere peso al gatto: la dieta

    Una corretta perdita di peso nel gatto si traduce con una diminuzione della massa grassa, preservando quella magra, necessaria per garantire un corretto equilibrio energetico basale. Si deve, quindi, intervenire prontamente sull’alimentazione del gatto, sia in termini di quantità che di qualità.

    Quanto deve mangiare un gatto

    Per conoscere la giusta grammatura di cibo da somministrare è sempre consigliabile rivolgersi al proprio veterinario, anche se sulle confezione degli alimenti sono indicate le giuste dosi che tengono conto del peso, dell’età e dello stile di vita del gatto. Per quanto riguarda la frequenza, invece, ci sono da fare alcune valutazioni. Prima di tutto distinguere tra il gatto che mangia l’umido e quello che predilige il secco. Nel primo caso, è opportuno suddividere la tabella pasti del gatto alla stregua di quella “umana”, ovvero colazione-pranzo-cena. Invece, nel caso in cui l’alimentazione sia a base di croccantini si può lasciare il cibo sempre disponibile solo se il micio sa auto-regolarsi e non abusa della libertà che gli viene concessa. I croccantini, infatti, non sono uno snack ma un pasto completo e come tale va dosato altrimenti il rischio di una iperalimentazione è dietro l’angolo. Per chi può, la soluzione migliore sarebbe somministrare cibo già dosato al gatto in momenti diversi della giornata; per chi invece non può – perché magari è fuori casa gran parte del tempo – una soluzione piuttosto efficace è rappresentata dall’utilizzo di un dosatore, un dispenser di croccantini interattivo: il gatto mangia, ma in modo misurato. In commercio esistono addirittura ciotole che hanno apertura elettronica in base al microchip del gatto: servono a differenziare l’alimentazione per chi ha più gatti in casa (e, quindi, con esigenze alimentari diverse). Se vi siete accorti che il vostro gatto è obeso, il digiuno non è certo la soluzione: anzi, potrebbe provocare gravi danni al fegato (leggasi lipidosi epatica).

    Cosa deve mangiare un gatto

    In commercio, non c’è che dire, sono tantissime le soluzioni per nutrire un gatto. Ma la scarsa qualità è assai diffusa e troppi prodotti sono caratterizzati da ingredienti che appesantiscono il nostro amico e lo rendono “dipendente” dal cibo perché contengono appetizzanti e scarsa quantità di proteine, necessarie al suo sostentamento. Quindi, la prima scelta da fare riguarda la qualità del cibo da comprare. Non dimentichiamoci che il gatto è un carnivoro puro: significa, quindi, che necessita di una percentuale molto alta di proteine animali, pochi grassi e ancor meno carboidrati (soprattutto quelli complessi, come i cereali). Fermo restando che per avere una corretta dieta da dare al proprio gatto è necessario rivolgersi a un professionista – prenditene cura evitando il fai da te, i mici sanno essere molto difficili nel cambiare abitudini alimentari – ci sono consigli generali che possono tornare utili. Ad esempio, non dare mai cibo per cani al gatto e tenetelo lontano da latte e yogurt (sì, è vero, ne è ghiotto: ma assecondarlo non fa bene alla sua salute, potrebbe essere intollerante al lattosio).

    Come far perdere peso al gatto: l’attività fisica

    Eh sì. Esattamente come succede a noi, anche i gatti con problemi di peso devono praticare regolare attività fisica se vogliono buttare giù i chili di troppo e ritrovare la forma perduta. Fatelo divertire, fatelo giocare, stimolando la sua curiosità e il suo innato istinto da predatore: 10 o 20 minuti al giorno di palline, corde, pupazzetti – avete mai provato un puntatore laser? I gatti impazziscono – devono diventare un appuntamento imprescindibile della vostra giornata. Anche nascondere il cibo e obbligarlo a smettere di poltrire per nutrirsi, potrebbe stimolarlo positivamente. C’è anche l’opzione passeggiata (con pettorine fatte apposta): all’inizio potrebbe sentirsi un po’ stranito e collaborare poco, ma se non ti fai prendere dallo sconforto e insisti, ce la farete. 20 minuti di passeggiata al giorno, faranno bene anche a te. 

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