Come abituare il gatto al guinzaglio

Quotidianamente nelle nostre città osserviamo cani camminare al guinzaglio con i loro padroni; ma se volessimo fare la stessa cosa con i nostri gatti, come possiamo fare per abituarli?

abituare gatto guinzaglio

Sommario
    Tempo di lettura Tempo di lettura terminato
    0
    Time

    Gatto: animale sociale o no?

    I gatti domestici sono animali ben più complessi di come appaiono. Pochi prediligono una vita solitaria, priva di interazioni con esseri umani o altri animali; spesso, se lasciati a lungo da soli e senza stimoli, questi felini sviluppano nevrosi, riconducibili a comportamenti sgraditi quali oggetti graffiati, piante distrutte, masticazione di superfici.

    Contribuire ad ampliare la mente del gatto attraverso l’addestramento, significa trovare una bella opportunità per socializzare con lui e comprendere meglio il suo comportamento.

    La passeggiata è un ottimo stimolo

    Molti gatti adorano stare all’aperto, ma questo può essere molto pericoloso per tutti quei felini che vivono in zone urbane e suburbane. Inoltre, la sedentarietà rischia di contribuire alla trasformazione del tuo micino in un gatto obeso. Per offrire al gatto la possibilità di vivere questa bella esperienza in totale sicurezza, possiamo valutare la possibilità di abituarlo a indossare una pettorina e, in un secondo tempo (per non stressarlo troppo), il guinzaglio attaccato a essa.

    Camminare al guinzaglio con il gatto

    Innanzitutto, risulta fondamentale iniziare in uno spazio al chiuso, privo di distrazioni. Nella prima fase, sarà sufficiente che il gatto si abitui a camminare con il guinzaglio attaccato alla pettorina, senza che nessuno lo tenga all’altro capo. Il gatto si abituerà così, in maniera naturale, alla presenza di questo “strano filo”…

    Il rinforzo positivo

    Se il gatto cammina serenamente (inizialmente sono sufficienti anche solo due o tre passi), è buona norma rinforzare con un bocconcino o una carezza: capirà così che questo è il comportamento che ci aspettiamo da lui se vuole essere premiato. Continuate con questa fase per almeno una settimana, lo scopo è sempre quello di far entrare in confidenza gatto e guinzaglio.

    Il training vero e proprio

    A questo punto siamo pronti per iniziare la nostra seduta di addestramento! Prendiamo il capo libero del guinzaglio con la mano che siamo soliti utilizzare meno e con l’altra teniamo in mano il bocconcino. L’obiettivo è piegarsi leggermente, in modo tale da stare di fianco al gatto, camminare insieme a lui e contemporaneamente tenere il boccone a pochi cm di distanza dal suo naso, così che sia invogliato a procedere in avanti insieme a noi. È importante che in tutto questo il guinzaglio resti sempre morbido, così che l’animale non percepisca tensione che potrebbe stressarlo. Inizialmente sarà già un successo se il gatto farà qualche passo insieme a voi, pertanto non esitate a premiarlo spesso.

    Ulteriori step

    Dopo qualche seduta di addestramento, vi renderete conto che il gatto ha capito cosa gli state chiedendo di fare. Attenzione, perché questo è il momento in cui potrebbe distrarsi e se si tratta di un gatto sveglio che tende ad annoiarsi velocemente, sarà vostro onere mantenere impegnata la sua mente! Aumentate e diminuite il passo, girate a destra e a sinistra, fermatevi e ripartite. Insomma, lo scopo di questa terza fase è simulare una camminata vera e propria. Nel momento in cui non ci saranno più differenze di comportamento tra quando il guinzaglio è a terra che striscia e quando lo tenete voi in mano, vorrà dire che avrete raggiunto il vostro obiettivo.

    La passeggiata all’aria aperta con il gatto

    Adesso che siete pronti per portare il vostro gatto a fare una passeggiata all’aperto, assicuratevi che abbia fatto tutti i vaccini necessari per non rischiare problemi di salute interagendo con l’ambiente esterno. È fondamentale che non lo perdiate mai di vista, poiché potrebbe leccare o addirittura mangiare sostanze che potrebbero nuocergli, quali spazzatura, pesticidi, feci o urine di altri animali, carcasse di piccoli animali morti. Sappiate che tutti gli stimoli che il gatto incontrerà attireranno la sua attenzione e anche l’utilizzo del rinforzo, in questo contesto, potrebbe non avere un grande successo per attirare la sua attenzione. Dovete essere preparati a questo, non essere frustrati e soprattutto non arrabbiarvi con lui. Lasciategli piuttosto un po’ di tempo per adattarsi a questa nuova esperienza, potrebbero volerci anche una decina di uscite, pertanto siate pazienti.

    Alcuni consigli utili

    • Soprattutto i primi tempi, evitate aree troppo rumorose, trafficate, in mezzo a tanta gente. Preferite spazi tranquilli, magari un po’ isolati, possibilmente recintati; il gatto infatti, soprattutto i primi tempi, potrebbe non gradire la pettorina e tentare di sfilarsela di dosso. Trovarsi in un luogo recintato potrebbe evitargli di fuggire e di ritrovarsi in situazioni molto pericolose!
    • Se il gatto tira per andare in un punto preciso, non cadete nell’errore di assecondarlo o di strattonarlo verso di voi. Piuttosto, attirate la sua attenzione facendo degli schiocchi con le labbra oppure sventolando il suo bocconcino preferito, in questo modo lo distrarrete dal suo desiderio di evasione. Pianificare le passeggiate quando è a stomaco vuoto potrebbe essere un’ottima idea a questo proposito!
    • Evitate qualsiasi tipo di punizione fisica, urli, strattoni o simili: niente di tutto questo servirà a convincere un gatto a fare quello che gli chiedete. Per di più, a differenza del cane, questo animale non svolge un’azione su richiesta per compiacere il proprio umano, lo fa solo se gli piace e se si diverte! Questa è una delle differenze tra queste due specie, ed è fondamentale tenerlo sempre presente mentre interagiamo con lui.

    Il gatto deve imparare che è lui a camminare con voi, non voi a camminare con lui. Per comprendere questo ci potrebbe volere un po’ di tempo, pertanto siate pazienti, divertitevi e vedrete che la passeggiata sarà un divertimento anche per lui.

    Fonti

    Cat training in 10 minutes, Miriam Fields-Babineau, T.F.H. Publications

    Lascia il tuo commento

    Non verrà mostrata nei commenti
    A Good Magazine - Newsletter
    è il contenuto che ti fa bene! Resta aggiornato sulle malattie digitali

    Ho letto e accetto le condizioni di privacy