Cure contro il Covid-19: cosa sappiamo finora?

Novità e progressi medici per la cura del Covid-19, dalla scoperta del virus in Italia a ora: a che punto siamo?

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    Inizialmente era solo una notizia come tante, sui social si leggeva di questa strana polmonite particolarmente aggressiva e di come la Cina riuscisse a gestire il tutto magistralmente. Dopo pochi mesi il problema è diventato globale, arrivando a toccare anche e soprattutto l’Italia inizialmente. Da questo momento l’intero pianeta si è mobilitato e ha unito le proprie risorse per fronteggiare il nemico comune. 

    Come si manifesta il Covid-19

    Ormai il COVID-19 si è reso tristemente noto a livello mondiale. Sappiamo che è una malattia infettiva, causata da un ceppo di coronavirus scoperto recentemente durante l’epidemia a Wuhan, in Cina, nel dicembre 2019.

    I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca e stanchezza. Altri sintomi, seppur meno frequenti, possono essere:

    • dolori;
    • congestione nasale;
    • mal di testa;
    • mal di gola;
    • congiuntivite;
    • diarrea;
    • perdita di gusto e/o olfatto;
    • scolorimento delle dita delle mani e/o dei piedi;
    • eruzioni cutanee.

    Questi sintomi sono generalmente lievi e graduali, non è raro trovare soggetti asintomatici o con manifestazioni talmente deboli da passare inosservate.

    Secondo i dati dell’OMS circa l’80% dei soggetti affetti guarisce dal Covid-19 senza bisogno di cure ospedaliere, mentre circa 1 persona su 5 si ammala gravemente e sviluppa difficoltà respiratorie.

    I soggetti statisticamente più a rischio risultano essere gli anziani e chi soffre di complicazioni di base come problemi polmonari e cardiaci, ipertensione, cancro e diabete. Ciò comunque non esclude che chiunque e di qualunque età o genere possa contrarre questo ceppo di coronavirus, anche con conseguenze gravi.

    Il Covid-19 si diffonde principalmente attraverso piccole goccioline espulse durante conversazioni, starnuti o tosse. Queste sono relativamente pesanti, non viaggiano lontano e tendono ad affondare rapidamente a terra. Diventa possibile contrarre il Covid-19 respirando queste secrezioni da persone infette, oppure toccando superfici sulle quali si sono depositate pochi attimi prima, toccandosi successivamente bocca, occhi o naso. Questo è il motivo principale per cui è importante stare almeno a un metro di distanza dagli altri, lavarsi frequentemente le mani e pulire le superfici con detergenti a base alcolica.

    Fake news su cure e trattamenti

    Come ogni argomento che gode di risonanza mediatica, anche il coronavirus è stato il protagonista di informazioni a volte strampalate, altre volte pericolose per la salute collettiva.

    Come non citare il presidente statunitense Donald Trump, che verso la fine di Aprile suggerisce iniezioni di disinfettante e dosi massicce di raggi UV per contrastare la malattia (oltretutto suggerimenti tristemente seguiti da una fetta della popolazione) e si sottopone a una profilassi “fai da te” a base di idrossiclorochina (messa in dubbio da numerosi esperti). Non dimentichiamo nemmeno gli attacchi alle antenne 5G le quali, secondo alcuni complottisti, sarebbero responsabili della rapida diffusione del Covid-19.

    Per cercare di tamponare questa autentica emorragia di bufale, il Ministero della Salute ha stilato una lista di informazioni assolutamente false e/o senza alcun riscontro scientifico:

    • Bere latte protegge e cura dal Covid-19: non esistono evidenze scientifiche a riguardo;
    • Disinfettare la pelle con raggi UV: no, oltretutto eccessive esposizioni alle radiazioni UV possono danneggiare gli occhi e irritare la pelle;
    • Mangiare peperoncino previene il contagio: gli amanti della cucina piccante avranno avuto un sussulto di gioia, ma anche questa informazione è scientificamente infondata;
    • Il Covid-19 si diffonde attraverso le mosche e le zecche: non ci sono evidenze scientifiche a riguardo. Sono animaletti un po’ fastidiosi, ma in questa circostanza non possiamo accusarli di nulla;
    • Curarsi con acqua e bicarbonato: niente da fare;
    • Gli olii essenziali delle piante aromatiche sono un’ottima protezione: anche qui nessuna prova scientifica a sostegno. Basilico, rosmarino e origano saranno pure piante amate dai più, ma attualmente non risulta che abbiano abilità strabilianti contro il nuovo coronavirus;
    • L’ozono sterilizza l’aria, evitando l’infezione: in questo caso la risposta è “ni”. Attualmente è in fase di valutazione all’interno del Regolamento 528/2012 Biocidi, in attesa di essere autorizzata all’uso come biocida (disinfettante), ma l’ozono non ha proprietà sterilizzanti propriamente dette;
    • Pulire e sterilizzare con il vapore protegge dall’infezione: attualmente non ci sono evidenze scientifiche sull’efficacia del vapore. La scelta migliore rimane pulire prima con acqua e sapone e successivamente con soluzioni con cloro attivo (allo 0,1% per pavimenti e allo 0,5% per le superfici maggiormente toccate) per disinfettare. In alternativa un disinfettante a base alcolica.

    Informarsi è importante, ma ancor di più è farlo nella maniera corretta. Meglio non abboccare a tutte le informazioni che vagano sui social, meglio attenersi alle direttive istituzionali e di enti affidabili. Non basta leggere, bisogna pretendere le fonti.

    Tentativi terapeutici fino a oggi

    Dalla scoperta del Covid-19 a dicembre del 2019 ad oggi (Giugno 2020) non è ancora stata trovata una cura definitiva e specifica per questo nuovo coronavirus, tuttavia si continua a progredire con la ricerca e da un mese all’altro è cambiato l’approccio alla lotta.

    Gennaio/ Febbraio 2020

    In Italia la presenza del Covid-19 comincia a farsi sempre più evidente. Viene trattato sostanzialmente come un’influenza, cercando di intervenire con il supporto meccanico alla respirazione nei casi più gravi.

    La terapia sperimentale che viene presa in considerazione su suggerimento dell’OMS è a base di lopinavir/ritonavir, utilizzati solitamente per il trattamento dell’HIV e di remdesivir, un antivirale già utilizzato contro l’Ebola.

    Nel frattempo dalla Cina cominciano ad arrivare notizie positive riguardanti l’utilizzo sperimentale di plasma sanguigno raccolto da persone guarite.

    Marzo 2020

    Dal Giappone cominciano ad arrivare notizie riguardanti i buoni risultati il Favipiravir, maggiormente noto come Avigan, complice anche un video diventato virale sui social. L’utilizzo del farmaco è figlio anche di uno studio sperimentale partito dalla Cina già nel Febbraio 2020. Non esistono studi clinici pubblicati relativi alla sua efficacia nel trattamento del Covid-19. Sono solamente studi preliminari, disponibili unicamente come versione pre-proof (cioè non sottoposti a revisione di esperti).

    Nel frattempo, l’idea dell’utilizzo del plasma sanguigno dei guariti comincia a prendere piede anche in Italia.

    Aprile 2020

    In Italia e nel mondo cominciamo a conoscere sempre meglio questo nemico comune, la ricerca scientifica si fa sempre più determinata e risultano utili farmaci già usati per altre malattie. Non esiste ancora una terapia definitiva, ma si comincia a prendere in considerazione l’eparina a basso peso molecolare, che in Cina sembra aver superato positivamente alcuni test nel contrasto della fase iper-infiammatoria della malattia.

    Si inizia a valutare l’opaganip, una cura antivirale e antinfiammatoria utile contro le infiammazioni polmonari, mentre il remdesivir (antivirale già usato contro l’Ebola) viene già utilizzato. All’Ospedale Pascale di Napoli invece si riceve l’ok per l’utilizzo del tolicizumab, farmaco notoriamente utilizzato per il trattamento dell’artrite reumatoide e adesso utilizzato per contrastare le complicanze del nuovo coronavirus dovute alla “tempesta di citochine”.

    Maggio 2020

    A Maggio non esiste ancora una cura specifica, i contagi in Italia, grazie alle misure di contrasto alla diffusione del Covid-19, sono notevolmente diminuiti e con essi anche i decessi. Nel mondo si procede utilizzando farmaci e terapie usate per altre malattie, come:

    • Chemioterapici;
    • Antimicrobici;
    • Antivirali;
    • Antimalarici;
    • Antinfiammatori;
    • Immunosoppressori;
    • Anticorpi monoclonali;
    • Monossido d’azoto;
    • Anticoagulanti.

    L’attenzione verso il plasma iperimmune è ancora alto e i risultati sembrano incoraggianti, ma si attende un vaccino.

    Cosa ci riserva il futuro?

    Il mondo è in attesa di un farmaco definitivo e di un vaccino che in futuro possa essere somministrato a soggetti sani per prevenire le reazioni gravi dovute al Covid-19. Attualmente esistono delle vere e proprie corse al vaccino da parte di aziende farmaceutiche da tutto il mondo, alcune con risultati che lasciano ben sperare in una soluzione relativamente breve.

    Ogni giorno la scienza continua a fare passi da gigante e anche se non percepiamo i progressi questi avvengono costantemente. Attualmente non esiste una cura, ma siamo comunque capaci di tenere a bada un nemico di cui fino a pochissimo tempo fa non conoscevamo nemmeno l’esistenza.

    Questa situazione avrà delle ripercussioni future su molteplici fronti, dagli iter per l’approvazione di un vaccino fino ad arrivare alla nostra consapevolezza sulla vita e di come questa possa cambiare velocemente, all’improvviso.

    Fonti

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