Sperone calcaneare: patologia o mito da sfatare?

Facciamo chiarezza sul famigerato sperone calcaneare

problemi piede

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    Il famigerato sperone calcaneare

    Alzi la mano chi non ha un conoscente che si sia lamentato di un improvviso dolore alla pianta del piede adducendone la causa al famigerato “sperone calcaneare”.

    Lo sperone calcaneare è una prominenza ossea dell’estremità inferiore del calcagno ed è la zona dove si inserisce a livello prossimale la fascia plantare, una fascia fibrosa che collega il calcagno con le dita del piede.

    Spesso quando si sviluppa un’infiammazione della fascia plantare, denominata fascite plantare, viene effettuata una rx del piede e la causa del dolore viene attribuita a questa particolare conformazione del calcagno.

    In realtà lo sperone calcaneare non è altro che l’espressione di una patologia infiammatoria cronica e rappresenta quindi più un effetto piuttosto che la causa del dolore.

    Prova di questa scorretta interpretazione dei dati radiografici è il fatto che spesso effettuando una rx bilaterale si “ scopre” uno sperone calcaneare accentuato anche nel piede “sano”.

    Questo “equivoco” provoca spesso delle prescrizioni terapeutiche e fisioterapiche inadeguate e crea nel paziente delle aspettative che non possono essere soddisfatte.

    Il paziente si sottopone, per esempio, a cicli di terapia con onde d’urto credendo che un successivo controllo rx mostri una scomparsa dello sperone, ma riceverà una grossa delusione; le onde d’urto sono uno strumento terapeutico molto importante nella cura delle fasciti plantari, ma in nessun modo sono in grado di “eliminare” lo sperone calcaneare.

    Le cause

    Tra le cause che portano allo sviluppo di uno sperone calcaneare ci sono il sovrappeso, il mantenere per molte ore la stazione eretta, l’utilizzo di scarpe non idonee, svolgimento di attività sportive con tecnica di corsa scorretta, malformazioni dell’arco plantare.

    Sicuramente in fase acuta un ciclo di fisioterapia che comprenda ultrasuoni, laserterapia, onde d’urto e terapia manuale può risultare utile per diminuire la sintomatologia.

    In caso di persistenza del dolore possono essere utili anche infiltrazioni di preparati cortisonici e anestetici.

    Risolvere sul lungo periodo

    Tuttavia per risolvere il problema nel lungo periodo ed evitare recidive è opportuno risolvere la causa che ha provocato l’infiammazione, pertanto è consigliato utilizzare delle calzature da running con un drop elevato (il drop è il differenziale in mm della differenza di altezza tra punta e tallone) poiché permettono di mettere il più possibile in scarico il tallone e la fascia plantare.

    Un ulteriore aiuto, soprattutto per gli sportivi, è l’uso di plantari appositamente preparati dopo visita podologica, così da permettere un perfetto scarico di tutto il peso corporeo su entrambi i piedi sia a riposo sia durante attività fisica.

    È assolutamente da evitare l’utilizzo di ciabatte o scarpe a suola bassa.

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