Polisonnografia: cos’è e come funziona

Un esame diagnostico per monitorare la qualità del sonno in caso di disturbi che coinvolgono il riposo notturno. In cosa consiste e come funziona la polisonnografia?

polisonnografia

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    La polisonnografia è un test diagnostico per il monitoraggio del sonno, che può avvenire sia in ospedale che a domicilio, da effettuare se affetti da una qualche forma di disturbo del sonno, per poter avere una corretta diagnosi. 

    Per comprendere al meglio l’utilità di questo esame, facciamo chiarezza sulle principali caratteristiche del sonno e sulle fasi da cui è caratterizzato.  

    Fasi del sonno

    Quando dormiamo, il nostro corpo si trova in uno stato di riposo che non rimane uguale nel corso della notte ma attraversa due fasi – REM e non-REM – caratterizzate da un sonno più o meno profondo, che si alterna ciclicamente per 4-5 volte.

    Nella fase REM abbiamo un aumento del battito cardiaco e del respiro, unito alla comparsa dell’attività onirica (è la fase in cui sogniamo) e a un movimento degli occhi, anche se il corpo si trova, di fatto, in uno stato di riposo. 

    Nella fase non-REM, sia corpo che cervello sono completamente rilassati, è questo infatti il momento in cui il nostro sonno è realmente profondo e riposante.

    Polisonnografia: quando farla

    Fondamentale per la nostra salute è avere un corretto riposo: purtroppo esistono diverse tipologie di disturbi che non ne permettono il regolare flusso; tra questi troviamo:

    • Disturbi sonno/veglia: narcolessia e insonnia;
    • Disturbi respiratori: apnee notturne e russamento;
    • Disturbi del sonno legati a movimenti involontari del corpo: bruxismo (digrignamento dei denti) e sindrome delle gambe senza riposo;
    • Disturbi del sonno legati ad azioni compiute involontariamente: sonnambulismo, disturbi alimentari, attacchi di panico.

    In tutti questi casi, il modo per poter avere una corretta diagnosi del problema, così da risolverlo nella maniera più corretta ed efficace è effettuare una polisonnografia. 

    Funzionamento del polisonnografo

    Come abbiamo già detto, quando parliamo di polisonnografia intendiamo un test diagnostico che permette di monitorare il paziente mentre dorme attraverso la registrazione di parametri fisiologici che diagnosticano in maniera totalmente non invasiva e sicura il disturbo di cui soffre. 

    Questo monitoraggio avviene attraverso uno strumento, il polisonnografo, un dispositivo composto da:

    • fasce per la registrazione dei movimenti
    • sensori per il monitoraggio della posizione del paziente e per il russamento
    • un plurissometro per il rilevamento della frequenza cardiaca e della saturazione
    • elettrodi per il monitoraggio dell’attività cerebrale
    • una cannula inserita nel naso per controllare la respirazione

    Per poter ottenere dei risultati validi, il polisonnografo deve effettuare una registrazione di almeno 4 ore e i parametri registrati devono essere chiari, altrimenti l’esame non è valido e si rende necessario ripeterlo una seconda volta. Proprio per questo motivo, questo strumento per il monitoraggio del sonno è dotato di un sistema di accensione e spegnimento automatico che viene programmato a seconda delle abitudini di ogni singolo paziente.

    Tipi di polisonnografia

    I disturbi legati al sonno sono molti e di varia natura fisiologica, le polisonnografie si raggruppano in 3 diverse categorie a seconda del tipo di disturbo da indagare:

    • polisonnografia cardio-respiratoria
    • polisonnografia neurologica
    • polisonnografia pediatrica

    La polisonnografia cardio-respiratoria (o monitoraggio cardiorespiratorio) si effettua per tutti quei disturbi del sonno legati principalmente alla respirazione.
    Perciò, il polisonnografo per questo specifico test sarà costituito da:

    • due fasce per il monitoraggio della respirazione del torace e dell’addome;
    • il plurissometro (da apporre sul dito)
    • una cannula oro-nasale per la registrazione di respirazione e russamento 
    • un sensore di posizione per il monitoraggio della posizione del paziente durante il sonno

    Il risultato della polisonnografia cardio-respiratoria, oltre a determinare la presenza di apnee, quantifica secondo un indice chiamato AHI (Indice Apnea-Ipopnea) la gravità del disturbo secondo i seguenti parametri:

    • <5: normale
    • 5-15: grado basso
    • 15-30: grado moderato
    • >30: grado alto

    Per quanto riguarda invece la polisonnografia neurologica, si tratta di un monitoraggio che, oltre agli elementi rilevati dalla polisonnografia cardio-respiratoria, riesce a stabilire parametri come attività cerebrale e movimenti del corpo che aiutano a definire le fasi del sonno.
    Il polisonnografo per questo test si comporrà quindi di elementi aggiuntivi, quali:

    • Elettrodi per la registrazione dell’attività cerebrale corticale da apporre sullo scalpo del paziente, 
    • Elettrodi cutanei per la registrazione della fase REM, 
    • Elettrodi cutanei per il monitoraggio dell’attività elettromiografica,
    • Elettrodi di cutanei per il rilevamento del segnale elettrocardiografico

     La polisonnografia neurologica rileva gli indici di sofferenza respiratoria e le variazioni dell’attività cerebrale notturna secondo i seguenti parametri:

    • L’indice AHI 
    • L’indice ODI che indica l’indice di desaturazione di ossigeno
    • L’indice RERA (indicante il numero di atti respiratori che provocano un aumento progressivo dello sforzo inspiratorio)
    • L’indice RDI (indice che viene costituito dalla somma di apnee + ipopnee + RERA per ora di sonno)
    • analisi qualitativa del sonno 
    • movimento degli arti inferiori
    • Indice PLM che permette di diagnosticare la presenza di un disturbo periodico legato agli arti inferiori.

    Quando parliamo, infine, di polisonnografia pediatrica, intendiamo un test che può essere svolto sui pazienti dai tre anni in su e per il quale abbiamo esattamente lo stesso tipo di strumentazione ma di dimensioni ridotte.

    In ogni caso, che si tratti di Polisonnografia cardio-respiratoria, pediatrica o neurologica, sarà necessario il parere di un medico specializzato in disturbi del sonno per poter avere una diagnosi completa della patologia, oltre che a un eventuale terapia da seguire.

    Come si svolge la polisonnografia

    Prima di sottoporsi a polisonnografia è necessario non assumere nessun tipo di sostanza che potrebbe disturbare il sonno, compromettendo dunque l’esito dell’esame, come ad esempio alcolici e sostanze contenenti caffeina.

    Lo svolgimento dell’esame avviene necessariamente durante la notte, in una stanza che ha al suo interno di tutto ciò che serve per seguire l’attività notturna del paziente, come, ad esempio una telecamera e un sistema audio per la registrazione dei movimenti e per altre eventuali esigenze.

    Dopo aver applicato tutti i sensori e gli elettrodi e aver settato il polisonnografo, il paziente può cominciare a dormire. Come già detto, la polisonnografia non è valida se non si superano le 4 ore.

    Controindicazioni della polisonnografia

    Questo esame non comporta nessun tipo di controindicazione. 

    L’unico aspetto che potrebbe essere in qualche modo fastidioso consiste in un’eventuale irritazione della pelle del paziente, dovuta all’applicazione degli elettrodi. 

    Costi della polisonnografia

    La polisonnografia può essere fatta sia attraverso il sistema sanitario nazionale tramite pagamento di ticket, sia recandosi in strutture private per cui i costi vanno dai 195 ai 300€.

    Dove fare la polisonnografia

    Ad oggi è possibile sottoporsi a polisonnografia sia presso il proprio domicilio, sia in ospedale (anche in strutture private). Nel caso della polisonnografia svolta presso il proprio domicilio è comunque necessario riportare il polisonnografo presso il plesso ospedaliero per poter avere i risultati.

     

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