I problemi alla tiroide e i loro sintomi

Riconoscere i sintomi dei problemi alla tiroide per saperli affrontare

I sintomi dei problemi alla tiroide

Sommario
    Tempo di lettura Tempo di lettura terminato
    0
    Time

    La tiroide è una ghiandola endocrina, la cui forma ricorda quella di una farfalla. Si trova alla base del collo, nella parte anteriore e controlla molte funzioni importanti dell’organismo attraverso la produzione degli ormoni tiroidei: tiroxina (T4) e triiodiotironina (T3). La produzione degli ormoni tiroidei è, a sua volta, controllata dall’ormone tireostimolante (TSH) prodotto dall’ipofisi.

    Perché è importante tenere la tiroide sotto controllo?

    La tiroide è responsabile di numerose funzioni dell’organismo, come il battito cardiaco, la respirazione, il controllo della temperatura corporea e lo sviluppo fisico e nervoso. Questa sua funzione la rende importante per mantenere un buono stato di salute, motivo per cui è fondamentale fare attenzione a possibili sintomi di patologie e disturbi della tiroide.

    La tiroide, a volte, produce una quantità eccessiva di ormoni tiroidei. Tale condizione prende il nome di ipertiroidismo, la cui causa più comune è il morbo di Basedow-Graves, una malattia autoimmune.

    Nella situazione inversa, ovvero quando la tiroide secerne una quantità insufficiente di ormoni tiroidei, si verifica l’ipotiroidismo. Colpisce sia uomini che donne, ma è più comune tra le donne, soprattutto al di sopra dei 60 anni di età. In caso di ipotiroidismo del feto durante la gravidanza, il bambino può risentirne, con problematiche riguardanti lo sviluppo cerebrale.

    Importante è fare attenzione a eventuali irregolarità, infatti la tiroide può presentare noduli, cioè formazioni solide o piene di liquido, che si formano all’interno della ghiandola stessa e che sono la malattia tiroidea più frequente. Difficilmente sono formazioni tumorali maligne, molto frequentemente, infatti, i noduli sono benigni e non presentano sintomi.

    Un’altra condizione della tiroide a cui fare caso è il cosiddetto gozzo. Si tratta di un ingrandimento anomalo della tiroide. Può essere di varie dimensioni, ma i maggiori fastidi (soprattutto di deglutizione e respirazione) si presentano quando le dimensioni cominciano ad essere considerevoli.

    Quali sono i sintomi principali

    I due principali disturbi della tiroide, che poi tendono a racchiudere tutti gli altri, sono l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo. Si tratta di due disturbi dalle caratteristiche e dai tipi di trattamento molto spesso opposti. In casi di estrema rarità e gravità si possono sviluppare anche tumori. Ciò rende fondamentale saper riconoscere i sintomi al fine di poter aiutare il proprio medico a comprendere al meglio la situazione.

    Ipotiroidismo

    I sintomi dell’ipotiroidismo tendono a manifestarsi lentamente. Ciò lo rende un disturbo subdolo e difficilmente individuabile da subito. Tra le principali cause troviamo:

    • Tiroidite di Hashimoto;
    • tiroidectomia;
    • irradiazione sul collo;
    • farmaci (ad es. amiodarone, litio, interferone);
    • recente tiroidite (transitorio).

    Invece tra i sintomi è frequente individuare:

    • rallentamento psichico;
    • depressione;
    • demenza;
    • astenia;
    • pelle secca;
    • sonnolenza;
    • intolleranza al freddo;
    • aumento ponderale;
    • stipsi;
    • voce roca;
    • irregolarità mestruali;
    • sterilità;
    • rigidità;
    • impaccio e dolore muscolare;
    • bradicardia;
    • ipercolesterolemia;
    • difficoltà di concentrazione.

    Ipertiroidismo

    L’ipertiroidismo trova tra le sue cause più frequenti il morbo di Graves, ma altre possibili cause possono essere:

    • gozzo nodulare tossico o adenoma di Plummer;
    • gozzo multinodulare tossico/pretossico;
    • tireopatia amiodarone indotta;
    • tireotossicosi factizia;
    • tumori rari;
    • fasi transitorie di tiroiditi post-partum;
    • tiroiditi virali.

    I principali sintomi da cui riconoscere l’ipertiroidismo invece sono:

    • agitazione;
    • insonnia;
    • calo ponderale;
    • cardiopalmo;
    • tremori fini alle estremità;
    • intolleranza al caldo;
    • alterazioni dell’alvo di tipo diarroico;
    • proptosi del bulbo oculare- esofalmo;
    • dermografismo;
    • mixedema pretibiale;
    • aritmie;
    • fibrillazione atriale 

    Il cancro alla tiroide inizia spesso come un semplice nodulo alla tiroide. In generale, i sintomi “tastabili” si riferiscono alla sola presenza di questo nodulo:

    • Un nodo al collo, che a volte cresce rapidamente;
    • gonfiore al collo;
    • dolore nella parte anteriore del collo, a volte salendo fino alle orecchie;
    • raucedine o altri cambiamenti di voce che tendono a non passare;
    • problemi di deglutizione;
    • problemi respiratori;
    • tosse costante non dovuta a un raffreddore.

    È importante notare che quasi tutti i tumori della tiroide hanno sintomi piccoli o assenti. I test di laboratorio per il cancro alla tiroide spesso ritornano negativi (anche in caso di effettiva presenza di tumori). Il miglior metodo di screening (e il miglior modo di agire se si manifesta uno dei sintomi sopra indicati) è di far controllare regolarmente il collo dal medico.

    Le diagnosi

    In caso di dubbi o se si notano dei primi segnali, anche piccoli, di possibili problematiche della tiroide è bene rivolgersi immediatamente al proprio medico. Esso potrà prescrivere esami specifici e/o visite specialistiche. Alcuni tra gli accertamenti maggiormente utilizzati sono:

    • esami del sangue – sono utili a valutare i livelli degli ormoni tiroidei circolanti nel sangue. Solitamente vengono rilevati i livelli di tireostimolante (TSH), tiroxina (T4) e triiodotironina (T3). Si possono, inoltre, misurare i livelli nel sangue di anticorpi contro la perossidasi tiroidea indice di tiroidite autoimmune (malattia di Hashimoto);
    • ecografia – serve a esaminare la struttura della ghiandola e individuarne eventuali irregolarità;
    • agoaspirato e biopsia – servono a estrarre un campione di tessuto, in modo da analizzarlo e individuare eventuali cellule cancerose;
    • scintigrafia – può fornire informazioni utili sulla funzione e sulla struttura della tiroide. Si inietta una piccola quantità di iodio radioattivo in vena. Quest’ultimo andrà ad accumularsi all’interno della tiroide, permettendo a un macchinario specifico di analizzare la situazione. Con questo esame si possono distinguere i noduli caldi e i noduli freddi.

    Nel caso ci sia il sospetto di tumore alla tiroide, il medico (l’endocrinologo) valuterà la tua storia clinica. Successivamente verrà effettuato un esame fisico.

    Il medico esaminerà le dimensioni, la stabilità della tiroide ed esaminerà eventuali linfonodi ingrossati nel collo. Successivamente, sarà effettuata un’ecografia tiroidea.

    Nell’Università del Michigan (un centro di eccellenza a livello mondiale per le problematiche legate alla tiroide) sono soliti utilizzare moderne tecniche di ultrasuono, in maniera che i medici possano raccogliere la maggior parte delle informazioni per scoprire se il nodulo è canceroso.

    Potrebbero essere necessari ulteriori test, come esami di laboratorio e una biopsia. Per una biopsia, un campione di cellule dall’area interessata viene rimosso ed esaminato al microscopio. Il tipo più comune di biopsia, per investigare su eventuali tumori alla tiroide, si chiama aspirazione dell’ago fine.

    Tuttavia, spetta al medico il compito di suggerire il metodo di intervento maggiormente idoneo in base alla situazione. Il nostro compito è quello di attenersi scrupolosamente alle indicazioni degli specialisti e prenderci cura di noi stessi.

    Fonti

    Lascia il tuo commento

    Non verrà mostrata nei commenti
    A Good Magazine - Newsletter
    è il contenuto che ti fa bene! Resta aggiornato sulle malattie digitali

    Ho letto e accetto le condizioni di privacy