PNL: vantaggi e limiti della programmazione neurolinguistica

I pro e i contro di uno fra gli approcci/metodi di comunicazione più diffusi al mondo.

Pnl

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    Che cos’è la PNL?

    “La PNL si occupa dello studio delle realtà psicologiche individuali e dell’elaborazione di strumenti di osservazione, codificazione e intervento. In altri termini, si osservano i comportamenti, si rilevano le costanti e successivamente si cerca di classificare le osservazioni e di elaborare strategie adatte a risolvere le difficoltà incontrate. Il termine ‘programmazione’ si riferisce all’analogia tra il funzionamento del computer e quello del cervello umano, che crea e applica ‘programmi’ di comportamento. Questo termine indica i processi dinamici di percezione e rappresentazione sensoriale, di organizzazione del pensiero e i comportamenti. L’aggettivo ‘neurolinguistica’ riguarda sia il modo in cui il nostro sistema nervoso elabora le informazioni trasmesse dai cinque sensi sia le modalità con cui esse si manifestano a livello di linguaggio e comportamento”- ha scritto Catherine Cudicio nel libro “La PNL”.

    La PNL è, generalmente, classificata in quanto “metodo psicologico” di tipo:

    • comportamentale
    • cognitivo
    • sistemico

    Come appena spiegato, la programmazione neurolinguistica – il cui acronimo è, appunto, PNL (in inglese NLP, neurolinguistic programming) – è un approccio di tipo psicologico che prevede l’analisi delle strategie/dei comportamenti utilizzate/i e applicate/i dagli individui per raggiungere uno o più obiettivi personali e/o professionali. Questa tecnica agisce attraverso il collegamento di:

    1. pensieri 
    2. linguaggio 
    3. modelli di comportamento (appresi attraverso l’esperienza e orientati a risultati specifici) 

    I sostenitori della PNL presumono e credono nella seguente frase: “tutte le azioni umane sono positive”. Pertanto, se un piano fallisce e non si raggiunge il risultato prefissato oppure se accade un imprevisto, l’esperienza – per i precursori PNL – non è da definirsi né come buona né come cattiva, bensì presenta – semplicemente – informazioni ancor più utili.  

    Quando, dove e come nasce la PNL?

    La PNL ha origine negli anni ’70 presso l’Università della California, a Santa Cruz (poi diffusasi negli Stati Uniti e nel mondo in generale). Tra i principali fondatori troviamo: John Grinder (linguista) e Richard Bandler (scienziato dell’informazione e matematico). Anche Judith DeLozier e Leslie Cameron-Bandler hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo della PNL, così come David Gordon e Robert Dilts. Il primo libro di Grinder e Bandler sulla PNL – “Structure of Magic: A Book about Language of Therapy”, è stato pubblicato nel 1975. In questo manuale si è cercato di evidenziare modelli e strategie comunicativi attraverso linee guida che prendevano a esempio abili ed eccellenti comunicatori (intesi come “tipici”).  Gran parte del libro si basava sul lavoro di Virginia Satir, Fritz Perls e Milton Erickson. Molte altre tecniche e teorie, inoltre, sono state fondamentali per la PNL: dall’informatica alla linguistica, dalla sociologia all’antropologia, da rinomati professionisti della salute mentale a teorici e ricercatori come Noam Chomsky, Gregory Bateson, Alfred Korzybski e altri. “Scintilla” e risultato del lavoro di Grinder e Bandler furono dati, però, dallo sviluppo del “meta-modello” della PNL, ossia una tecnica che ritenevano fosse in grado di identificare modelli linguistici che riflettessero, a loro volta, i processi cognitivi di base. L’interesse per la PNL è cresciuto, esponenzialmente, dalla fine degli anni ’70, dopo che Bandler e Grinder hanno iniziato a commercializzare l’approccio tecnico-disciplinare come strumento volto a far conoscere alle persone in che modo ottenere i risultati che hanno in mente. Ad oggi, la PNL è diffusissima (grazie anche al passaparola) ed è utilizzata in una vastissima gamma di settori. Tra questi:

    • consulenza
    • business
    • finanza
    • marketing
    • vendita
    • mercato
    • benessere
    • alimentazione
    • coaching (motivazione)
    • medicina
    • legge
    • affari
    • arti dello spettacolo
    • sport
    • esercito
    • istruzione
    • leadership
    • politica
    • formazione
    • public speaking
    • self-help
    • sviluppo personale
    • corteggiamento e vita sentimentale

    Come funziona la PNL?

    Gli “elementi chiave” della PNL:

    • modellazione
    • azione attenta e veloce
    • comunicazione efficace

    L’idea, in sostanza, è che se un individuo può comprendere le procedure adottate e le strategie messe in atto da un altro individuo, il medesimo processo può essere assimilato, interiorizzato e replicato nella stessa modalità di azione. Chi mette in pratica la PNL analizza le proprie e le altrui prospettive/punti di vista per avere una panoramica ben precisa e sistematica di una certa/determinata situazione:

    • Parliamo di un grosso quantitativo di informazioni, perché plurime sono le prospettive. 
    • I sensi sono fondamentali nell’elaborazione delle informazioni disponibili.
    • Il corpo e la mente si influenzano a vicenda.
    • La PNL è un approccio esperienziale (infatti, se una persona vuole capire una certa azione compiuta da altri, deve replicare/esperire la stessa procedura per imparare/apprendere).

    Chi pratica la PNL crede – tendenzialmente – nella presenza naturale di una gerarchia che si suddivide in: 

    1. apprendimento
    2. comunicazione
    3. cambiamento

    I sei livelli logici di cambiamento, invece, sono:

    1. Scopo e spiritualità (es. religione, etica o altro – è il più alto livello di cambiamento) 
    2. Identità (il tipo di persona che percepiamo di essere in relazione con sé e con gli altri; include le responsabilità e i ruoli che assumiamo – o decidiamo di assumere – nella vita)
    3. Credenze e valori ( il sistema/l’insieme di credenze personali e le questioni per noi importanti)
    4. Capacità e abilità (cosa siamo capaci di fare, come possiamo farlo, cosa possiamo fare ecc.) 
    5. Comportamenti (le specifiche azioni messe in atto/eseguite) 
    6. Ambiente (l’impostazione e il contesto di relazioni in cui siamo immersi  – è il livello più basso di cambiamento)

    Lo scopo di ciascun livello logico è quello di organizzare e dirigere/direzionare le informazioni sottostanti e – di conseguenza – apportare un cambiamento/una modifica. Inoltre, modificando un livello inferiore si può causare l’alterazione di un livello superiore. Tuttavia, secondo la PNL – la modifica a un livello superiore comporterà necessariamente altre modifiche ai livelli inferiori.

    Nella PNL si parla anche di una mappa personale della realtà attraverso un concetto espresso in metafora: “la mappa non è il territorio”. Tale concetto evidenzia le differenze tra credenza e realtà; inoltre, sottolinea che ogni persona opera e agisce in base alla propria prospettiva piuttosto che tramite l’obiettività. A tal proposito, i sostenitori della PNL credono che la percezione di tutti sul mondo sia distorta, limitata e unica.

    Un terapeuta che pratica la PNL deve quindi capire come una persona in trattamento percepisce la propria “mappa” e l’effetto che questa percezione può avere sui pensieri e sul comportamento di quella stessa persona. La “mappa del mondo” di un individuo è formata dai dati ricevuti attraverso i sensi. Queste informazioni possono essere:

    • uditive
    • visive
    • olfattive
    • gustative
    • cinestesiche

    Gli psicoterapeuti utilizzano la PNL per lavorare con le persone e per comprendere i loro schemi di pensiero e i loro schemi comportamentali; così come il loro stato emotivo e le loro aspirazioni. Analizzando/esaminando la “mappa” di una persona/soggetto/paziente, lo psicoterapeuta può aiutare a trovare e rafforzare le abilità a lei/lui utili e a sviluppare nuove strategie sostituendole a quelle improduttive. I sostenitori della PNL affermano che questo tipo di approccio produce risultati rapidi e duraturi, migliorando la comprensione dei modelli cognitivi e comportamentali. La PNL tenta anche di costruire una comunicazione quanto più efficace tra processi mentali consci e inconsci in modo da agevolare le persone verso un  aumento della creatività e delle capacità di problem solving. Alcuni sostenitori dell’approccio cercano di porre a confronto quest’ultimo con la terapia di tipo cognitivo comportamentale (CBT), affermando che i risultati si possono raggiungere più rapidamente con la PNL. Fin dalla sua creazione, la PNL, è stata utilizzata per trattare un’ampia gamma di problemi che includono:

    • Ansia
    • Fobie
    • Panico
    • Problemi di comunicazione
    • Stress post traumatico
    • Depressione
    • Iperattività da deficit di attenzione
    • Dipendenza
    • Schizofrenia
    • Ossessioni e compulsioni
    • Personalità borderline

    Ciononostante la velocità (apparente?) nella risoluzione dei problemi – specialmente quelli clinici e più gravi (che richiedono, dunque, un’attenzione particolare) – e l’applicazione di un’unica tecnica a una così vasta gamma di ambiti/situazioni sono le principali ragioni poste in discussione da molti critici della PNL.

    I limiti della PNL 

    I critici della PNL, in particolar modo, discutono:

    • La mancanza di validità scientifica (essendo considerata una pseudoscienza fondata sull’idea e sul rischio di un orizzonte strettamente comune).
    • Il mancato riferimento alla PNL nei libri di testo e nelle riviste di psicologia e nei corsi di psicologia nell’istruzione superiore.
    • L’assenza di un’adeguata teorizzazione.
    • I principi psicologici banalizzati/semplificati mescolati a metodologie/linee guida pseudoscientifiche e a consigli/dritte di buon senso.
    • L’avere a che fare con “brevi conclusioni provvisorie”.
    • La natura eclettica della PNL (vaghezza dell’approccio).
    • La mancanza di prove empiriche/evidenze statistiche a supporto delle numerose affermazioni principali fatte dai proponenti (sono pochi gli studi scientifici che forniscono prove ferme e imparziali sul fatto che si tratti di un modo efficace di trattamento per problemi di salute mentale).
    • Inoltre, la mancanza di regolamentazione in materia di formazione e certificazione ha consentito a molte persone di diventare professionisti della PNL, malgrado la mancanza di un’esperienza credibile/professionale o un background nella salute mentale.

    PNL e psicoterapia, il parere della dott.ssa Capo (psicologa e psicoterapeuta)

    “La PNL ha avuto molto successo per i suoi spunti operativi rispetto alla psicologia e alla psicanalisi (che prevedono un processo più lungo e di approfondimento), questo ha fatto in modo che si diffondesse/sviluppasse anche al di fuori del percorso psicoterapeutico (es. vendita, sport, business ecc) dove viene padroneggiata da persone che non sono necessariamente psicologi. Il fatto che nella vendita si raggiungesse una consapevolezza dell’aspetto psichico/psicologico per considerare aspetti che possono aiutare a vendere di più, l’importante è non cadere nell’azione manipolatoria. Ci può essere del buono in tutto, l’importante è che non si facciano troppe generalizzazioni e analisi automatiche, evitando le etichette, gli stereotipi e i pregiudizi. L’efficacia della PNL dipende da come questa viene presentata, come viene gestita, in quale ambito, da chi ecc. E da come viene, più in generale, utilizzata nei vari contesti. Non è una panacea o una bacchetta magica, serve formazione o competenza acquisita. È bene conoscerne i limiti ed essere consapevoli degli stessi” – ci ha spiegato Maria Capo, psicologa e psicoterapeuta.

    Una domanda, cui ne seguono molte altre, sorge spontanea: rispetto (anche) al nostro “tempo storico”, come mai è così importante questa tecnica? Perché entra in gioco l’aspetto della rapidità/velocità? Crea, forse, l’illusione di avere a disposizione strumenti, competenze o soluzioni immediate? A cosa è dovuta tutta questa fretta? E dove si vuole arrivare?

    “L’importante, ad ogni modo, è che la PNL venga utilizzata in campo clinico/sanitario solo dallo psicoterapeuta, dallo psichiatra e/o dallo psicologo – ha concluso la dott.ssa Capo – quando si parla di salute mentale è bene fare attenzione, è bene ricordarsi di questo, così come dell’individuo, della singola esperienza riferibile allo stesso e del tempo che richiedono la cura e la terapia”. 

     

     

    Fonti

    British Library

    GoodTherapy.org

    Wikipedia

    Wired

    Bandler R., Get the life you want. The Secret to Quick and Lasting Life Change,Health Communications, Deerfield Beach (Florida), 2008, trad. it. Mattia Bernardini, Vivi la vita che desideri con la PNL. Le nuove tecniche del genio della PNL per migliorare la tua vita personale e professionale, Alessio Roberti Editore, Urgnano (Bergamo), 2009.

    Cudicio C., La PNL, ÉditionsEyrolles, Saint-Germain, Paris, 2003, trad. it. Silvia Meroni, La PNL. Per esprimersi con autenticità e comunicare più efficacemente, red!, Cornaredo (Milano), 2014. 

    Knight S., NLP at work. The Difference that Makes the Difference in Business, Nicholas Brealey Publishing, London and Boston, 2002, trad. it Mattia Bernardini,  PNL al lavoro: un manuale completo di tecniche per la tua crescita professionale e personale, Alessio Roberti Editore, Urgnano (Bergamo), 2009.

     

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