Latte formula e biberon: cosa c’è da sapere?

Non sempre è possibile nutrire il neonato solo con il latte materno: in questi casi è opportuno ricorrere al latte artificiale. Ecco una breve guida all’utilizzo

latte artificiale

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    Che cos’è il latte formula o latte artificiale?

    Quando il latte materno non c’è, è insufficiente o semplicemente la mamma sceglie di non voler allattare al seno il neonato, il/la pediatra consiglia in sostituzione questo tipo di prodotto alimentare. Ovviamente ogni produttore di latte formula cerca di renderlo il più vicino possibile al latte materno per realizzare un sostituto efficace dell’alimentazione infantile. Tutti i latte formula sono approvati da un ente nazionale e devono sempre attenersi ad alcuni standard definiti da una normativa internazionale che impone il rispetto di una composizione ideale per nutrire correttamente il bambino. Esistono vari tipi di latte artificiale, diverse formulazioni da scegliere in base all’età del neonato:

    • Formula da 0 a 6 mesi, un prodotto ricco di tutti i valori nutrizionali atti alla crescita del neonato nei suoi primi mesi di vita. Solitamente riporta, ben evidente, il numero 1”;
    • Formula da 6 a 12 mesi, detta anche “di proseguimento”, evidenziata dal numero 2,  viene introdotta nel momento in cui il bambino integra l’alimentazione complementare;
    • Formule per bambini da 12 fino a 36 mesi, da un anno in su, questo prodotto può essere utilizzato per integrare l’alimentazione del bambino, sono evidenziate dal numero 3, 4 e talvolta 5.

    Da cosa è composto il latte artificiale?

    Tutto il latte artificiale è composto principalmente da latte vaccino: infatti è quello più vicino al latte materno come composizione, tuttavia contiene molti più grassi, minerali e proteine. Quindi per renderlo più adatto alla nutrizione del neonato, viene scremato e diluito. All’interno del latte formula troviamo il lattosio, come carboidrato e le proteine del latte vaccino. Nella maggior parte dei casi è integrato da componenti aggiuntive, quali:

    • Ferro, per accrescere lo sviluppo cognitivo;
    • Fermenti lattici vivi;
    • ALA, acido grasso essenziale, prezioso per cervello e tessuto nervoso;
    • Vitamina D e calcio, per il benessere di ossa e denti.

    Esistono poi prodotti liquidi o in polvere: a seconda di cosa si opta i tempi di preparazione e le modalità di conservazione cambiano conseguentemente:

    • Il latte artificiale liquido è sempre pronto all’uso ed è sterile fin quando la confezione non viene aperta. In questo senso è il più sicuro, ma una volta aperta la confezione deve comunque essere consumato entro due ore;
    • La formula di latte in polvere invece, non essendo sterile, potrebbe contenere, anche a cariche molto basse, colonie batteriche che hanno contaminato la polvere al momento della preparazione in fabbrica oppure dopo l’apertura. Tuttavia scaldando l’acqua per ricostituire il prodotto, almeno a 70°C, i batteri possono essere per la maggior parte eliminati. Bisognerà poi far raffreddare rapidamente il latte per evitare così che i batteri si moltiplichino. La polvere deve essere conservata in un luogo fresco e asciutto, nella confezione originale, ben chiusa e deve essere consumata entro 10-15 giorni dall’apertura.

    Qual è il latte artificiale migliore per il neonato?

    Bisogna partire dal presupposto che la scelta della formula si basa sempre sui bisogni nutrizionali del lattante e sarà quindi il/la pediatra a valutare quale sia per il neonato il tipo di formula più adatto e completo per la sua crescita. Oltretutto le formule artificiali non sono tutte uguali, anzi, ne esistono tante e di diversi marchi, con ingredienti tra loro diversi. Il Ministero della Salute indica dei limiti di composizione entro i quali ogni produttore deve proporre la propria ricetta. Come scegliere quindi il latte formula migliore?

    • Controlla la presenza del DHA: questo acido grasso polinsaturo essenziale è molto importante per la maturazione della retina e lo sviluppo intellettivo ma nel latte vaccino non c’è e quindi non tutte le formule lo contengono;
    • Evita quelli che contengono olio di palma: un olio vegetale, che ormai tutti conosciamo e di cui, in realtà, esistono ancora molte perplessità sulla sua nocività. Nonostante ciò è vero che quest’olio, quando sottoposto ai processi di lavorazione, accumula contaminanti che sono potenzialmente nocivi per l’uomo;
    • Gusto piacevole: anche il gusto della formula è importante! Il miglior latte artificiale ha un gusto gradevole, non lascia retrogusto amaro e non contiene elementi difficili da digerire;
    • Il prezzo non è indicatore di qualità: come in altri ambiti i prezzi del latte formula variano spesso anche in base al marketing per quel determinato prodotto. Alcuni tipi di latte artificiale hanno un prezzo competitivo e sono di ottima qualità.

    Latte artificiale: ogni quante ore?

    Solitamente c’è uno schema di poppate giornaliere del neonato, che siano al seno o al biberon, che prevede:

    • Fino ai 3 mesi sei poppate al giorno a cadenza di tre ore e mezza circa;
    • Dopo il quarto mese le poppate diventano 5 ogni quattro ore;
    • Tra il quinto e sesto mese quattro poppate al dì.

    E se il neonato lo richiede? Non è assolutamente sbagliato privarlo del biberon o della poppata quando lo richiede, così il bambino sarà in grado di capire il senso di fame e sazietà ed imparerà ad autoregolare la sua alimentazione. Allo stesso modo le dosi consigliate sulla confezione possono essere eccessive per alcuni e scarse per altri, ogni bambino è diverso e ha bisogno di un’alimentazione diversa, per questo è sempre importante ascoltare porre molta attenzione ai suoi bisogni.

    Quanto prima è possibile preparare il latte artificiale?

    La cosa migliore e ampiamente consigliata sarebbe quella di preparare il latte artificiale sempre sul momento. Vero è che, specialmente per quello in polvere, non sempre si è preparati o nel posto giusto per prepararlo sul momento. Se quindi si sceglie di farlo con anticipo, è il caso di non superare le due ore e di non conservare il latte già pronto in frigo. I residui di latte devono essere scartati e non possono assolutamente essere riscaldati dopo la prima preparazione poiché potrebbe far nascere una proliferazione batterica.

    Latte materno più latte artificiale: giusto o sbagliato?

    Quando si decide di allattare il neonato e al contempo di nutrirlo anche con latte artificiale parliamo di “allattamento misto complementare”. Solitamente viene consigliato ad una mamma in casi specifici come:

    • Nel caso di ipoglicemia neonatale;
    • Oliguria: cioè scarsa diuresi, che si quantifica con meno di 5 pannolini monouso bagnati di urine in 24 ore;
    • Costipazione;
    • Segni di disidratazione;
    • Un incremento di peso inferiore ai 20 gr al giorno tra la seconda settimana e il terzo mese;
    • In alcuni casi la gemellarità.

     

    L’allattamento al seno deve essere preservato ed è importante sottolineare che tutte le volte che si pensa che il neonato abbia bisogno di questa integrazione occorre comunque confrontarsi con un medico che prescriva questo tipo di alimentazione mista. Anche perché possono insorgere varie problematiche come:

    • Stitichezza nel neonato: può dipendere sia dalla composizione della formula che dalle differenze in termini di microbioma. Spesso, sia con l’alimentazione complementare, che con la semplice alimentazione con latte artificiale può esserci il rischio di problemi maggiori nella defecazione per il neonato;
    • Spesso la produzione di latte della mamma viene compromesso, soprattutto se si nutre il bambino prima con la formula e solo successivamente con l’allattamento;
    • Rischio di sovra-alimentare il bambino: troppo spesso, con l’alimentazione mista si rischia di sovraccaricare il bambino di latte e di ignorare il suo senso di sazietà.

    Latte artificiale e reflusso gastroesofageo

    Anche i neonati soffrono di reflusso gastroesofageo, con dei sintomi ben precisi ed evidenti, circa il 50% di loro viene colpito da questo disturbo nei primi 12-14 mesi di vita. Spesso si pensa che il latte artificiale sia meno digeribile, poiché più ricco di elementi aggiunti, rispetto al latte materno e che quindi possa causare il temuto reflusso dei neonati. Errato! I bambini allattati al seno soffrono di reflusso come quelli allattati artificialmente. L’unica differenza positiva è che i bambini che ricevono il latte materno, che per essere digerito non richiede una grande quantità di acido da parte dello stomaco, soffrono di un reflusso non irritante per l’esofago. Di contro però il latte artificiale può essere addensato e quindi il bambino che beve latte materno non può sfruttare una delle misure più efficaci per combattere il reflusso gastroesofageo. Se il neonato vomita ad ogni poppata il latte artificiale potrebbe esserci un problema. Le cause, oltre ad un’allergia al latte vaccino nella peggiore delle ipotesi, possono semplicemente essere ricondotte alla scelta di una formula sbagliata o al tipo di acqua utilizzata per sciogliere e preparare il latte. In questo caso è opportuno consultare il/la proprio/a pediatra.

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