HoloLens in aiuto dei medici in prima linea contro il Covid

Gli smart glasses Microsoft a realtà mista stanno supportando i sanitari londinesi nelle cure

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    Gli ospedali dell’Imperial College Healthcare di Londra sono tra i più attivi della città inglese, quando si sono trovati a fronteggiare l’ondata di pazienti affetti da Covid-19 hanno cercato una soluzione per ridurre i tempi di permanenza degli operatori sanitari nelle aree a rischio e la risposta è arrivata da HoloLens di Microsoft, dei visori a realtà mista che permettono di trattare i pazienti rimanendo però a distanza di sicurezza.

    Ne dà orgogliosamente notizia la stessa Microsoft nel suo sito, dove spiega in che modo questa nuova tecnologia sia di aiuto ai medici e agli altri sanitari che operano in questa zona di Londra. Si parla infatti di un 83% di tempo in meno trascorso dallo staff ospedaliero in aree ad alto rischio, con una riduzione anche dei dispositivi di protezione individuale utilizzati in tale contesto, cosa che ha permesso di risparmiare più di 700 pezzi per reparto a settimana.

    Nell’articolo, a spiegare in dettaglio l’adozione di HoloLens da parte della rete di ospedali è James Kinross, chirurgo all’Imperial College Healthcare e professore universitario all’Imperial College di Londra. “A marzo ci siamo trovati con un ospedale colmo di pazienti Covid, con un conseguente alto rischio di esposizione al virus da parte di medici, infermieri e altri operatori di supporto. In tanti si sono ammalati, per questo proteggere lo staff è stata la motivazione primaria che ha portato a questa sperimentazione, ma così come lo è stato proteggere i pazienti. Un’equipe contagiata, infatti, poteva trasmettere l’infezione, oltre a trovarsi in difficoltà a fornire cure adeguate a chi ne aveva bisogno”.

    L’ospedale, che solitamente era impegnato in cure acute, elettive o programmate, si è ritrovato improvvisamente a essere una gigantesca unità di terapia intensiva, quindi è stato necessario riadattare la struttura, formare lo staff e contemporaneamente gestire un numero di pazienti gravi che cresceva esponenzialmente.

    “Ci serviva una soluzione innovativa”, spiega ancora Kinross, “io avevo già usato HoloLens in campo chirurgico e ho immaginato che avrebbe potuto giocare un ruolo fondamentale con il suo sistema di telemedicina che lascia le mani libere, per di più, consentendoci di indossare comunque i DPI. Ci ha permesso di trattare i pazienti limitando però la nostra esposizione a un virus mortale. Oltre a questo, il consumo di DPI si è ridotto e il giro visite è diventato più efficiente”.

    Gli HoloLens sono degli smart glasses che hanno il vantaggio di utilizzare la realtà mista piuttosto che la realtà virtuale. Chi le usa non è catapultato in un mondo totalmente generato da un computer, ma può interagire con modelli digitali in 3D attraverso i gesti, lo sguardo e la voce. Con l’utilizzo del software Remote Assist e di HoloLens i medici possono partecipare a mani libere a videochiamate con colleghi ed esperti e interagire contemporaneamente con il paziente, il tutto con la possibilità di avere nel campo visivo anche i dati della cartella clinica e gli esami diagnostici, come le radiografie.

    “Adesso stiamo cercando altri campi di applicazione per HoloLens”, svela sempre James Kinross, “perché migliora l’assistenza senza privare dell’aspetto umano: c’è comunque sempre un medico vicino al tuo letto e i pazienti lo apprezzano, sono interessati a come questo nuovo strumento tecnologico possa essere loro di aiuto”. Kinross ha già aiutato altri reparti nell’uso di HoloLens, come la rianimazione, la traumatologia e anche la chirurgia, dove è impiegato per visualizzare le TAC dei pazienti durante le operazioni.

    I visori di Microsoft sono anche impiegati per l’insegnamento alla medical school dell’Imperial College di Londra, dopo che la pandemia causata dal Covid-19 ha costretto a chiudere la facoltà da un momento all’altro. Gli studenti possono utilizzare PC e smartphone a casa per seguire in diretta le lezioni di anatomia, chirurgia e cardiologia, mentre indossano HoloLens.

    Leila Martine, product marketing director per la realtà mista presso Microsoft UK ha dichiarato: “è di grande ispirazione vedere come il visore HoloLens sia impiegato all’Imperial College Healtcare durante l’emergenza sanitaria. Permette di far agire in sicurezza i lavoratori e al contempo migliora significativamente la comunicazione per aiutare i pazienti”.

    Medical iSight ha contribuito a questo rapido sviluppo con un ruolo decisivo: ha assicurato infatti che HoloLens e Remote Assist fossero configurati in maniera tale da avere le giuste capacità di gestione, sicurezza e connessione che necessitava l’ospedale, insieme a una personalizzazione che permettesse l’adozione clinica più semplice possibile. Philip Pratt, Chief Scientific Officer presso Medical iSight ha detto: “Mettere in campo nuove tecnologie come quella di HoloLens nel bel mezzo di una crisi è possibile solamente se un sanitario, una volta che si trova l’oggetto tra le mani, sa istintivamente come utilizzarlo e inizia da subito a trarne beneficio, proprio come è avvenuto in questo caso”.

    C’è ora una notevole spinta verso HoloLens da parte di tante altre strutture ospedaliere come gli University Hospitals di Morecambe Bay, gli University College London Hospitals, il Leeds Teaching Hospital e l’Alder Hey Children, che stanno lavorando insieme per migliorare l’impiego di HoloLens e proteggere i professionisti sanitari durante la loro battaglia contro il Covid-19.

     

    Qui l’articolo in lingua originale

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