Quali sono i sintomi dell’andropausa? Impariamo a riconoscerli

Diversamente da quel che si può pensare, l’andropausa non è il corrispettivo maschile della menopausa. Vediamo perché e cosa comporta

Andropausa sintomi

Sommario
    Tempo di lettura Tempo di lettura terminato
    0
    Time

    Anche gli uomini sono interessati da cambiamenti ormonali nel corso della loro vita, ma per il modo in cui si verificano non sono paragonabili a quelli che riguardano le donne. L’andropausa non è quindi una menopausa maschile, ma, similmente a quest’ultima, sta ad indicare l’insieme dei fenomeni fisiologici (e psicologici) che si verificano in concomitanza con il declino dell’attività funzionale degli organi sessuali maschili, in particolar modo della produzione di testosterone. Di andropausa si parla molto meno che di menopausa, però. Come mai? E come si manifesta?

    Cos’è l’andropausa

    Da un punto di vista medico e fisiologico, l’andropausa indica il periodo della vita di un uomo caratterizzato dal calo di produzione di testosterone da parte dei testicoli.

    Il testosterone è il principale degli ormoni androgeni, responsabile di:

    • sviluppo organi sessuali e caratteri sessuali secondari maschili
    • maturazione degli spermatozoi
    • produzione dello sperma

    È prodotto in misura molto minore anche dalle persone di sesso femminile e, sia nell’uomo che nella donna, è responsabile della crescita dei tessuti (ad esempio lo sviluppo muscolare) e contribuisce alla funzione cerebrale.

    Ora, la riduzione di testosterone prodotto dai testicoli inizia già dai trent’anni, quando diminuisce di circa l’1% ogni anno, fino ad arrivare a circa il 50% verso gli ottant’anni.

    E già qui appare chiaro come andropausa e menopausa non siano paragonabili: la seconda infatti inizia e si conclude in un arco di tempo ben più ristretto e si caratterizza in tutti i casi per almeno un sintomo, ovvero l’interruzione del ciclo mestruale, che avviene in modo abbastanza repentino e che può essere accompagnato da altri segnali psicofisici più estesi nel tempo, per un periodo che al massimo riguarda una decina di anni.

    L’andropausa, invece, è un processo molto più graduale, che dura diversi decenni e che non sempre dà sintomi; inoltre, l’andropausa non determina la fine della capacità riproduttiva. Indica piuttosto un naturale declino della funzione sessuale, e per questo a volte si ritiene che un’espressione più corretta di andropausa sarebbe “parziale deficienza androgenica nel maschio di età avanzata”.

    Ciò non significa che l’andropausa non si manifesti con sintomi psico-fisici anche pesanti e che non rappresenti una fase delicata di passaggio. Sicuramente, numeri alla mano, avrebbe un impatto minore, visto che interessa circa il 2,1% della popolazione maschile.

    I sintomi dell’andropausa

    Il progressivo calo nella produzione di testosterone alla lunga può avere ripercussioni psicofisiche, anche se la gradualità con cui avviene può essere ascrivibile, nella maggior parte dei casi, al normale declino che riguarda tutto l’organismo.

    Fra i sintomi fisici che si possono riscontrare troviamo:

    Alcuni di questi sintomi sono dovuti non solo al calo del testosterone, ma anche ad altri processi di invecchiamento, come il rallentamento del metabolismo di proteine e lipidi (che comporta la tendenza ad ingrassare), la riduzione della funzionalità dell’apparato circolatorio e dei recettori periferici (questi ultimi due importanti per permettere e mantenere l’erezione).

    Fra i sintomi psico-somatici troviamo invece:

    In generale non esiste una cura specifica per l’andropausa, che non è una malattia ma una condizione almeno in parte inevitabile. Vero è che mantenersi in buona salute e condurre una vita sana aiuta ad evitare un calo precoce di testosterone; allo stesso modo, alcune patologie e condizioni particolari contribuiscono ad accelerare i processi di invecchiamento e influenzano i sintomi della stessa andropausa, in particolare:

    • diabete
    • obesità
    • ipercolesterolemia
    • ipertensione
    • malattie cardiovascolari

    Migliorare lo stato di salute generale contribuirà quindi al benessere di tutto l’organismo, compresa la sfera sessuale.

    La sessualità in andropausa

    Come abbiamo visto, l’andropausa non sempre impatta direttamente sulla sessualità dei singoli individui, sia perché non implica per forza il manifestarsi di una specifica sintomatologia, sia perché interessa, con i suoi sintomi, una percentuale non così estesa di persone.

    Inoltre, e qui sta una delle maggiori differenze con la menopausa – oltre all’arco di tempo in cui avviene – l’andropausa non implica la fine della capacità riproduttiva nell’uomo.

    Gli studi in merito sono ancora pochi, però, ed è quindi possibile che il reale peso dell’andropausa sia in realtà maggiore di quello che ad oggi sappiamo e immaginiamo.

    Se si sperimentano i sintomi dell’andropausa e questi peggiorano la qualità della propria vita, sessuale e non solo, è bene rivolgersi a un andrologo o a un endocrinologo, cosa che sarebbe opportuno fare in ogni caso fra i quaranta e i cinquant’anni, anche nell’ottica della prevenzione di altre condizioni, come potrebbe essere il tumore alla prostata. Se viene rilevato un effettivo ed eccessivo deficit di testosterone, il medico può valutare una terapia ormonale sostitutiva.

    Infine, per gestire al meglio questa fase della vita e i cambiamenti che comporta, soprattutto se provoca sintomi psicosomatici, si può intraprendere un percorso di psicoterapia.

    Andropausa e menopausa nelle persone transessuali

    Fin qui abbiamo parlato di andropausa e menopausa riferendoci alle persone cisgender, ovvero quelle che si riconoscono nel sesso assegnato alla nascita. In che modo andropausa e menopausa riguardano invece le persone transessuali, ovvero quelle che non si riconoscono nel sesso assegnato loro alla nascita e che spesso intraprendono un percorso farmacologico e/o chirurgico per conformarsi alla loro identità di genere?

    Come si può facilmente immaginare, gli studi in merito sono più o meno inesistenti; in generale, però, la terapia ormonale sostitutiva che queste persone seguono continuativamente può dare effetti simili a quelli che interessano le persone cis durante la pubertà e la menopausa o andropausa.

    Le persone transessuali, quindi, possono sperimentare la stessa sintomatologia, soprattutto quando si richiede loro di interrompere temporaneamente la TOS (terapia ormonale sostitutiva), ad esempio in concomitanza di un’operazione chirurgica, come è accaduto e come racconta l’attivista Lisa Scheps. I sintomi, dovuti ai cambiamenti nei livelli degli ormoni, sarebbero gli stessi, anche se la causa è diversa.

    Al di là di questa e poche altre testimonianze, però, le esperienze della menopausa e dell’andropausa, che sono psicologiche ed emotive, oltre che fisiche, sono ancora purtroppo lette e studiate da un punto di vista esclusivamente cisgender.

    Fonti

    Lascia il tuo commento

    Non verrà mostrata nei commenti
    A Good Magazine - Newsletter
    è il contenuto che ti fa bene! Resta aggiornato sulle malattie digitali

    Ho letto e accetto le condizioni di privacy