Stashing: perché il partner ti tiene fuori dalla sua vita pubblica?

Se frequenti qualcun* senza essere coinvolt* nella sua vita sociale e pubblica, potrebbe trattarsi di stashing: cosa significa?

Stashing

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    Dopo mesi di frequentazione non hai ancora conosciuto i suoi amici e la sua famiglia e la domanda sorge spontanea: non è che mi sta nascondendo qualcosa? O ancora, non è che sta nascondendo me perché si vergogna? In questi casi si parla di stashing”, che, insieme al ghosting e al breadcrumbing, sembra essere una delle nuove tendenze in fatto di relazioni. Quasi in nessun caso lo stashing, così come gli altri comportamenti disfunzionali, ha a che fare con la persona che lo subisce, ma piuttosto con quella che lo pratica, e che sia motivato da un imbarazzo verso la propria famiglia e i propri amici, dall’ambiguità di lasciarsi più porte aperte o da una personalità narcisista, spesso può ferire emotivamente chi ne è vittima. Come capire se il partner sta facendo stashing? E come uscirne?

    Cos’è lo stashing?

    Stashing è una parola inglese derivata dal verbo “to stash”, che significa letteralmente “nascondere” o “immagazzinare”. Pensiamo ad esempio a delle scorte di cibo o beni di consumo messi via in un ripostiglio per averli a disposizione nel futuro, o a dei risparmi nascosti in una scatola nell’armadio.

    La prima a usare questo termine applicato alle relazioni è stata la giornalista Ellen Scott, riferendosi alla tendenza a non vivere in pubblico una relazione: questo significa niente presentazioni a familiari e amici, né foto sui social.

    Il partner è quindi letteralmente e in senso figurato tagliato fuori dall’inquadratura della vita di una persona, che vive la relazione sentimentale in modo quasi parallelo al resto della sua vita e alle altre relazioni, di amicizia o familiari.

    Si parla di stashing quando c’è uno squilibrio in questo atteggiamento fra i partner: uno vorrebbe far parte della vita dell’altro nella sua completezza, ma l’altro glielo impedisce. Diversa è la situazione in cui, di comune accordo, si decide di tenere segreta una relazione.

    Se all’inizio di una frequentazione può essere comune e normale voler conoscere meglio l’altro prima di presentarlo a famiglia e amici, alla lunga le prospettive dei due partner possono diventare diverse e inconciliabili, e la ritrosia a far partecipare la persona che si frequenta alla propria vita può diventare fonte di insicurezza e causa di sofferenza.

    Perché tenere nascosta una relazione?

    Essere cauti nel momento in cui si inizia una nuova frequentazione può essere un atteggiamento normale e del tutto giustificato, soprattutto se la conoscenza dell’altra persona è ancora superficiale. Andarci piano può addirittura rivelarsi benefico per la coppia sul lungo periodo, ma quando l’esclusione del partner dalla propria cerchia continua a lungo, potrebbe essere sintomo di qualcosa che non funziona e, soprattutto, potrebbe creare problemi di fiducia e autostima.

    Chi subisce stashing, infatti, spesso si chiede se vale abbastanza, se causa vergogna al partner o se il partner frequenta altre persone, e questo intacca l’immagine che la persona ha di sé e del suo valore.

    Dal punto di vista di chi fa stashing, però, il proposito di tenere ben separata la relazione dalla propria vita pubblica, sociale e familiare potrebbe avere cause più complesse. Per prima cosa, l’imbarazzo potrebbe non riguardare il o la partner ma la propria famiglia e i propri amici: una situazione familiare complicata o amici che sono ritenuti troppo diversi dall’attuale partner potrebbero portare a rimandare le presentazioni con l’intenzione di proteggersi ed evitare all’altra persona situazioni sgradevoli.

    Può giocare un ruolo anche la paura che la relazione, benché seria, finisca male, e tenendola separata dal resto della propria vita si vuole evitare le conseguenze di un suo eventuale fallimento a livello sociale e personale.

    Sembra infine che nella maggior parte dei casi siano le persone di genere femminile a fare stashing all’altro, ma gli studi in questo senso sono ancora pochi.

    Resta indubbio che lo stashing è un atteggiamento piuttosto ambiguo, e la motivazione potrebbe essere la volontà di lasciarsi aperte altre porte, apparendo in pubblico e sui social ancora liber*, anche se di fatto qualcuno c’è, seppur relegato nell’ombra.

    Lo stashing in psicologia

    Dal punto di vista della psicologia, esistono punti di contatto fra stashing e tratti narcisistici della personalità. Spesso, infatti, in caso di stashing si crea uno squilibrio di potere fra le due persone della coppia: una esclude l’altra facendole stashing, e questa si accontenta di quello che la prima è disposta a dare (si parla allora di breadcrumbing e richiama l’idea di farsi bastare le briciole). 

    Per una persona con tratti narcisistici fare stashing significa esercitare un potere sull’altro, avere il controllo della situazione e provare una superiorità emotiva. Il tutto a spese di un’altra persona, nella quale questo sbilanciamento provoca in molti casi frustrazione, insicurezza e calo dell’autostima.

    Come riconoscere lo stashing?

    La principale manifestazione dello stashing è l’esclusione del partner dalla vita pubblica: niente uscite con gli amici, quindi, né presentazioni in famiglia. Questo non significa per forza che la relazione si svolge solo fra le mura di casa, spesso la coppia comunque esce, senza però mai coinvolgere altre persone. Si può parlare anche di stashing sui social, dove si evita accuratamente di mettere foto insieme o di rendere palese chi sta al di là del bicchiere di vino fotografato a cena fuori.

    Spesso poi, se la persona che subisce stashing fa presente il suo disagio nell’essere una presenza-ombra nella vita dell’altro, la reazione potrebbe essere quella di sminuire le sue emozioni, facendo stashing con frasi che sottolineano quanto le sue osservazioni siano esagerate e irrealistiche.

    Soprattutto all’inizio può essere difficile rendersi conto che c’è una volontà deliberata di escludere e tenere la relazione ben separata da tutto il resto. Come abbiamo visto, andarci piano, avere tempi diversi per conoscersi o dare un peso diverso alle presentazioni con amici e familiari, non deve essere per forza un problema.

    Lo diventa, però, quando questo – soprattutto se protratto troppo a lungo – causa un senso di precarietà in chi ne è vittima e porta a una svalutazione della persona e del rapporto.

    In questi casi la cosa migliore è confrontarsi e definire il tipo di relazione e le aspettative che si hanno: se le prospettive sono troppo distanti, spesso la cosa migliore è allontanarsi e trovare qualcuno che invece condivida un modo di vivere le relazioni più simile al proprio.

    Ma è anche possibile che parlandone si arrivi a capire le motivazioni profonde che portano a una separazione fra relazioni, famiglia e amici così netta, e quindi a una riconsiderazione condivisa della coppia.

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