Pornografia: gli effetti all’interno di una relazione

Alla scoperta dell'amore e dell'intrattenimento solitario: possono veramente coesistere all'interno della vita di coppia?

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    Con lo sdoganamento della sessualità, il porno è entrato nelle camere da letto (e non solo) di praticamente chiunque: single, “amici con privilegi”, fidanzati e persino di moglie e marito. La trasgressione è istituzionalizzata, almeno nella fantasia. Infranti sono gli antichi pudori, perduta una certa poesia legata al mistero.

    Il terzo millennio vede cadere molti dei tabù legati al sesso e alla pornografia, che esce dalla sfera del proibito e del perverso. Di contro, il dilagare di un panorama da supermarket del sesso, con la conseguente omologazione del desiderio erotico del mondo. Nonostante sia più interessante chi si dona gratuitamente, senza ricavarne profitto, è boom del porno online, anche a pagamento, che si intrufola tra le lenzuola del 25% delle coppie.

    Relazioni affettive stabili e pornografia

    Fino al 1900, con l’avvento della “rivoluzione freudiana”, la parola sessualità non si poteva scindere tra la sua facoltà riproduttiva e quella sterile, finalizzata al piacere. Oggi sono in crescita le coppie che ricercano l’appagamento sessuale ricorrendo alla visione complice di film hard, per rendere la loro relazione più intrigante e sfuggire così alla noia sempre in agguato. Che gli effetti di questo accesso pornografico di massa siano positivi o negativi per una relazione stabile dipende dai livelli di percezione dei singoli membri della coppia, dal dialogo tra loro, dai loro comportamenti e dal coinvolgimento del partner nella propria sfera individuale.

    La porno dipendenza andrebbe separata dall’autoerotismo, un momento di piacere solitario che in nessun modo implica un tradimento reale o virtuale in sostituzione della sessualità condivisa. La ricerca del piacere fine a se stesso da parte di uno dei membri della coppia spesso non è conseguente a nessuna mancanza nel rapporto, ma l’esplorazione di un percorso edonistico autonomo.

    “Confessare non è tradire. Non importa quello che dici o non dici, ciò che conta sono i sentimenti. Se riuscissero a fare in modo che io non ti ami più… quello sarebbe tradire”, scriveva George Orwell in 1984. In una relazione sentimentale, c’è una linea sottile che vede la fine dello spazio della coppia e il ritorno a quello privato, con il suo sacro immaginario.

    Dal paleolitico al sexting tra gli amanti di oggi

    La trattazione o rappresentazione di soggetti ritenuti osceni, fatta con lo scopo di stimolare eroticamente il lettore o lo spettatore: è questa la pornografia ed esiste sin dalla notte dei tempi. L’istinto a guardare scene di sesso esplicito accomuna gli esseri umani di ogni epoca, classe e ceto. Tracce di queste rappresentazioni risalgono al paleolitico. Si passa poi dagli egizi agli assiri, dai greci ai romani, che raffiguravano spesso scene di sesso omosessuale, di sesso a tre, di sesso orale, al Kama Sutra della tradizione indiana, fino ai nostri giorni.

    La pornografia “evolve” di pari passo con la società. Nel corso del tempo è cambiato il modo di presentare tali immagini e se ne è perso il significato simbolico, religioso, d’auspicio alla fertilità: è proprio durante il ‘900 che avvengono i più grandi e repentini cambiamenti, anche in questo settore. Con l’avvento del cinematografo nascono i film a contenuto spinto e si diramano in ogni città, proiettati dai cinema a luci rosse. Tuttavia la parte più conservatrice della società, che ha spesso prevalso, considerò immorali tali rappresentazioni, ne represse la visione appellandosi alle leggi sull’oscenità e costrinse i fruitori, gravati dallo stigma sociale, ad utilizzare canali sotterranei. Almeno fino agli anni ’70, gli anni d’oro della pornografia, in cui viene semi-legittimata e si diffonde soprattutto tramite le cassette vhs.

    Quello che è successo dalla fine degli anni ’90 ai primi anni 2000 è storia ben nota: si inaugura l’era della rivoluzione digitale, insieme al business del porno. Viste le statistiche di fruizione della pornografia viene da chiedersi se sia con questa che internet sia diventato grande, ricco e abbia potuto rivendicare la sua anima rivoluzionaria, libertaria e libertina, e non il contrario. L’immediatezza nell’accesso a immagini hot, la loro gratuità, la garanzia dell’anonimato, concorrono a rendere questa esperienza sempre più pervasiva per il 70% degli uomini e il 30% delle donne, da recenti statistiche di Pornhub. Anche nelle coppie stabili la fruizione congiunta di video porno è ormai una pratica radicata, così come quella di inviare immagini, registrare video e scattare foto durante gli atti sessuali, con il sexting praticato dal 38,6% di chi vive in coppia, soprattutto di quelle più giovani.

     Gli effetti positivi della pornografia sulle coppie

    Perché il consumo di pornografia costituisca un momento positivo per la coppia, essa deve essere fonte di una nuova passione e appagamento sessuale. Deve essere una liberazione del desiderio, non la sua gabbia. Un segreto custodito tra amanti, a cui gli estranei non hanno accesso, può aumentare la complicità tra i partner, scatenare la fantasia, togliere le inibizioni, rendere l’atmosfera giocosa.

    Guardare insieme dei video porno può predisporre al rapporto sessuale ed essere fonte di ispirazione e di scoperta di sé; aiuta a consolidare l’identità di genere, fa luce sui propri gusti e stimola le idee per il repertorio personale, creando un nuovo feeling erotico nella coppia. Immedesimandosi negli attori di film hard, l’uomo si sentirà sessualmente potente mentre la donna capirà di avere un immenso potere seduttivo. La visione di tali immagini può anche dare la sensazione di trasgredire la normalità senza bisogno di cercare qualcosa fuori dalla relazione, così che il desiderio soddisfatto sul piano dell’immaginario non si traduca in azione.

    Può aiutare ad avere una vita sessuale sana: contribuisce a liberare endorfine nel corpo, con conseguente miglioramento dell’umore, aumenta la libido, accende l’eccitazione e amplifica le sensazioni di piacere e lo stesso orgasmo (sono i dati emersi da uno studio del 2016, pubblicato sulla rivista Sexual Medicine: “Viewing Sexual Stimuli Associated with Greater Sexual Responsiveness, Not Erectile Dysfunction”). Sono molti gli studi scientifici recenti nei quali vengono sfatati i più comuni miti legati alla pornografia, come quello che un suo eccesso di visione porterebbe alla disfunzione erettile per l’uomo. Inoltre non si evidenzia alcuna associazione tra pornografia e soddisfazione delle relazioni sessuali, suggerendo che quest’ultima è influenzata da altri fattori. I ricercatori mettono in discussione l’ipotesi secondo cui la pornografia è dannosa per la sessualità dell’individuo e che vada ad incidere negativamente sulla soddisfazione delle relazioni sessuali, annullando il desiderio carnale verso il partner (Mcnabney & Rowland, 2020).

    Gli effetti negativi della pornografia sulle relazioni sentimentali

    Ciò che viene considerato patologico nella vita adulta è normale, secondo Freud, nella vita del bambino, la cui sessualità è “perversa e polimorfa”. Tali pulsioni anarchiche vengono organizzate nella sessualità adulta dalle barriere del pudore, del disgusto e della moralità che la società costruisce. Se la sessualità infantile non si normalizza in quella adulta, i comportamenti saranno devianti e fondati sulla perversione o sulla nevrosi. In questi individui l’uso di materiale hard favorirà lo sviluppo della dipendenza da sesso, andando a incrementare un disturbo già presente. Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il disturbo da comportamento sessuale compulsivo (Compulsive Sexual Behaviour) è caratterizzato dal persistente fallimento di controllare i propri intensi, ripetitivi impulsi sessuali. Guardare filmati pornografici diventerà il fulcro dell’attenzione nella vita dell’individuo, al punto da indurlo a trascurare la cura della persona, le altre attività, il proprio partner.

    Le conseguenze negative che la pornografia ha sulle relazioni sentimentali stabili si evidenziano anche quando la sua visione viene intesa come sostituto al rapporto sessuale e quando il suo uso compulsivo incentiva la creazione di modelli irrealistici, che non hanno nessun contatto con la vita reale della coppia. Gli effetti sono deleteri quando il porno influenza la relazione tra amanti in termini di aspettative per quanto riguarda il corpo, la prestazione e i gusti, andando a ledere l’autostima di chi pensa di non essere in grado di soddisfare il partner come avviene invece nei film, schiacciati dallo stereotipo che vuole l’uomo virile e la donna disponibile e vogliosa. Inoltre, se chi usa la pornografia ha una percezione negativa di questo mezzo, se non è una scelta libera ma forzata dal partner, ne risentirà la fiducia, la qualità del rapporto e l’appagamento sessuale, aprendo la strada all’inferno della costrizione, nel dover appagare l’altro senza rispettare se stessi.

    Solo agli uomini piace la pornografia?

    Servirebbe un altro Alfred Kinsey per capire, fuori da imbarazzi e tabù, quale sia il numero reale delle donne che usufruiscono della pornografia. Il “Rapporto Kinsey” diventò celebre a metà degli anni ’50 del ‘900, quando si dedicò un’indagine al “Comportamento sessuale della femmina”, con circa 6000 donne americane intervistate. I risultati dell’inchiesta scossero la vecchia Europa, che gridò allo scandalo: in essa si imparava che il 50% delle donne è andata all’altare dopo una o più esperienze sessuali; che le donne non desiderano avere mariti innocenti; che la vitalità sessuale femminile supera quella maschile. La nostra Eva, più timida e sentimentale di quella d’oltreoceano, prontamente smentì.

    Ancora oggi è difficile trovare una donna che confessi con disinvoltura di vedere materiali pornografici, anche se si stima un aumento del 24%. Certo è che rimane l’uomo il maggiore fruitore di film hard, a causa anche di due fattori fondamentali: che la pornografia è quasi esclusivamente, salvo rare eccezioni, fatta da uomini per gli uomini; che gli uomini per eccitarsi privilegiano il senso della vista, mentre le donne hanno bisogno di un’esperienza multisensoriale. Le cose che generalmente, nella visione pornografica, possono infastidire una donna sono la completa mancanza di trama di tali filmati; la trascuratezza dell’igiene e della possibilità di trasmissione di malattie veneree; l’assenza dei comportamenti che hanno portato alla soddisfazione dell’atto sessuale, come la seduzione, il corteggiamento, il flirt e un possibile rifiuto.

    Non tutte le donne comunque ricercano la stessa cosa dalla pornografia, per alcune anche quella fatta da uomini e destinata a uomini risulta attraente. Come per l’ironica e spregiudicata Fleabag, protagonista dell’omonima e fortunata serie televisiva, che guarda YouPorn con il fidanzato addormentato a fianco. E se scoperta, chiaramente, nega.

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