Qual è stato il ruolo dei farmacisti comunitari nel 2021?

Uno sguardo al report annuale del Gruppo Farmaceutico dell’Unione Europea

report PGEU sul ruolo dei farmacisti durante l'emergenza coronavirus

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    Il 2021 è un anno che si è confermato fondamentale per la crescita e la definizione del ruolo dei farmacisti comunitari all’interno dei sistemi sanitari europei: è quanto emerge dall’ultimo report pubblicato da PGEU (Gruppo Farmaceutico dell’Unione Europea), l’associazione che rappresenta i farmacisti della Comunità Europea.

    Durante questo secondo anno di pandemia, i farmacisti comunitari non hanno solo resistito all’emergenza, ma sono riusciti, radunandosi, ad ampliare il loro raggio d’azione, fornendo ai pazienti servizi fondamentali e garantendo l’accesso ai trattamenti che hanno permesso ai sistemi sanitari di non collassare: un supporto importante, come quello avvenuto durante la campagna vaccinale, che in diversi Paesi dell’Unione ha permesso di contrastare la diffusione del virus in maniera più capillare e veloce.

    Un anno di conferme dunque per i farmacisti comunitari, che hanno dimostrato di poter dare di più nei periodi di difficoltà, ma non solo. Secondo il PGEU, infatti, il 2021 sarà un anno che segnerà una pietra miliare nella storia delle farmacie comunitarie, sia come anno di resilienza che come anno di progresso, un anno che è riuscito a mettere in luce di fronte a tutta Europa l’identità e la mission di una risorsa fondamentale per cittadini e sistemi sanitari.

    Nel report annuale pubblicato dall’associazione si delineano due sezioni complementari che riportano, in una ventina di slide, l’anno della PGEU:

    • Uno sguardo all’anno di PGEU
    • Il contributo dei farmacisti comunitari durante la pandemia Covid

    Uno sguardo all’anno di PGEU

    Esattamente com’è accaduto per altri contesti legati all’ambito sanitario, anche la PGEU ha risentito della “spinta pandemica” che ha permesso all’associazione di essere molto più attiva e prolifica nel corso di tutto il 2021.

    Tanti gli appuntamenti che si sono susseguiti durante l’anno, dalle videoconferenze ai contributi forniti ai principali dossier europei in tema di formazione, assistenza, legislazione.

    L’associazione si è interrogata su tematiche di ampio respiro, dalle campagne vaccinali, alla digitalizzazione dell’assistenza sanitaria, fino alla farmacia verde e sostenibile, mantenendo costante lo scambio e il monitoraggio con i professionisti.

    L’approccio, molto più pragmatico rispetto agli anni precedenti ha trovato il suo culmine all’interno della conferenza annuale di PGEU a Nizza, dedicata all’apprendimento e incentrata su tre sfide chiave:

    • nuovi servizi di farmacia
    • carenza di farmaci
    • salute digitale

    Un anno in salita per l’associazione, confermato anche dal contributo che i farmacisti comunitari hanno avuto durante la pandemia Covid.

    Il contributo dei farmacisti comunitari durante la pandemia Covid

    La seconda parte del report di PGEU riporta i dati riferiti al contributo che le farmacie dell’Unione Europea hanno dato durante il secondo anno di Covid, attraverso una panoramica di servizi di farmacia comunitaria attualmente disponibili e suddivisi in categorie:

    1. servizi collegati all’erogazione: dall’home delivery ai turni notturni, fino alle forniture di emergenza
    2. servizi di promozione per la salute: dall’educazione sanitaria alla somministrazione vaccini fino allo smaltimento medicinali scaduti, al controllo del peso e al supporto per smettere di fumare
    3. servizi di screening e segnalazione: dove troviamo la pianificazione di visite/esami, consegna o referti, segnalazione ad altri operatori sanitari, medicina predittiva
    4. servizi di gestione delle malattie: consumo vigilato dei medicinali, somministrazione di medicinali iniettabili, teleconsulti, supporto nella gestione terapeutica(…)
    5. servizi di gestione di casi individuali: dalle formulazioni galeniche al dosaggio di farmaci (per esempio l’insulina), fino alla sostituzione terapeutica

    Una gamma di servizi importante e trasversale che va a coprire esigenze e bisogni non solo legati all’emergenza sanitaria, ma anche alla gestione quotidiana della salute.

    Un contributo importante anche dal punto di vista della presenza sul territorio, dove in media risulta che:

    • una farmacia UE serve 4122 pazienti
    • ogni 100.000 abitanti sono presenti 32.3 farmacie
    • ogni farmacia ha 3 professionisti che praticano al suo interno.

    Dati che confermano quanto le farmacie comunitarie stiano pian piano prendendo il loro spazio all’interno dell’UE, diventando sempre più un punto di riferimento per i sistemi sanitari, ma soprattutto per le comunità alle quali si rivolgono.

    Essere stati presenti e di reale supporto durante l’emergenza Covid permetterà alle farmacie e ai farmacisti comunitari di portare avanti questo ruolo di collante che consentirà in futuro di poter fornire ancora più servizi.

    Per quanto riguarda il prossimo futuro, la direzione di PGEU è chiara:

    La nostra priorità nel 2022 sarà la revisione della legislazione farmaceutica europea che la Commissione europea lancerà alla fine dell’anno. Lavoreremo per garantire che la revisione metterà al centro le esigenze dei pazienti, migliorerà l’accesso e la disponibilità dei farmaci, in particolare affrontando le carenze, e che rafforzerà la sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitari.

    Un’altra importante priorità con la creazione dello Spazio europeo dei dati sanitari, che offre l’opportunità di dare forma alla trasformazione digitale in modo da supportare realmente i farmacisti, promuovere la collaborazione interprofessionale, garantire la protezione dei dati ma anche garantire la trasparenza e facilitare la raccolta dei dati per migliorare le decisioni normative e far progredire il progresso medico.

    Lavoreremo anche con gli altri stakeholder della supply chain per ridurre l’impatto negativo dei prodotti farmaceutici sull’ambiente e continueremo la nostra lotta contro la resistenza microbica.

    Infine, non vediamo l’ora di continuare nel nostro ruolo di presidente della coalizione dell’UE sulle vaccinazioni e il nostro contributo al lavoro dell’Agenzia europea dei medicinali nel quadro del gruppo di lavoro degli operatori sanitari dell’EMA.”

    Fonti

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