Il pappagallo perde le piume: è malato oppure no?

Potrebbe essere la muta, una ciste oppure una malattia tipica dei pappagalli. Potrebbe anche essere una questione psicologica. Vediamo cosa fare

pappagallo perde piume

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    Divenuti ormai star di cinema e web per la loro strabiliante capacità di imparare e ripetere suoni del linguaggio umano, i pappagalli – nome tecnico Psittaciformi – sono volatili dal piumaggio colorato e sgargiante, becco robusto e adunco e temperamento mite ma determinato. Ad oggi si conoscono quattro famiglie di pappagalli, tutte tendenzialmente tipiche delle zone tropicali e subtropicali. 

    Il piumaggio dei pappagalli, come quello di tutti i volatili, rappresenta in buona sostanza il corrispettivo dei peli mammiferi: è una parte del corpo all’interno della quale non passa sangue, funge da isolante termico e protezione per l’epidermide e, cosa più importante, ovviamente, garantisce la possibilità di volare. 

    Piume e penne, insomma, sono una parte strutturale del corpo molto importante per il pappagallo e possono funzionare come campanello d’allarme per chi ne possiede uno.

    In generale, la cosa più importante quando si possiede un volatile è tenerlo a riparo da batteri e virus, per questo è bene fargli preventivamente tutte le vaccinazioni indicate dalle normative veterinarie. Al di là di questo, problemi a piume e penne potrebbero subentrare per via di altre malattie.

    Proviamo allora a rispondere alla domanda: se il mio pappagallo perde il piumaggio, devo preoccuparmi?

    Questione di muta

    La prima ipotesi è del tutto rassicurante. Come molte altre specie animali, anche uccelli e pappagalli cambiano regolarmente il piumaggio: la muta. Questa non avviene all’improvviso e tutta insieme, perché altrimenti i pappagalli rimarrebbero senza protezione e molto vulnerabili. 

    Gradualmente, quindi, l’animale comincia a sostituire il piumaggio vecchio con il nuovo e per questo il proprietario potrebbe notare piume e penne cadute a terra o sul fondo della gabbietta. La durata della muta potrebbe essere anche di due mesi, dipende dalle caratteristiche del pappagallo, e in questo lasso di tempo è importante che si mantenga sempre ben idratato.

    Meglio farlo stare in un luogo tranquillo con acqua sempre a disposizione, eventualmente mescolata con integratori di vitamine E e D. Se notiamo che il corpo resta secco, possiamo spruzzargli delicatamente un po’ d’acqua direttamente addosso. Senza allarmismi, dobbiamo solo lasciar fare alla natura.

    Prurito

    Una spiegazione semplice, quasi banale, per qualche piuma caduta potrebbe essere il prurito. Se il pappagallo percepisce una sensazione di pizzicore, con il becco si puntella la zona interessata, si gratta, e di conseguenza rischia di rovinarsi il piumaggio.

    In casi più difficili, quando cioè notiamo che una semplice grattata non basta a portare sollievo, potrebbe essere un problema di parassiti esterni: la soluzione, in tal caso, è procedere con la sverminazione.

    Cisti follicolare

    Proprio come un essere umano, anche il pappagallo potrebbe sviluppare delle cisti, nel suo caso sotto la pelle alla base del piumaggio. Si sviluppano all’interno del corpo, come dei sacchettini ripieni di piume e penne (lumpus) che provocano infiammazione e alcune volte la caduta del piumaggio sovrastante. Per questo problema cutaneo, è possibile fare una semplice operazione chirurgica e asportare le piccole cisti. Sarà poi il veterinario e decidere se il pappagallo ha bisogno di ulteriori controlli.

    Malattia del becco e delle piume

    Questa malattia colpisce specificatamente i pappagalli. Oltre alla perdita delle piume, altri sintomi sono la fatica nell’alimentazione e alterazioni strane del becco. Il pappagallo potrebbe essere entrato a contatto con il Circovirus, responsabile della “Psittacine Beak and Feather Disease” ( PBFD) o malattia del becco e delle penne.

    Le piume cadono, si arruffano, si deformano e alcune volte dalla loro radice possono scatenarsi piccole emorragie. Contestualmente, il becco si devia, si allunga in modo anomalo e nei casi peggiori alcune parti vanno in necrosi.

    Questa condizione debilitata porta con sé due rischi: che il pappagallo incorra in ulteriori infezioni e che il suo sistema immunitario, troppo stressato, vada in deficit provocando la morte nel giro di pochissimi giorni.

    Per la diagnosi, è necessario rivolgersi tempestivamente ad un veterinario che faccia le dovute analisi del sangue. Ad oggi non esiste un vaccino o una cura specifica contro questa malattia, se un animale viene colpito si possono solo applicare misure di sicurezza come la quarantena affinché il virus non si diffonda ulteriormente; è sconsigliatissimo farlo riprodurre, i piccoli erediterebbero con molta probabilità la stessa malattia.

    E se fosse il pappagallo a strapparsi le piume?

    Ebbene: il triste fenomeno dell’auto-depiumazione può colpire anche i gioiosi pappagalli. Se ritroviamo il nostro volatile con una chiazza di corpo senza piume, se lo “becchiamo” sul fatto mentre si strappa via una penna potrebbe essergli diagnosticata questa che è a tutti gli effetti una malattia della mente, una nevrosi

    Potrebbe essere un trauma causato dalla una cattura violenta di un bracconiere o dall’essere stato allevato senza le dovute attenzioni. Potrebbe essere una sofferenza psicologica del pappagallo dovuta alla difficoltà di adattarsi all’ambiente o dallo stress di una situazione quotidiana caotica. In tutti questi casi, capiamo che i pappagalli hanno una sensibilità rispetto a ciò che li ci circonda molto spiccata e che l’auto-depiumazione è sintomo di un malessere grave, paragonabile al mangiarsi le unghie fino a farsi uscire il sangue.

    Trattandosi di una malattia mentale, anche la cura deve andare in questa direzione: migliorare il suo habitat, dimostrargli affetto e vicinanza, magari procurargli un compagno o una compagna per stimolare l’animale positivamente. In aggiunta, come misura cautelativa, è bene sottoporlo a controllo periodici regolari e fargli assumere dei farmaci antiparassitari leggeri, anche in forma polvere o spray, così da proteggerlo dagli attacchi parassitari soprattutto nelle zone dove si è depiumato maggiormente.

    Per il resto, sarà tutta questione di pazienza: il piumaggio ricrescerà, più colorato di prima.

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